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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

Colpo di coda di Berlusconi: sì alla fiducia al governo Letta

Mossa a sopresa del Cav che, dopo giorni di spaccature interne, "riattacca" la spina a Letta e al suo esecutivo. Una mossa che salva il governissimo (e il Pdl)

ROMA - "Abbiamo deciso di votare la fiducia". Con queste parole, alle 13:30 esatte, Silvio Berlusconi ha "riattaccato" la spina al governo Letta. Niente più voto di sfiducia, niente più addio al governissimo. Alla fine ha vinto Angelino il "delfino". 

Difficile da pronosticare, ma il segretario ha battuto il Cavaliere sulla linea da seguire nella fiducia al governo Letta. Il leader del Pdl, inizialmente agguerrito e deciso a staccare la spina all'esecutivo di larghe intese, si è ammorbidito e ha varato la strategia aperturista.

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Fiducia al governo, dunque, malgrado le dimissioni imposte ai ministri qualche giorno fa e respinte ieri dal presidente del Consiglio. E fiducia al governo soprattutto per evitare la spaccatura definitiva del partito, peraltro già ben avviata con il dissenso esplicito dei vari Quagliariello, Lupi, Cicchitto, Formigoni.

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"Pensavamo che il clima del paese potesse cambiare e andare verso una sorta di pacificazione di cui ci sarebbe bisogno. Questa speranza non l'abbiamo deposta - ha esordito in Aula Berlusconi, lasciando intravedere la decisione -  Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni del presidente del Consiglio, i suoi impegni sulla riduzione delle tasse, circa l'adozione dell'impegno che l'Ue ha voluto farci pervenire per quanto riguarda la responsabilità civile dei giudici. Mettendo insieme queste aspettative e il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo che faccia riforme, abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere voto di fiducia a questo governo"

DIRETTA - La giornata al Senato

Insomma, a trionfare è stata la linea "dissidente". Per capire il clima che si respirava nel Pdl, d'altronde, bastava leggere le dichiarazioni di Roberto Formigoni rilasciate al TgLa7 di Enrico Mentana. "Berlusconi è un uomo esasperato, giustamente esasperato, umanamente addolorato di fronte al tentativo che lui sente su di sé di liquidare la sua figura e la sua storia ed è a questo punto che i cattivi consiglieri hanno avuto la meglio e, in un momento di esasperazione, l'hanno spinto a fare delle scelte che abbiamo ritenuto sbagliate. In quel momento, con la morte del cuore, abbiamo preferito fare il nostro compito di politici che ascoltano gli interessi dei cittadini e non - conclude - gli interessi di una persona a cui vogliamo bene".

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Sembrava la fine di un'era. Ma, poi, è stato Berlusconi a piegarsi al volere dei suoi. E il governo Letta ha ottenuto la fiducia al Senato con 235 voti a favore e 70 contrari. I senatori presenti erano 307, i votanti 305, due non hanno partecipato al voto. Nessuno si è astenuto.

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