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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Politica

Berlusconi avverte: "Pronti a dire 'Ciao ciao' e uscire dall'Euro"

L'ex premier alla riunione dei gruppi parlamentari del Pdl mostra il suo volto 'antieuropeista': "Ho in mente pazze idee". La prima: "Stampiamo noi l'Euro"

Ha riunito i gruppi parlamentari del Pdl. E' salito in cattedra ed ha ammonito: "Se l'Europa non dovesse ascoltare le nostre richieste dovremmo dire 'ciao ciao' e uscire dall'Euro".

Così Berlusconi torna alla ribalta. E lo fa spiegando ai suoi che è finito il tempo dei 'diktat'. Ora è il momento di "andare in Europa e picchiare i pugni sul tavolo" per modificare le prerogative della Bce, ma anche pretendere che il calcolo del debito pubblico tenga conto dell'alto risparmio privato in Italia e dell'economia sommersa. 

Nel suo intervento il Cavaliere ha dichiarato che la crisi è "gravissima", la "spirale si può solo aggravare giorno dopo giorno" e per la soluzione non basta quanto fatto finora "dal governo", anzi occorre "tirare fuori un coniglio dal cilindro".



Berlusconi ha poi avvertito tutti di essere pronto a un ritorno sulla scena in grande stile: "Ho in mente idee pazze che non voglio dirvi". Ma poi ecco la prima: "Stampiamo noi, con la nostra zecca, l'Euro".

 E sul futuro del Pdl ha detto no ad "associazioni o gruppi" dei componenti del Pdl: "Dobbiamo essere monolitici, non lasciarsi andare a dichiarazioni di dubbio sulla nostra formazione politica in un momento così delicato. O si sta insieme o perdiamo".



Intanto segretario del Pdl Angelino Alfano, dal canto suo, prova a ricompattare il partito, dopo le polemiche e le divisioni successive alla sconfitta alle amministrative. "Noi non smobilitiamo. Faremo tutto il necessario, ma non ammaineremo mai la nostra bandiera", ha detto Alfano, parlando alla riunione dei gruppi parlamentari del partito. "Mi sono state attribuite da parte di parlamentari troppe frasi mai dette. Questi che giocano allo sfascio la smettano", ha sottolineato il segretario descritto come molto irritato nel pronunciare questo passaggio.

Sulla questione 'futuro" è intervenuto il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha spiegato come la questione non è "di generazione" ma di "offerta politica" perchè "si può essere bravi o coglioni a 20, 40 o 80 anni". 


In merito al sostegno al governo Monti, invece, Cicchitto ha ribadito: "O l'aggregazione con i moderati e con Casini si compie in un tempo politicamente ragionevole, oppure sul prezzo da pagare per tenere in piedi il governo Monti ci sarà da fare un altro ragionamento".

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