Lunedì, 27 Settembre 2021
Lega Nord

E negli atti spunta il nome di "Silvio"

Tra le carte emerge che a silenziare un fascicolo in procura su Renzo Bossi sia stato "Silvio". Ma si inizia a far largo l'ipotesi di fondi neri percepiti da Umberto Bossi

Dagli atti delle inchieste condotte a Milano, Napoli e Reggio Calabria sull'ex tesoriere della Lega emerge un episodio legato a un presunto fascicolo formatosi sul figlio di Bossi sul quale sarebbe intervenuto "Silvio" per affossare il tutto. E' quanto emerge da un'altra telefonata tra Francesco Belsito e Nadia Dagrada. La donna parla esplicitamente di un "fascicolo" chiedendo se "è vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo? Ma prima o poi il fascicolo esce". Tutto rimanda ad una serie di episodi di cui sarebbe responsabile Renzo Bossi ed è solo l'intervento "di Silvio" più che di Bossi che si è tenuto tutto sotto coperta fino ad oggi. "Gli hanno detto 'inizia a farlo scivolare ventesimo' e dopo è passato il tempo, si doveva andare a elezioni a marzo e hanno detto 'inizia a metterlo quarantesimo, ma appena arriva l'ordine di tirarlo fuori…fuori tutto". 

Fondi in nero - In una telefonata del 29 gennaio scorso agli atti dell'inchiesta milanese, Belsito parla ancora con Nadia Dagrada che dice a Belsito: "Però tu al capo precisi la cosa del discorso soldi, che Castelli vuole andare a vedere la cassa e che quelli sono problemi, perchè comunque tu non è che puoi nascondere quelli che sono i 'costi della famiglia". E ancora "perchè o lui (Bossi, nota degli investigatori) ti passa come c'era una volta tutto in nero o altrimenti come cazzo fai tu". Ed è proprio questa telefonata per gli investitori a suffragare "l'ipotesi di riciclaggio, anche mediante l'utilizzo della cassaforte della Lega". Nell'intercettazione, poi, "si rileva che Nadia parla chiaramente del 'nero' che Bossi dava tempo fa al partito. Ovviamente il significato del 'nero' è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti alle corruzioni o altre forme di provenienza e non rintracciabile". 

Bossi Jr, "altro che Cosentino" - Quanto a Renzo Bossi, in una telefonata dello scorso 8 febbraio Nadia Degrada parla così con Belsito del figlio del senatùr: "Il figlio di lui che ha certe frequentazioni…altro che Cosentino". 

Via con i documenti della sua abitazione - I timori dei controlli che hanno indotto Renzo Bossi a portare via i faldoni della casa, probabilmente relativi a lavori di ristrutturazione, emergono da una telefonata del 12 febbraio scorso tra Francesco Belsito e la dirigente amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada. La Dagrada infatti dice: "Ecco, quella lì, sono venuti a prendere, Renzo e la fidanzata, tutti faldoni da via Bellerio  e li hanno portati via". Belsito: "Ho capito". Dagrada: "Quindi adesso c'hanno parecchia caga". Belsito: "Uhm, però nella caga capisci che l'altro deficiente ci va a nozze".  Dagrada: "Infatti, è per questo che ti sto dicendo, visto che comunque lei (Manuela Marrone) di ascendente ce n'ha, dire adesso che questi, che cavolo Castelli c'è da tenerlo d'occhio, sta cercando di scatenare, sotto, sotto, un casino che tutti che vogliono andare a vedere i conti, che vogliono andare a vedere i documenti e questa sarebbe la fine". 

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