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Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Addio Pdl, sarà di nuovo Forza Italia

L'annuncio di Silvio Berlusconi in un'intervista a tutto campo al quotidiano tedesco 'Bild': "Il mio partito avrà il vecchio nome". Nuovo attacco alla magistratura: "Io vittima del caso bunga bunga". Poi le critiche al rigore della Merkel: "Vogliamo una Germania più europea e non un'Europa più tedesca"

"Tutto deve cambiare affinché nulla cambi", scriveva Tomasi di Lampedusa circa mezzo secolo fa. A giudicare da ciò che sta avvenendo nel panorama politico italiano, sponda centrodestra, la citazione gattopardesca sorge spontanea. Tra aspettative di rinnovamento e ansie da competizione elettorale, il Cavaliere, novello principe di Salina, spariglia le carte e si riprende il partito. Rimane deluso chi vedeva il segretario Angelino Alfano candidato premier. Rimane deluso chi auspicava le primarie nel centrodestra. Doveva cambiare tutto e invece, nella sostanza, cambia poco: ri-tornato Berlusconi, ri-torna anche il vecchio nome, "Forza Italia", come nella discesa in campo del 1994.

L'INTERVISTA ALLA "BILD" - Silvio Berlusconi ha concesso un'intervista al quotidiano tedesco "Bild", in uscita oggi. Tanti i temi messi sul tavolo, dall'analisi della crisi europea ai temi di casa nostra, con la prospettata ricandidatura e l'attacco alla "magistratura di sinistra". Il Cavaliere osserva: "Ricevo tante richieste molto insistenti. Posso solo dire che non abbandonerei mai il mio partito, il 'Popolo della Libertà', che d'altronde riavrà presto il suo vecchio nome: 'Forza Italia'".

"BUNGA BUNGA? LE RAGAZZE HANNO SOLO BALLATO" - Silvio Berlusconi torna anche all'attacco della magistratura e non si sottrae alle domande sulla vicenda del 'bunga bunga'. Al giornalista Albert Link che domanda che cosa abbiano lasciato queste serate a un 76enne come lui, replica: "Si chieda piuttosto come mai questo sia potuto divenire un caso di Stato. Si è trattato di una mostruosa operazione di diffamazione da parte della nostra magistratura di sinistra". "Sono state prese di mira delle ragazze - aggiunge Berlusconi - sono state collegate alla prostituzione, mentre hanno soltanto ballato come si fa in tutte le discoteche del mondo. Tutto finirà nel nulla, come tutti gli altri processi intentati contro di me. Sono stati più di 50 e ho speso 428 milioni di euro in avvocati e consulenti. Credo che nessun altro avrebbe potuto resistere a così tanti attacchi".

"IO, IL PRIMO A DENUNCIARE LA CRISI GLOBALE" - In merito alla crisi finanziaria "sono stato il primo, fra i leader occidentali, a denunciare la pericolosità della crisi globale e a sostenere la necessità di introdurre delle riforme" ha detto l'ex premier. "Il mio governo ha fatto molto per i giovani imprenditori e ha realizzato riforme coraggiose come quelle sulle pensioni, sulla scuola, sull'università. Se i conti della nostra finanza pubblica sono sotto controllo, lo si deve in buona parte al mio governo". E nell'ultimo summit a Bruxelles non c'è stato "nessun trionfo contro la Germania. Non l'abbiamo mai vista così né io né il presidente Monti. Il trionfo sarà di tutti se riusciremo a uscire dalla crisi e se l'Europa sarà finalmente più forte, più unita, più solidale". Anche perché, conclude, "vorremmo una Germania più europea e non un'Europa più tedesca".

SUMMIT A VILLA GERNETTO: COSI' RIPARTE IL CENTRODESTRA - I dispiaceri di Alfano (che tuttavia dissimula e, anzi, tira la volata al leader storico), la questione Nicole Minetti, l'opposizione interna degli ex An e dei "frondisti" come Beppe Pisanu, l'Europa e l'euro: sono questi i principali nodi da sciogliere per far ripartire il progetto liberal degli anni '90. Domani se ne parlerà a villa Gernetto, a pochi passi da Milano, in un summit riservatissimo con ex forzisti e premi Nobel. La riunione, secondo quanto rivelato all'Ansa da fonti di via dell'Umiltà, potrebbe perciò divenire la prima pietra di un ambizioso progetto per ridisegnare il nuovo indirizzo 'liberal' del partito con accenti nostalgici per Forza Italia. Un'operazione, però, che i 'notabili' del partito non vedono di buon occhio, temendo lo "sfoltimento" dei ranghi alti del Pdl. Gli ex An sono sul piede di guerra: l'idea di confluire in una 'nuova Forza Italia' non li convince. E non manca chi racconta che i 'colonnelli' La Russa, Gasparri e Matteoli stiano anche minacciando di andarsene. Ma tocca alla 'giovane' Giorgia Meloni uscire allo scoperto ed attaccare frontalmente un progetto "sbagliato": "In tutta la sua storia Forza Italia - sottolinea - ha ottenuto al massimo il 21%, a fronte del 38% raggiunto al suo debutto, nel 2008, dal Pdl".

Presumibile, poi, un ruolo chiave dell'attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno. Insofferenza anche per i 'frondisti' come Beppe Pisanu e Claudio Scajola, a cui guarda con interesse l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Fuori dai giochi finirebbe, poi, lo storico nemico interno di Berlusconi: l'ex ministro Giulio Tremonti, di cui Alfano dice di "non avere più notizie". L'idea, invece, piace e non poco ai giovani del partito. Ma anche a i vecchi forzisti. Osvaldo Napoli è il primo ad uscire allo scoperto: "Se si dovesse tornare a Forza Italia - dice - sarebbe ottimale, perché è il passato di tutti noi. Qualcuno storce il naso - ammette il vicecapogruppo alla Camera - ma deve farsene una ragione. Berlusconi è una figura carismatica che crea consenso e così il centro moderato potrà tornare ad essere protagonista in Italia". Su questa linea sembra lavorare Angelino Alfano. Il segretario prima difende la candidatura per il 2013 di Berlusconi che - spiega - "nasce dalla richiesta e dalla insistenza di altri". Poi cerca una sponda con la Lega Nord di Roberto Maroni. "Non capisco perché il governo Monti non abbia attuato il federalismo fiscale che quando eravamo noi al governo avevamo approvato - dice - Andrebbe nella direzione della spending review". E' un tentativo per riallacciare con l'ex ministro dell'Interno che però boccia la ridiscesa in campo di Berlusconi: "Non ci interessa", spiega, invece "siamo sempre stati interessati al cambiamento nel Pdl che sembrava ci fosse stato con Alfano".

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