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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il caso

Berlusconi, il nuovo audio: "Putin non voleva la guerra. Zelensky ha triplicato gli attacchi in Donbass"

Le parole pronunciate durante l'assemblea di Forza Italia alla Camera: Putin ha subito "una pressione forte da tutta la Russia". Il premier ucraino? "Lasciamo perdere, non posso dirlo…". Meloni: chi non è d'accordo con l'Atlantismo "non può far parte del governo". Letta dichiarazioni gravissime

Dopo le frasi su Putin uscite ieri ("ho riallacciato i rapporti con il presidente") oggi l'agenzia LaPresse ha pubblicato altre dichiarazioni attribuite sempre al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che mettono in serio imbarazzo la maggioranza. "Io non vedo come possano mettersi a un tavolo di mediazione Putin e Zelensky. Perché non c'è nessun modo possibile. Zelensky, secondo me… lasciamo perdere, non posso dirlo…". Queste sono le parole pronunciate ieri da Berlusconi durante una riunione dell'assemblea di Forza Italia alla Camera, come documentato da un audio pubblicato sempre da LaPresse. Una conversazione colloquiale il cui contenuto non sarebbe dovuto uscire sui mezzi di comunicazione. E che invece, in qualche modo, è arrivato alla stampa. Cos'ha detto dunque il Cav? Queste le sue dichiarazioni, decisamente controverse, sullo scoppio della guerra. 

Il nuovo audio di Berlusconi su Putin e la guerra

"Sapete com'è avvenuta la cosa della Russia? Anche su questo vi prego, però, il massimo riserbo. Promettete? (…) La cosa è andata così: nel 2014 a Minsk, in Bielorussia, si firma un accordo tra l'Ucraina e le due neocostituite repubbliche del Donbass per un accordo di pace senza che nessuno attaccasse l'altro. L'Ucraina butta al diavolo questo trattato un anno dopo e comincia ad attaccare le frontiere delle due repubbliche. Le due repubbliche subiscono vittime tra i militari che arrivano, mi si dice, a 5-6-7mila morti. Arriva Zelensky, triplica gli attacchi alle due repubbliche. I morti diventano (…). Disperate, le due repubbliche (…) mandano una delegazione a Mosca (…) e finalmente riescono a parlare con Putin.  Dicono: ‘Vladimir non sappiamo che fare, difendici tu'. Lui - aggiunge - è contrario a qualsiasi iniziativa, resiste, subisce una pressione forte da tutta la Russia".

L'audio di Berlusconi su Putin e la guerra in Ucraina

E allora, prosegue Berlusconi, Putin "si decide a inventare una operazione speciale: le truppe dovevano entrare in Ucraina, in una settimana raggiungere Kiev, deporre il governo in carica, Zelensky eccetera, e mettere un governo già scelto dalla minoranza ucraina di persone per bene e di buon senso, un'altra settimana per tornare indietro. È entrato in Ucraina e si è trovato di fronte a una situazione imprevista e imprevedibile di resistenza da parte degli ucraini, che hanno cominciato dal terzo giorno a ricevere soldi e armi dall'Occidente. E la guerra, invece di essere una operazione di due settimane, è diventata una guerra di duecento e rotti anni. Quindi, questa è la situazione della guerra in Ucraina". Dichiarazioni che faranno discutere e che ricalcano in parte quella già pronunciate tempo fa a 'Porta a Porta' ("Putin voleva sostituire Zelensky con persone perbene") che però lo stesso Berlusconi si era poi affrettato a smentire spiegando che stava riferendo "il pensiero di altri". 

"Oggi in Occidente non ci sono leader"

Nell'audio pubblicato da LaPresse Berlusconi viene applaudito dagli altri "forzisti". E aggiunge: "Quello che è un altro rischio, un altro pericolo che tutti noi abbiamo: oggi, purtroppo, nel mondo occidentale, non ci sono leader, non ci sono in Europa e negli Stati Uniti d'America. Non vi dico le cose che so ma leader veri non ce ne sono. Posso farvi sorridere? L'unico vero leader sono io…". E infine: "La guerra condotta in Ucraina è la strage dei soldati e dei cittadini ucraini. Se lui diceva 'Non attacco più', finiva tutto (…). Quindi se non c'è un intervento forte, questa guerra non finisce". .

Meloni: "Chi non è d'accordo con l'Atlantismo non può far parte del governo"

Dichiarazioni quelle di Berlusconi che sembrano addossare la colpa della guerra a Zelensky. E innescano altre tensioni nel centrodestra. Il commento di Giorgia Meloni è durissimo: "Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L'Italia - ha detto Meloni - è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell'Europa e dell'Alleanza atlantica. Chi non fosse d'accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo".

"L'Italia con noi al governo - ha sottolineato ancora la leader di Fdi - non sarà mai l'anello debole dell'occidente, la nazione inaffidabile tanto cara a molti nostri detrattori. Rilancerà la sua credibilità e difenderà così i suoi interessi. Su questo chiederò chiarezza a tutti i ministri di un eventuale governo. La prima regola di un governo politico che ha un forte mandato dagli italiani è rispettare il programma che i cittadini hanno votato". 

"Domani sarò al Summit del PPE per confermare la posizione europeista, filo atlantica e di pieno sostegno all'Ucraina mia e di Forza Italia" scrive invece in un tweet Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Fi. "In tutte le sedi istituzionali - si legge nel post - non è mai mancato il nostro voto a favore della libertà e contro l'invasione russa". 

La telefonata a Mentana

"Le parole registrate vanno inquadrate in un discorso più generale di cui si è preso solo questo aspetto, che era il racconto di una preoccupazione generale". Così il direttore Enrico Mentana, in diretta tv, ha sintetizzato il contenuto di una telefonata appena ricevuta dal Presidente Berlusconi, pochi minuti dopo che lo stesso Tg aveva diffuso il suo secondo audio shock, stavolta contro il Presidente ucraino. "La preoccupazione generale di Berlusconi - ha detto ancora Mentana, citando le parole di Berlusconi - era che ci fosse la rottura tra Europa e Russia, che in qualche modo interrompeva una spirale già rallentata dopo gli accordi di Pratica di Mare, con il fatto che la Cina potesse approfittare di tutto questo. Questa è - conclude - la contestualizzazione dell'interessato e che era alla base delle sue parole". "Una posizione che - ha chiosato Mentana - è diversa da quella del governo italiano e dalla leader del futuro governo di centrodestra".

Letta: "Gravissimo". Conte: "Fi non può esprimere il ministro degli Esteri"

"Le dichiarazioni di Berlusconi sono gravissime, incompatibili con il posizionamento dell'Italia e dell'Europa". Così il segretario del Pd Enrico Letta ha commentato l'ultimo audio di Berlusconi. "Sono parole che pongono il nostro Paese fuori dalle scelte europee e occidentali e che minano alla base la credibilità del possibile nuovo esecutivo" ha aggiunto. "Ogni governo che nasce in Europa oggi deve scegliere se stare con Putin o stare con l'Ucraina e con l'Unione Europa. Il governo Meloni sta nascendo sotto il segno della peggiore ambiguità". 

Non si è fatta attendere neppure la presa di posizione del M5s. "Alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente Berlusconi sul conflitto russo-ucraino emerge una chiara articolata linea, un indirizzo di politica estera inaccettabile per il nostro paese perché pone in discussione la premesse fondamentale che l'Italia non può discutere, e cioè che l'aggressione russa sia ingiustificata". A dirlo è stato il leader del M5S Giuseppe Conte, parlando ai cronisti fuori dal Palazzo dei gruppi di Montecitorio. Secondo Conte "si pone ora un problema serio per l'immagine e la credibilità del nostro Paese: non credo che possa essere accettato che Fi esprima un ministro agli Esteri come emerge dalle indiscrezioni. Questa è una questione politica che esprimiamo con forza e che porremo anche al Presidente Mattarella nel corso della consultazioni". 

Sulla stessa linea il leader di Azione Carlo Calenda. "Le parole di Berlusconi confermano che Forza Italia è un partito inaffidabile e chiaramente schierato con la Russia. Il Ppe dovrebbe prendere posizione e Antonio Tajani non dovrebbe diventare Ministro degli Esteri. Meloni non ha una maggioranza con cui poter governare". 

La risposta di Forza Italia arriva per bocca di Licia Ronzulli. "E' spregiudicato, per non dire criminale, che qualcuno tra i 45 eletti alla Camera possa prestarsi a riferire parole del presidente, che andavano contestualizzate". Queste le parole della capogruppo di Forza Italia al Senato interpellata dai giornalisti sul caso degli audio di Berlusconi. Secondo Francesco Boccia del Pd gli audio "usciti da Forza Italia" sono invece "un regolamento dei conti interno a Forza Italia e tra Forza Italia e Fratelli d'Italia".

(L'audio in alto è stato pubblicato per gentile concessione di LaPresse)

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