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Giovedì, 18 Aprile 2024
La corsa al Colle

Berlusconi può diventare davvero presidente della Repubblica?

Oggi è in programma un vertice con gli alleati: il presidente di Fi dovrà sciogliere la riserva sulla sua candidatura. L'impresa è difficile, ma non viene giudicata impossibile dal Cav

Sulla sua candidatura a Capo dello Stato Silvio Berlusconi non può più indugiare. Pressato dagli alleati il leader di Fi ha alla fine dato il suo assenso ad anticipare la riunione prevista per lunedì con gli altri leader del centrodestra. Il vertice è dunque stato spostato a sabato pomeriggio. E tutti si aspettano che il Cav sciolga la riserva. L'esito però non è scontato. L'ipotesi più quotata è che Berlusconi decida di ritirare la sua candidatura al Quirinale, ma nessuno sa realmente cosa accadrà. "Mi prendo ancora qualche ora per decidere" avrebbe detto il Cavaliere che dunque non scarta del tutto la possibilità di provarci davvero.

Silvio Berlusconi può davvero diventare presidente della Repubblica?

Un'impresa difficile, ma che evidentemente Berlusconi e il suo entourage non ritengono così disperata. Se tutto il centrodestra vota compatto ci sarebbero le condizioni per spuntarla alla quarta votazione, è il ragionamento che si fa negli ambienti vicini all'ex premier. La speranza del presidente di Fi è che alla fine della fiera una cinquantina di voti 'extra' possano uscire fuori, non solo tra i 5 Stelle, ma anche a sinistra. Secondo i retroscena, Berlusconi avrebbe una convinzione: se ognuno nel centrodestra appoggia la sua candidatura, alla fine i voti in più per arrivare alla maggioranza di 505 ci sarebbero. Ma il rischio di bruciarsi è molto alto. E in ogni caso bisogna capire cosa ne pensano gli alleati che non sono mai sembrati troppo convinti sull'ipotesi di una sua candidatura al Colle. 

La posizione di Lega e Fdi

Salvini ieri ha fatto uscire una nota per annunciare di "aver contattato tutti i leader (a partire da quelli della maggioranza che sostiene il governo Draghi) per avvisarli del vertice di centrodestra. In particolare, l'ex ministro degli Interni ha usato l'espressione ''lavori in corso'' per spiegare che sta lavorando, rivendicando ancora una volta il ruolo di king maker, per una soluzione condivisa senza fare nomi.

"La coalizione avrà l'onore e l'onere di proporre per il Colle una candidatura di alto profilo". Un passaggio quest'ultimo che alcuni tra gli azzurri hanno interpretato come 'un benservito a Silvio', ovvero un modo per dire che il centrodestra è pronto a valutare altre opzioni al posto di Berlusconi. Un segnale da Arcore arriva in serata, quando il capogruppo alla Camera di Fi, Paolo Barelli, uscendo da Villa San Martino, conferma le indiscrezioni delle ultime ore: "Domani molto probabilmente Berlusconi scioglierà la riserva". Il presidente dei deputati azzurri non precisa se il suo leader si candiderà o meno, lasciando ancora tutti nel dubbio, alleati compresi. Per Fratelli d'Italia il nome di Berlusconi resta la prima opzione. Qualora dovesse rinunciare, il partito di Giorgia Meloni è pronto a lavorare su altri nomi, purché siano condivisi dalla coalizione. "Finché è in campo Berlusconi - assicura il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida - c'è il nome di Berlusconi. Qualora, invece, il centrodestra dovesse orientarsi su una strada diversa, siamo pronti a contribuire, anche con proposte concrete, alle scelte per il Colle".

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