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Lunedì, 4 Marzo 2024
L'uscita

Berlusconi e la dichiarazione d'amore a Renzi: "Gioca in una metà campo che non è la sua"

"Potremmo lavorare in sintonia su diversi temi": negli auspici di Berlusconi c'è sempre il partito unico di Partito Repubblicano sul modello americano

Un rapporto più stretto con Matteo Renzi per "lavorare in sintonia su diversi temi". Così Silvio Berlusconi lancia un atteso asse con l'ex segretario Pd ora leader centrista del terzo polo dopo aver fatto capire di essere rimasto deluso dalla mancata elezione ad un ruolo istituzionale con il governo Meloni. In una intervista al Corriere della Sera l'ex premier e presidente di Forza Italia spiega di considerare la legge di bilancio ora in discussione alla Camera "un primo passo" per alcune riforme strutturali che il governo sarà chiamato a realizzare cercando anche un appoggio fuori dalla maggioranza di centrodestra. "Della linea politica del mio partito l’unico garante sono io" dice auspicando una maggiore condivisione delle politiche di governo con la premier: "Giorgia Meloni sa che se le servono miei consigli, sono qui" dice il leader di Forza Italia.

Poi quella che agli osservatori appare una vera e propria dichiarazione d'amore per Matteo Renzi, con Berlusconi che ammette un possibile allargamento dei confini della maggioranza: "Ho sempre stimato Renzi e ho sempre pensato che giochi in una metà campo che non è la sua. Certamente, se lo volesse, potremmo lavorare in sintonia su diversi temi ma gli italiani hanno scelto alle elezioni da chi vogliono essere governati".

berlusconi renzi

Negli auspici di Berlusconi c'è sempre il partito unico di Partito Repubblicano sul modello americano: "Il nuovo partito dovrebbe costituire - spiega Berlusconi - proprio come avviene negli Usa, la casa comune di sensibilità politiche diverse. Al suo interno deve esserci una forte componente liberale, cristiana, garantista, europeista, atlantica, quella che oggi è rappresentata soltanto da Forza Italia". Ma Berlusconi detta la linea al governo con le richieste di Forza Italia per il prosieguo della legislatura: "Estensione della flat tax, riduzione della pressione fiscale, una riforma della giustizia ispirata a principi garantisti, incremento delle pensioni minime di 100 euro all’anno sino a 1.000 euro per tutti al quinto anno della legislatura, la detassazione e la decontribuzione totale delle nuove assunzioni di giovani". Infine la stoccata a Meloni: "Certo, in futuro alcuni meccanismi decisionali dovranno essere messi a punto meglio, con una condivisione a monte, evitando che i problemi ricadano sul lavoro del Parlamento".

Dal canto suo Matteo Renzi gioca nel campo dell'opposizione e punzecchia il governo parlando della legge di bilancio 2023 come di "una collezione di marchette da far impallidire le manovre della prima repubblica. Almeno lì  - commenta a La Stampa - c'era un'idea di Paese". Tra i temi delle critiche dell'ex premier ci sono le modifiche al bonus cultura e la norma salva-calcio: "Dare 890 milioni agli indebitati presidenti delle società di calcio di serie A togliendo gli inventivi culturali per i diciottenni è il simbolo della follia di questa manovra" afferma il leader di Italia Viva.

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