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Venerdì, 26 Novembre 2021
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Berlusconi sceglie i servizi sociali, Cicchitto sceglie Alfano

Nel giorno in cui la richiesta per "pene alternative al carcere" è stata depositata alla procura di Milano, Cicchitto pone l'aut-aut: "Berlusconi indichi Alfano come suo successore o sarà scissione"

Berlusconi ha scelto: affidamento in prova ai servizi sociali. Condannato a quattro anni per frode fiscale nel processo Mediaset, tre stornati dall’indulto 2006, dal 15 ottobre scatterà l’inizio pena per l’unico anno rimastogli da scontare. Le anticipazioni erano arrivate dal legale del Cav, Franco Coppi; questa mattina la richiesta per “pene alternative al carcere” è stata depositata alla procura di Milano.

Appena depositata è scoppiata la bagarre per portarsi a casa ‘Silvio’. Non che prima nessuno avesse formalizzato l’offerta. Da la Fondazione Diritti Genetici che gli vorrebbe affidare il progetto GenEticaMente, alla Exodus di Don Mazzi dove già pernotta una sua vecchia conoscenza Lele Mora (“Venga a raccogliere i pomodori qui”, l’invito dell’ex agente). Altre candidature: “Nessuno Tocchi Caino” e il Ceis di Don Picchi. E tra le ipotesi non mancano quelle fatte in case: dall’onlus Mediafriends e Milan, a quelle del gruppo Mondadori.

IL VIDEO-COLLAGE DEGLI INVITI A BERLUSCONI

La lista della spesa è lunghissima. Berlusconi, piaccia o non piaccia, è un catalizzatore di media e quindi di visibilità, quindi un possibile investimento per chi prova a far del bene, dal terzo settore al mondo dell’associazionismo, con due spiccioli. Anche questo, piaccia o non piaccia. Così come il paniere dei problemi. Quelli politici che hanno un nome, Angelino Alfano, ed un cognome, Fabrizio Cicchitto.

CICCHITTO – Si perché mentre il Cav è ad un paio di metri dall’inizio pena, il Pdl continua il suo travaglio. Sul piatto due ipotesi: o un nuovo centro-destra, detronizzato da Berlusconi o la scissione. Inevitabile, come ha affermato lo stesso Cicchitto in un’intervista a Libero. “Riteniamo che sia venuto il momento – ha affermato Cicchitto – di dare risposte razionali e realistiche al drammatico ma confuso dibattito che è in corso nel PDL”.

Da qui la proposta per la svolta interna: “L’ipotesi unitaria per essere reale, dinamica e competitiva non può che fondarsi esplicitamente sulla scelta interconnessa di due personalità quali quella di Silvio Berlusconi e quella di Angelino Alfano''. E spiega: “Berlusconi deve esplicitamente affermare che Angelino Alfano è il suo successore per ciò che riguarda le future partite elettorali-istituzionali, tacitare le contestazioni interne che vanno evidentemente superate anche con onesti compromessi fra le varie sensibilità e personalità. In questo modo si può combinare insieme la continuità - Berlusconi - con la novità - Alfano - che dovrebbe sommare insieme le cariche di segretario del partito e di vicepresidente del consiglio, puntando a far durare il governo fino al 2015 e a contrapporre alla 'novità' costituita da Renzi, un candidato altrettanto innovativo, giovane e sostenuto da tutti nel centrodestra quale sarebbe appunto Alfano”.

SCISSIONE – Questa la proposta, poco dopo la minaccia-scissione-progetto a due teste: “Qualora questa realtà che riteniamo preferenziale non sia possibile, meglio allora una separazione consensuale in due partiti: il PDL , più moderato, e Forza Italia, più movimentista e conflittuale. I due partiti potrebbero essere collegati da un patto federativo e da un comune riferimento a Berlusconi che dovrebbe trovare nelle condizioni assai difficili che si profilano, un ruolo di alto profilo, di natura carismatica e comunicativa”.

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