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Martedì, 17 Maggio 2022
L'elezione del Capo dello Stato

Berlusconi ritira la candidatura al Quirinale (e complica la corsa di Draghi)

Il Cavaliere non si è presentato alla riunione con gli altri leader della coalizione. Lui non sarà della partita, ma "spetta al centrodestra fare un nome"

Silvio Berlusconi ritira la candidatura per il Colle. Lo ha annunciato la senatrice di FI Licia Ronzulli collegandosi da remoto al vertice di centrodestra. Draghi deve completare l'opera e restare a palazzo Chigi, ha detto l'ex premier e leader di Forza Italia in una comunicazione letta dalla senatrice collegata via Zoom al vertice. Da quanto si apprende il Cavaliere non si è presentato alla riunione con gli altri leader del centrodestra. Al suo posto il numero due di Fi, Antonio Tajani e la senatrice Licia Ronzulli, responsabile Fi per i rapporti con gli alleati della coalizione. 

Perché Berlusconi non si candida al Colle

"Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centrodestra", si legge nella nota firmata dal Cav, "ho verificato l'esistenza di numeri sufficienti per l'elezione. E' un'indicazione che mi ha onorato e commosso: la presidenza della Repubblica è la più alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l'unità della nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent'anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze".

Quirinale: cosa succede dopo il passo indietro di Berlusconi e i nomi dei possibili candidati

"Nello stesso spirito - ha precisato ancora Berlusconi -, ponendo sempre l'interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta. L'Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi".

Il Cav dunque avrebbe ritirato la candidatura per non dividere il Paese. "La nazione riparte nei momenti difficili" ha detto nella nota letta da Ronzulli, "se tutti sappiamo trovare, come avvenne nel dopoguerra, un senso comune di appartenenza nella nostra democrazia, superando le lacerazioni e al di là delle legittime ed anzi necessarie distinzioni".

"Per queste ragioni - ha spiegato- sono stato il primo a volere un governo di unità nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che, con il concorso costruttivo anche dell'opposizione, è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti. Per questo considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al PNRR, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia".

Nella nota il leader di Fi ha anche affermato che ora spetta al centrodestra "l'onere della proposta, per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento".

La corsa di Draghi al Colle si fa più difficile

Berlusconi dunque non sarà della partita. Ma dal vertice è emersa anche un'altra notizia importante. La volontà del centrodestra di sbarrare la strada del Colle a Mario Draghi. Per il Cavaliere il premier sta facendo un ottimo lavoro e deve restare a Palazzo Chigi. Sono state invece smentite le indiscrezioni secondo cui Fratelli d'Italia avrebbe posto veti alla candidatura di Mario Draghi al Colle.  "Abbiamo apprezzato il senso di responsabilità di Silvio Berlusconi, che a seguito della verifica che si era riservato di fare per accertare le effettive possibilità di elezione, ha rinunciato a offrire la sua disponibilità alla candidatura a Presidente della Repubblica" si legge nella nota diffusa da Fdi.

"Abbiamo invece apprezzato assai meno le indiscrezioni uscite nel corso del vertice, che non corrispondono in alcun modo alla realtà. Durante la riunione non sono state formulate da alcuno specifiche proposte di candidatura né tantomeno sono stati posti veti di alcun genere. Piuttosto, durante la riunione, Fratelli d'Italia ha insistito affinché fosse chiaro che non auspica in alcun modo che la legislatura prosegua, come invece possono eventualmente ritenere le forze politiche della maggioranza".

"Fratelli d'Italia - prosegue la nota - resta ferma sulla necessità che il centrodestra esprima una o più candidature della propria area culturale, che rappresenta la maggioranza degli italiani. Se questo non fosse possibile, la nostra priorità è che vi sia un Presidente della Repubblica autorevole e capace di difendere l'interesse nazionale e la sovranità popolare. La questione di Mario Draghi al Quirinale, sulla quale non abbiamo espresso alcun giudizio, non è stata posta e sarebbe semmai problema che possono avere le forze che partecipano al suo governo".

'Scelta decisiva e fondamentale" commenta invece il leader della Lega Matteo Salvini. "Berlusconi rende un grande servizio all'Italia e al Centrodestra, che ora avrà l'onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra''. 

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