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Martedì, 25 Gennaio 2022
POLITICA

"Si torni al voto": Berlusconi show in piazza a Roma

Manifestazione in piazza del Popolo a Roma: "Tutti con Silvio per un'Italia nuova". Il Cavaliere a Bersani: "E' passato più di un mese, ditegli che non ha vinto le elezioni". Poi chiede il ritorno alle urne: "Pronti a vincere"

ROMA - "Siete uno spettacolo straordinario e da quel che vedo già tutti pronti a una nuova campagna elettorale per vincere davvero alla grande, e questa piazza che si chiama piazza del Popolo da oggi per noi sarà piazza del Popolo della libertà". 

Esordisce così Silvio Berlusconi sul palco per il suo intervento alla manifestazione "Per un'Italia nuova" in piazza del Popolo a Roma, arringando la folla di militanti, fan e supporter. Arrivato in macchina insieme ad Angelino Alfano e a Renato Schifani, il Cavaliere è salito sul palco sulle note dell'inno nazionale.

"SIAMO L'ITALIA MIGLIORE" - "Siamo l'Italia migliore e siamo la maggioranza dell'Italia", ha detto ancora il Cavaliere che poi ha ironizzato: "Siete davvero tantissimi, quasi troppi. Mi viene una riflessione estemporanea: lo sapete che non avevo mai visto tanti impresentabili tutti insieme? Ci dicono che siamo impresentabili, ineleggibili, collusi ma noi siamo l'Italia migliore e la maggioranza dell'Italia".

"Ci avevano dati per agonizzanti, e invece eccoci qui, sotto un sole caldo di primavera in una delle piazze più belle del mondo. Grazie per essere qui con me tutti insieme - ha detto il Cavaliere dal palco - a rappresentare l'Italia degli italiani di buona volontà, di buon senso, in buona fede, che lavora, che produce, delle donne e degli uomini liberi che vogliono restare liberi. Siamo il popolo della Libertà e abbiamo come nostra religione laica la libertà, e come prima e assoluta visione, da sempre, la difesa della libertà. Anche per questo, siamo qui oggi tutti insieme ad esercitare un nostro assoluto diritto garantito da tutte le democrazie, manifestare in piazza contro ciò che non ci piace, o a favore di ciò che vogliamo e che ci appare sacrosanto. Siamo un popolo che combatte contro la crisi economica e sociale".

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IL PDL PAGA LA METROPOLITANA

STRATEGIA PDL - "Se Bersani proseguirà nel tentativo assurdo di un governo di minoranza sappia che la nostra opposizione sarà durissima nel Parlamento e nelle piazze. Se invece non ci riusciranno, allora l'essenziale è che non facciano perdere tempo al paese. Si torni subito al voto". "Bersani rifiuta il patto con noi perché è accecato dall'odio contro di noi. Hanno invidia per il ceto medio e non gli importa che ci siano tre milioni di disoccupati e stiano nella miseria. Ribadisco la mia fiducia nell'equilibrio di Napolitano", ha sottolineato Berlusconi.

ATTACCHI AGLI AVVERSARI - "E' passato più di un mese, dite a Bersani che non ha vinto le elezioni", ha proseguito il leader del Pdl. "Ma l'avete visto Bersani? Prima del voto era convinto di avere già vinto ed ora ha la faccia di uno che ha cercato di smacchiare un giaguaro e il giaguaro lo ha ridotto molto male". Poi ha lanciato una frecciata a Gianfranco Fini: "Mando un saluto a lui e a tutto il suo club di gentiluomini. Sono convinto che a Montecarlo non se la passi così male". Stessa musica per Di Pietro e Ingroia: "Mando un saluto a Di Pietro, spero che le sue braccia che sono tornate all'agricoltura non facciano troppi danni". Un saluto anche ad Antonio Ingroia: "Lo hanno mandato in Valle d'Aosta, l'unico posto dove non si è candidato, ora farà le intercettazioni agli stambecchi del Gran Paradiso". Non manca la stoccata a Grillo: "L'avete visto ieri? E' andato da Napolitano travestito da dittatore dello Stato libero di bananas...".

IL QUIRINALE - "La sinistra ha messo le mani sulle presidenze e adesso vogliono farlo per la presidenza della Repubblica: sarebbe un golpe, un atto ostile contro metà e oltre del paese. Bersani vuole sequestrare il 100% delle cariche istituzionali, questo è inaccettabile", ha affermato Silvio Berlusconi a Piazza del popolo. "Il Capo dello Stato deve essere un moderato del centrodestra, dieci milioni di italiani non possono essere esclusi dalle più alte cariche". "Bersani - ha aggiunto - non può deciderlo con Vendola e Monti; e magari invitando Romano Prodi". "Bersani non ha mai pronunciato la parola sviluppo, il suo unico problema è togliere di mezzo il signor Berlusconi. Scherzano con il fuoco e non capiscono che persino per un grande Paese come il nostro possono esserci scenari drammatici come Cipro". 

LA RICETTA LIBERALE PER L'ECONOMIA - "Questi signori hanno fatto sparire i problemi reali e hanno messo sul tavolo il conflitto d'interesse, la legge sulla corruzione e il falso in bilancio e persino la questione lunare della mia presunta ineleggibilità. Vogliono mettere fuori gioco il leader di 10 milioni di italiani. Una cosa da irresponsabili, e fuori dalla realtà", ha detto ancora. Ed ecco la ricetta "liberale" per uscire dalla recessione: "Meno tasse su famiglie, imprese e lavoro per far riprendere i consumi e aiutare le casse dello Stato".

Poi la chiusura, con la citazione del Mahatma Gandhi: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci. Viva l'Italia, Viva Forza Italia, Viva la libertà. Vi abbraccio uno a uno". Risuona l'inno "Meno male che Silvio c'è". Una, due, tre, quattro volte. I supporter del Cavaliere cantano e sventolano le bandiere. Lui si prende gli applausi.

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