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Sabato, 27 Novembre 2021
Leader a raccolta

Berlusconi prova a ricompattare il centrodestra, ma guarda al nuovo Centro 

Il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini lancia la bordata: "Noi ministri fatti fuori dai tavoli"

Dopo la botta delle elezioni comunali, il centrodestra prova a ripartire dalla casa di Berlusconi, che ha il sapore dei vecchi incontri nella villa di Arcore. Questa volta però è stato il Cavaliere ad arrivare nella sua residenza di Roma: i tre leader di sono riuniti oggi a pranzo a casa Villa Grande, sull'Appia Antica. Matteo Salvini è arrivato presto, intorno alle 13, circa un’ora prima dell’arrivo di Giorgia Meloni, che però poi se ne è andata più tardi, dopo le 15. 

L’incontro dei leader dei partiti di destra è stato utile per affrontare e analizzare la sconfitta elettorale e pare che Silvio Berlusconi si sia riproposto come il federatore di una coalizione di centrodestra, che in questo periodo storico, sta scricchiolando. Serve unità e così, in un incontro cordiale, dopo un attento esame dei risultati elettorali e delle cause che li hanno determinati, i leader del centrodestra hanno stabilito che, d'ora in avanti, avranno incontri periodici, con frequenza settimanale, per concordare azioni parlamentari condivise.

Lo dice un comunicato diffuso al termine dell'incontro, dove però si è parlato anche della partita del Presidente della Repubblica. "Il centrodestra intende muoversi compatto e per tempo, per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici, con particolare attenzione all'elezione del prossimo Presidente della Repubblica". E se Silvio Berlusconi è uno di quelli che si candidano alla poltrona della più alta carica dello Stato, è probabile che nella villa romana oggi, l’ex Presidente del Consiglio abbia richiamato tutti alla collaborazione perché è l’unica strada per governare alle prossime elezioni politiche e perché è propedeutico ad una eventuale elezione di Silvio Berlusconi a Presidente, che non raccoglierà mai voti sull’altra ala dell’aula Parlamentare. Collegato a questo è il tema della legge elettorale, per cui il centrodestra si dimostra indisponibile a “sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale".

Ma se Lega, Fratelli d’Italia e Lega provano a cercare una quadra intorno alla coalizione, che non può essere buttata via, altrimenti vince il centrosinistra, arrivano strappi dentro Forza Italia. Che il partito di Berlusconi non fosse il più compatto del mondo lo si sapeva. Ma quella del ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini è la rappresentazione di un partito, Forza Italia, in crisi di nervi, quando parla di esponenti del Governo esclusi dagli incontro con il Presidente e dai tavoli dei capigruppo. "Io sono profondamente a disagio perchè essendo innanzitutto un militante di questo partito quando vengo chiamata a riunioni e confronti io sono presente e cerco di dare quel poco che posso dare in termini di contributo ma non possiamo nasconderci che c'è una delegazione di governo con tre persone che dai sei mesi sono state tolte dai tavoli con il presidente, tolte dai tavoli con i capigruppo ed io non lo trovo giusto. Noi ministri in quei tavoli non ci siamo perchè veniamo rappresentanti come qualcosa di estraneo e questo. Mi piacerebbe che il coordinatore nazionale, insieme ai capigruppo e insieme Berlusconi e ad uno a sorte tra i ministri avessero avere dei momenti di confronto".

Alla fine dell’incontro nel quale si è cercato di tenere insieme i pezzi di un vaso alquanto fragile, arriva anche il tweet di Carlo Calenda, che prova a spaccare il fronte: "Dal comunicato del centro destra si evince che Forza Italia, contrariamente al suo posizionamento europeo, continuerà a seguire i partiti sovranisti. Gli elettori popolari e liberali che credono nell'Europa e nella democrazia liberale dovranno trovare una nuova casa". 
 

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