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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica

La minaccia di Silvio: "Se la sinistra prende il Colle sarà battaglia"

Il Cavaliere: "Hanno già due Camere con due nomi che ci preoccupano, andremo in piazza". Brunetta e Schifani capigruppo alla Camera e al Senato

ROMA - "Alla Camera hanno scelto una rappresentante della sinistra estrema, la presidenza del Senato è andata a un pm. La sinistra sceglierà anche il presidente della Repubblica? Allora daremo battaglia ovunque, nelle piazze e nel Parlamento".

E' un Berlusconi furioso quello che si è presentato questa mattina alla riunione del Pdl alla Camera. Il centrodestra vuole un candidato moderato per il Colle - come detto ieri dal segretario Angelino Alfano - e il Cavaliere non lo manda certo a dire.

"Bersani si è già preso tutto e ora punta all'incarico di governo perché conta sul sostegno dei grillini", sussurra il leader Pdl ai suoi, dicendosi "pronto come vent'anni fa a non dare il Paese che amo a questi signori della sinistra".

I CAPIGRUPPO - Proprio su proposta di Berlusconi, l'assemblea dei deputati del Pdl ha indicato Renato Brunetta come presidente del gruppo parlamentare di Montecitorio. La scelta verrà ufficializzata domani. Nel pomeriggio c'è stata invece la riunione del gruppo a palazzo Madama, dove il nome indicato dal Cavaliere è stato quello di Renato Schifani.

ATTACCO AI PM - Con l'ennesimo attacco ai pm ("in Italia regna una magistrocrazia") l'ex premier ha poi assicurato che non farà la fine di Craxi, promettendo battaglia se la sinistra sceglierà il presidente della Repubblica. Nella magistratura c'è una "vera e propria associazione a delinquere" che ha messo in piedi "una operazione per farmi fare la fine di Craxi. Ma hanno sbagliato persona" ha detto il Cavaliere nel vertice a Montecitorio.

La sferzata alle toghe arriva nel giorno in cui il pm Boccassini ha parlato di oltraggio alla corte, commentando l'istanza di rinvio dell'udienza a causa degli impegni parlamentari degli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini oggi a Roma per eleggere i capigruppo e vice capi gruppo del Pdl a Camera e Senato. "L'impedimento per gli avvocati di Berlusconi non è assoluto, è consentito solo per l'imputato Berlusconi di ritenere i sostituti processuali dei difensori altrimenti impegnati e impossibilitati a essere presenti in aula, in un altro paese questo sarebbe considerato un oltraggio alla Corte", ha detto il pm in aula.

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