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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Berlusconi attacca Monti: "Che c'importa dello spread? E' un imbroglio"

Inizia la campagna elettorale del Cavaliere: "Con il governo Monti è peggiorato tutto. E lo spread è un'invenzione. Alle elezioni andremo con il 90% di volti nuovi"

MILANO - Silvio Berlusconi sceglie una rete Mediaset per dare inizio alla sua campagna elettorale. Intervenuto questa mattina su Canale5 a "La telefonata" di Maurizio Belpietro, il Cavaliere non vede pericoli sui mercati per l'Italia a causa delle elezioni anticipate. "Non c'è una ragione vera per cui i mercati si debbano agitare", spiega. Poi l'affondo sullo spread: "Basta parlare di questo imbroglio. Prima non ne avevamo mai sentito parlare, cosa ce ne importa? Lo si è usato per cercare di abbattere una maggioranza votata dagli italiani. Dietro la crisi c'è stata una strategia tedesca".

"MONTI DISASTROSO" - Il governo Monti ha "purtroppo seguito la politica germano-centrica che l'Europa ha cercato di imporre a noi e altri Stati". Il governo tecnico - continua Berlusconi - "ha portato a una crisi molto peggiore della situazione in cui ci trovavamo quando eravamo noi al governo. Con questo governo il Pil è diminuito di oltre il 2%. Tutti gli indicatori economici sono peggiori di quando eravamo noi al governo. Tutto è peggiorato".

Berlusconi quindi anticipa quella che potrebbero essere le strategie in vista delle elezioni: il partito, le liste, il possibile ritorno di Forza Italia. Il leader del Pdl non esclude una scissione dal gruppo degli ex appartenenti ad Alleanza Nazionale. "Con il Porcellum come legge elettorale - ha detto - si sommano i voti dei gruppi della coalizione quindi avere due gruppi divisi e omogenei potrebbe essere positivo. Amichevolmente, con stima reciproca, parliamo della possibilità di un gruppo formato da protagonisti politica con storia di destra. Di fatto lo spacchettamento del Pdl porterebbe a prendere più voti".


"VOLTI NUOVI" - Poi affronta il nodo delle candidature. "Abbiamo deciso che il 50% di candidati verrà dal mondo delle imprese, il 20% sarà preso dalle amministrazioni locali dove c'è chi si è comportato bene e ha dimostrato di saper lavorare, un 10% dal mondo della cultura e un altro 10% sarà preso tra i parlamentari attuali". E il partito? "Sarebbe bello un ritorno alle origini e alla nostra discesa in campo nel '94". Così il Cavaliere non esclude di archiviare il Pdl per il "glorioso simbolo di Forza Italia". "Vedremo - ha spiegato -, Popolo delle Libertà è un nome bellissimo, ma tu tutti usano Pdl, un acronimo che non trasmette emozioni". Poi Berlusconi ha parlato di Lega: "Mi vedo questa sera a cena con Maroni per discutere dell'alleanza nazionale, degli impegni sul programma e della possibilità anche di un'intesa alle regionali".

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