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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Le reazioni

Frasi shock di Berlusconi su Zelensky, Kiev: "Bacia le mani insaguinate di Putin"

Le dichiarazioni del leader di Forza Italia, che ha criticato il colloquio tra Giorgia Meloni e il presidente ucraino, hanno trovato ampio spazio sui media russi. Dura la reazione del ministero degli Esteri ucraino: "Incoraggia Mosca a continuare i suoi crimini"

Le parole del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che ha definito "inopportuno" il colloquio tra Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, hanno lasciato il segno sui media russi, che hanno dato eco alle sue dichiarazioni. Meno sulla stampa ucraina, anche se la risposta diplomatica non ha tardato ad arrivare.

Le dichiarazioni su Zelensky

"Se fossi stato il presidente del Consiglio - ha detto il Cav ieri sera dopo il voto per le regionali in Lombardia - non sarei mai andato a parlare con Zelensky perché stiamo assistendo alla devastazione del suo Paese e alla strage dei suoi soldati e dei suoi civili. Bastava che cessasse di attaccare le due Repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto, quindi giudico, molto, molto negativamente il comportamento di questo signore. Per arrivare alla pace penserei che il presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli: è a tua disposizione dopo la fine della guerra un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina. Un piano Marshall di 6-7-8-9mila miliardi di dollari a una condizione: ‘che tu domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non ti daremo più dollari e non ti daremo più armi’. Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere Zelensky ad arrivare ad un cessate il fuoco".

"Berlusconi bacia le mani insanguinate di Putin"

L'uscita del leader di Forza Italia ha suscitato la dura reazione da parte del portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko: "Con le assurde accuse al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Silvio Berlusconi tenta di baciare le mani insanguinate di Putin come fece con Gheddafi e incoraggia la Russia a continuare i suoi crimini". In un post su Facebook Nikolenko ha ricordato di aver lavorato nel 2010 presso l'ambasciata ucraina in Libia: "Ricordo bene quando l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi volò per incontrare Muammar Gheddafi. Durante una cerimonia ufficiale alla presenza della telecamera Berlusconi baciò le mani del dittatore libico per dimostrare la sua lealtà".

"Le assurde accuse al Presidente ucraino sono il tentativo di baciare le mani di Putin, che sono immerse nel sangue. Un tentativo di dimostrare la sua lealtà al dittatore russo", prosegue Nikolenko, secondo cui "il politico italiano deve rendersi conto che diffondendo la propaganda russa, sta incoraggiando la Russia a continuare i suoi crimini contro l'Ucraina, e quindi ha una responsabilità politica e morale". "Apprezziamo invece molto la pronta risposta del premier italiano Georgia Meloni- ha concluso - che ha riaffermato l'incrollabile sostegno del governo italiano all'Ucraina dopo le inaccettabili dichiarazioni di Berlusconi".

Il Cav spopola in Russia

Le parole del Cav sono invece state ben accolte a Mosca e dintorni, come testimoniano le numerose testate russe che hanno dato risalto alle esternazioni di Berlusconi. L'autorevole Kommersant titola "Berlusconi ha criticato Zelensky e ha offerto agli Stati Uniti di dare soldi all'Ucraina in cambio di un cessate il fuoco", mentre altri media come Tsargrad o Pravda.ru puntano sull'idea di armistizio in cambio di aiuti economici: "L'ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi ritiene che Zelensky dovrebbe utilizzare il "Piano Marshall" e, su questa base, dichiarare un cessate il fuoco".

Secondo il sito russo di approfondimenti Voennoye Obozrenie, un piano basato su compensazioni economiche sarebbe un buon punto di partenza nella strada verso una possibile pace: "Va notato che Berlusconi ha precedentemente offerto ai paesi europei di proporre domande su una soluzione pacifica. Tuttavia, gli attuali capi di stato e di governo europei per qualche motivo non ascoltano il buon senso, ma l'amministrazione statunitense, che sta chiaramente cercando di prolungare il conflitto armato in Ucraina. È chiaro che se gli Stati Uniti non avessero sostenuto e stimolato questo conflitto, non sarebbe iniziato. Pertanto, la valutazione critica di Berlusconi su Zelensky non è completa sul piano logico: varrebbe la pena notare il ruolo degli Stati Uniti nell'escalation del confronto in Ucraina".

Le reazioni in Ucraina

Ma se a Mosca e dintorni le parole di Berlusconi sono state accolte favorevolmente, lo stesso non si può dire della stampa ucraina. La maggior parte dei siti dei quotidiani hanno rilanciato le pubblicazioni italiane, limitandosi a riferire quanto detto dal leader di Forza Italia, mentre l'agenzia ucraina Unian scrive: "L'ex rimo ministro italiano Silvio Berlusconi ha criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha affermato che gli Stati Uniti non dovrebbero aiutare il paese con armi e denaro". Invece, altri media autorevoli come Kyiv Independent e Ukrinform non hanno dato spazio alla vicenda. 

Il Pd: "Parole gravissime"

Una svolta pro-Putin inattesa, visto e considerato che Forza Italia è uno dei partiti al governo con Fratelli d'Italia, come fa notare su Twitter Simona Malpezzi, capogruppo del Pd al Senato: "Giorgia Meloni è d’accordo con le parole inquietanti pronunciate da Berlusconi sulla guerra in Ucraina? Oggi di fatto si è schierato ufficialmente con la Russia di Putin. Con questi alleati di governo la premier non si lamenti di come viene trattata in Ue".

"Avevamo visto le battute, con tanto di applausi dai suoi senatori, ma queste non sono battute - ha commentato Malpezzi in un'intervista a La Stampa - Se in una giornata come questa, dove da lombardo dovrebbe essere concentrato sulle elezioni, Berlusconi rilascia questo tipo di dichiarazioni, io penso che il governo abbia un problema. Il caso adesso va chiarito dal presidente del Consiglio e dal ministro degli Esteri. C’è una nota di palazzo Chigi? Non basta, mi aspetto parole definitive da parte del ministro Antonio Tajani. Berlusconi ha detto cose gravissime, ha parlato di repubbliche autonome del Donbass e io vorrei ricordare - continua la senatrice dem - che la comunità internazionale non le ha mai riconosciute come tali. C’è stato solo qualche consigliere leghista che ha provato a riconoscerle. C’è un problema di fondo enorme. L’ex premier ha utilizzato come categorie di comunicazione termini che la comunità internazionale non può riconoscere, i termini della propaganda putiniana". Parole che continueranno a far discutere, nonostante la "pezza" messa da Tajani, che ha ribadito il sostegno del governo italiano all'Ucraina.

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