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Giovedì, 20 Giugno 2024
Politica

Bersani rilancia la "cosa rossa" per modificare il Jobs Act (senza rifare l'articolo 18)

"Basta bonus e sgravi, quei 30 miliardi di euro andavano messi in investimenti". Lo ha detto il fondatore di Mdp ed ex segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani che ribadisce: "Stiamo facendo una cosa di sinistra e civica"

"Il Jobs act? Bisogna modificarlo radicalmente". Lo ha detto Pierluigi Bersani a Rtl 102.5. "Adesso vogliono sgravare di tre punti la spesa per chi trasforma un giovane ad un contratto a tempo indeterminato, ma fino a quando hai stage, tirocini, lavoro a chiamata, alternanza scuola lavoro mal fatta, ci sarà sempre il modo di spender meno umiliando un giovane. Bisogna ripulirla quella cosa qui, io poi non sono per rifare tale e quale l'articolo 18, ma ho sempre combattuto affinché il lavoratore non venisse trattato come una cosa di cui poter monetizzare la vita. Se c`è un licenziamento disciplinare deve esserci qualcuno che dice c`era un buon motivo? Ok. Non c`era? Quello non perde il posto di lavoro, sta lì".

Nel Pd, ha ricordato, "ero in minoranza, ho provato a star lì, ho votato contro nel partito a questa cosa perché vedevo che nel mondo, in Europa, in Italia, c`è una destra incombente che cresce sotto l`esigenza di protezione. Noi da sinistra dobbiamo interpretare questa esigenza che vuol dire un lavoro più stabile, più lavoro, quindi investimenti e non bonus, il welfare universalistico. Davanti a un problema di salute non deve esserci né povero né ricco e noi a poco a poco stiamo uscendo da questa logica e poi un fisco che sia progressivo. `Meno tasse per tutti`? Questo lascialo dire a Berlusconi. Meno tasse per chi?
Chi può pagare deve pagare, possiamo diminuire le tasse ma ragionando perché `meno tasse per tutti` significa meno tasse per chi ha i soldi e meno welfare per tutti gli altri".

Dal Jobs Act, ha concluso, "tolgo delle regole che concedono troppa precarietà, soprattutto sulle fasce giovanili, torno sul tema dei licenziamenti collettivi e dei licenziamenti disciplinari per stringere un po` le regole e a fianco di questo dico basta bonus, basta sgravi, quei venti o 30 miliardi andavano messi in investimenti perché solo gli investimenti dan lavoro".

La "cosa rossa", di sinistra e civica

Pierluigi Bersani rilancia il progetto di una niova sinistra unita. "Io non ho nessuna chiusura, vengano, stiamo facendo una cosa di sinistra e civica che sarà dentro a un sistema che non è maggioritario, qui non saranno i cittadini a scegliere il Governo, sarà il Parlamento, quindi ognuno voterà dove lo porta il cuore. Noi facciamo una cosa di sinistra e civica, la facciamo plurale, vogliamo un centro sinistra diverso, che cambi linea, discuteremo in Parlamento e io non chiudo nessuno, vengano, sto dicendo che in questi anni si è creata una rottura profonda".

"Se Bersani va a dire a questa gente che incontra nel bosco:`Ragazzi, votate per il Pd oppure per il Pd e qualche cespuglio e qualche lista civetta` mi dicono `Ciao, Bersani!`, perché il centrosinistra da tre anni perde, dove aveva sempre vinto, perde a Genova, a Pistoia, a Sesto San Giovanni. Ci sarà un problema, o no? Questo è quello che dico a Renzi, Fassino e tutti: `Ci sarà un problema o continuiamo a far finta di niente?`". Peraltro, osserva, "con questa legge elettorale balordissima che non mi piace neanche un po` c`è un piccolo particolare: non è più una legge come in questi vent`anni, maggioritaria, ma largamente proporzionale quindi, come dicono tutti i commentatori, il giorno dopo avrai un vincitore nel senso di uno che arriva un po` più avanti ma non un Governo - ragiona Bersani -, quindi se io riesco a prendere poca o tanta gente di centrosinistra che ha queste idealità e la porto invece di tenerla fuori, perché si è visto in tre elezioni che il centrosinistra perde per astensione il 30% del suo elettorato, bisogna andare a riprenderlo". "Quindi, anche chi ha in mente l`unità del centrosinistra non caschi nell`inganno del voto utile che vuol dire portare l`acqua al solito mulino", conclude.

Il governo con il M5s

L'eventualità di un governo con M5s "non è neanche un problema da porsi nel senso che i Cinque Stelle sono nel solipsismo più totale, van da soli per definizione, e questo è un guaio per loro, prima o poi pagheranno questo limite, ma anche per il sistema perché sono una forza che raccoglie tante energie e lasciarle nel non uso, nell`impotenza, nella sterilità, è un guaio anche per il sistema". Lo ha detto Pierluigi Bersani, Mdp, a a Rtl 102.5.

Quanto all'incontro, trasmesso in streaming, con Roberta Lombardi e Vito Crimi, capigruppo pentastellati all'inizio della legislatura quando Bersani tentò di formare un governo, l'ex segretario Pd dice: "Io lo rivendico perché in quel momento io sapevo bene, ma il mio problema era di mettere il punto e dire `non sono io che non ci sto, siete voi che non ci state`. E` rimasto quello streaming come il messaggio basico che volevo dare".

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