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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Bersani da Napolitano: "Noi primo partito e prima coalizione, pronti a governare"

"Siamo disponibili a formare un governo che presenti al Parlamento proposte concrete per un avvio di legislatura nella chiave del cambiamento".

Alle 18 Pierluigi Bersani, accompagnato dai capogruppo del Pd a Camera e Senato, Luigi Zanda e Roberto Speranza, ha raggiunto il Quirinale. L’ultimo colloquio nello studio ‘alla vetrata’ del presidente per questa due giorni di consultazioni; poi Napolitano scioglierà tutti i nodi. Un faccia a faccia durato oltre un’ora, poi il segretario del Pd si è presentato ai microfoni: “Abbiamo consegnato al Presidente della Repubblica le nostre riflessioni. La nostra è un’esigenza di governo e di cambiamento, quello cioè che ci chiedono gli italiani. Questi due termini sono inscindibili”.

NUMERI “'Noi, il Pd siamo la prima forza di questo Paese, checché qualcuno dica e siamo la prima coalizione; e siamo la prima colazione con ‘ItaliaBeneComune’”. Prima stoccata al Movimento 5 Stelle. Ma quale la via per il nuovo esecutivo? “Penso che la parola cambiamento può essere qualificata così: ci si aspetta l’attenzione immediata ai temi sociali più acuti, un’iniziativa forte e decisa sulla moralizzazione della vita pubblica e finalmente passi seri sulle riforme istituzionali”. Con Bersani? “Senza personalismi, spero di poter dare una mano per trovare una soluzione ma non metto davanti me stesso”, stoppa subito il segretario del Pd. Ci “affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica”. Una soluzione “non qualsiasi”: “Io sento, e il mio partito sente, di avere responsabilità da esercitare per fare qualcosa per il Paese. La nostra intenzione è mettersi al servizio per trovare una soluzione non qualsiasi, un governo che non è di cambiamento porterebbe il paese a guai peggiori”.

GRILLO AL QUIRINALE

Da qui partono le domande dei giornalisti, con una precisazione del segretario del Pd: “Ho visto che nessuno qui accetta domande. È una cosa singolare. Io ne accetto due o tre volentieri”. Seconda Stoccata ai grillini. E allora quale governo? “Non abbiamo né un piano A né un piano B. Serve un governo. Ho portato la nostra riflessione e poi rispetto il ruolo del presidente della Repubblica per dire come uscire da soluzione difficile. Non abbiamo avanzato subordinante se stiamo alla politica, questo è uno ragionamento per l'avvio legislatura”.

DIALOGO – “Ci rivolgiamo a tutto il parlamento”, c’è bisogno della “corresponsabilità di tutte le forze politiche”. Il riferimento riguarda il capitolo delle riforme istituzionali. Ma su un eventuale asse di governo con il Pdl, frena: “Una convergenza su alcuni punti tuttavia, gli stessi da sempre osteggiati dalla destra, ora sarebbe una singolare via di Damasco. Ci rivolgiamo a tutto il Parlamento ma alcuni dei nostri punti dalla destra sono stati impediti anche nell'ultimo anno”.

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M5S – E nell’intervento del segretario Pd non manca la terza stoccata ai 5 Stelle: “Ho sentito dire che noi dobbiamo votare i loro per rispetto dei loro elettori ma loro non votano i nostri. Noi oggi abbiamo mostrato rispetto per i loro elettori, mentre loro non hanno mostrato rispetto per i nostri”. Il riferimento è rivolto all’elezione dei questori e dei vice presidenti nell’ufficio di presidenza di Camera e Senato.

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NAPOLITANO – Ora la palla passa a Napolitano. Sarà lui che domani scioglierà tutti i nodi. “Ho da riordinare le idee per vedere meglio quale decisione prendere e domani ve la comunicherò”, ha affermato il Presidente della Repubblica al termine delle consultazioni.

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