Giovedì, 5 Agosto 2021
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Bersani, ultimatum al Pd: "L'alleanza di centrosinistra rinasce solo senza Renzi"

A 10 anni dalla nascita del Partito Democratico lo strappo iniziato con la fondazione di Mdp arriva alla prova del nove. Lunedì si riunisce la direzione 'dem' e l'ex segretario lancia un messaggio agli ex compagni di partito: "Alleati se Pd inverte la rotta su lavoro, fisco e scuola"

Il segretario del Pd e candidato premier del centrosinistra Pierluigi Bersani, e il sindaco di Firenze Matteo Renzi (d), sul palco dell'Obihall di Firenze, dove i due sono protagonisti di una iniziativa elettorale congiunta, 1 febbraio 2013. ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

C'è ancora una possibilità per l'alleanza tra Pd e Sinistra. Pier Luigi Bersani la intravede ma solo a patto che il Pd nella direzione di lunedì inverta la rotta rispetto alla linea e alle politiche renziane. Lo ha detto l'ex segretario del Partito Democratico protagonista della scissione che ha dato origine a Mdp.

"Uniti così non vinciamo" spiega Bersani in diretta tv ospite ad Agorà: "Ci devono essere due tre cose che vanno corrette. Lavoro, scuola, fisco e toni del potere, c'è troppa arroganza - dice Bersani a proposito delle posizioni di Matteo Renzi - "Il problema non è Renzi. E' la linea politica. Quando uno dice che fa un altro jobs act, e siamo al record storico della precarietà è chiaro che c'è un pezzo di elettorato che dice 'no'".

L'ex segretario del Pd dice che non contano i personalismi. "Se Renzi portasse bene al centrosinistra, io lo abbraccerei". Poi Bersani elenca i temi cruciali per una possibile alleanza nel centrosinistra a partire dal lavoro, dal fisco, dalla scuola.

"Lunedì hanno la direzione. Dovrebbero dire che non rivendicano le posizioni assunte fin qui ma che le correggono. Non oso aspettarmi molto perchè conosco la difficoltà di agibilità in quel partito. Credo che non abbiano molte possibilità per invertire la rotta. Ma non do consigli. Io ho fatto le mie scelte, perchè non accettavo l'idea che un pezzo della sinistra dovesse andare nel bosco".

Bersani indica il problema elettorale nell'emorragia di voti che ha colpito il Partito Democratico: "Gli elettori del centrosinistra che hanno ritenuto il Pd renziano non supportabile". 

Resta poi il problema della leadership, troppo autoritaria nel verticismo imposto da quella renziana.

"Renzi dice: 'siccome ho vinto le primarie, posso non parlare con nessuno'. Così contraddice l'idea stessa di partito. Anche io ho vinto le primarie ma ho continuato a parlare con tutti, compreso con Renzi. Se invece uno dice: prendo 1 milione e 200 mila voti e scappo con il partito, questo mette in difficoltà il progetto stesso di partito".

"Tra Renzi e Gentiloni enormi differenze di stile. Nella sostanza Gentiloni ha continuato il lavoro di Renzi mettendoci qualcosa di suo, otto fiducie sulla legge elettorale sono un unicum nella storia d'Italia". 

L'ultimatum: "O il Pd cambia o andiamo da soli"

bersani-10-3Bersani conclude: "Se lunedì dicono che non si cambia, io dico: 'andate dove vi porta il cuore'. Noi con la destra non ci andiamo". Mdp presenterà a inizio dicembre il suo programma elettorale, la lista e il simbolo. Il 19 dicembre a Roma l'incontro per per l'elaborazione programmatica e per le linee di confronto con le altre forze della sinistra.

La rottura definitiva dopo 10 anni di Pd

bersani renzi-10A 10 anni dalla nascita del Partito democratico, avvenuta il 14 ottobre 2007, due dei fondatori, Piero Fassino e Graziano Delrio, 'faranno il punto' sabato alle 17 all'Art Factories di vicolo del Folletto a Reggio Emilia. L'occasione, fa sapere il Pd reggiano, sara' la presentazione di 'Pd davvero', il nuovo libro dell'ex sindaco di Torino. Il punto di partenza della riflessione saranno tre domande: 'Cosa deve fare una sinistra che non si rassegni a una condizione di minorita'?', 'Come si affermano i diritti in una societa' flessibile?' e 'Come si costruisce una societa' multiculturale?'. Al centro ci sara' la necessita' di capire cosa deve fare la sinistra dopo "un decennio in cui il mondo, l'Europa e l'Italia sono cambiati radicalmente". Un decennio segnato dalla "piu' lunga crisi economica conosciuta dal dopoguerra, dal terrorismo di Al-Qaeda e dell'Isis, e in cui l'Italia ha visto succedersi governi guidati da Prodi, Berlusconi, Letta, Renzi e Gentiloni". 

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