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Giovedì, 27 Gennaio 2022
VERSO LE ELEZIONI /2

"Monti in politica? Non è un bene per l'Italia"

Bersani attacca il premier tecnico, ma non esclude il dialogo dopo le elezioni. L'affondo di Renzi: "Monti demagogo, innovare con Fini e Casini è fantascienza"

ROMA - Con la campagna elettorale entrata nel vivo, il Pd si schiera compatto contro Mario Monti. La "salita" nell'agone politico del premier tecnico non va giù né al segretario Bersani, né a Matteo Renzi.

BERSANI VS PROF - La decisione del Professore di partecipare alla campagna elettorale non è una "buona notizia per l'Italia", ha detto ieri sera a "Otto e mezzo" Pierluigi Bersani. "Credo - ha spiegato il segretario Pd - che per l'Italia non sia stata una buona notizia, devo essere sincero. Abbiamo nella testa due Monti, quello di un anno fa e quello di adesso e non so quale possa piacere di più agli italiani". "È una scelta legittima, si è messo nella mischia, ora accetterà che con grande rispetto gli si faccia qualche domanda, senza offendersi", ha aggiunto. "La prima è che vorrei sapere in quale paese del mondo le forze politiche si organizzano attorno alle persone, è una questione di fondo questi meccanismi creano rigidità e instabilità", ha spiegato. Detto questo, il giorno dopo le elezioni "parlerò con Monti e non escludo un accordo con lui".

VIDEO - BERSANI: DOPO IL VOTO, DIALOGO CON MONTI

RENZI ALL'ATTACCO DI MONTI - Dal canto suo, il sindaco di Firenze ha rincarato la dose. "Non sapevo che a Monti piacesse la fantascienza. Perché pensare di innovare la politica con Casini e Fini, entrati in Parlamento quando la Roma ha vinto lo scudetto con Falcao e Pruzzo, è come circumnavigare Capo Horn con il pedalò. Fantascienza, appunto". Così, senza mezzi termini, Matteo Renzi critica il premier e aggiunge: "Anche lui fa demagogia parlando di fisco più lieve in vista del voto".

"Non puoi essere quello che alza le tasse per salvare il Paese e promette di ridurle per affrontare la campagna elettorale. Sembra demagogia", dice Renzi a La Repubblica. "A Monti va tutta la nostra riconoscenza, ma la credibilità è il valore più importante di un politico, e ci vuole un minuto per perderla". Renzi ha attaccato i parlamentari Pd che stanno virando verso le liste Monti: "Rispetto il travaglio degli elettori e il Pd dovrà convincerli - ha spiegato - Rispetto meno quello di quattro o cinque parlamentari che oggi agitano lo spauracchio di Vendola e Fassina ma non hanno esitato a votare la fiducia ai governi di Turigliatto e Diliberto".

LE CANDIDATURE - Alle prossime elezioni, intanto, in corsa con i democratici ci saranno, tra gli altri, l'ex direttore di Confindustria, Giampaolo Galli, e il numero due della Cisl, Giorgio Santini. "Ho accettato con convinzione - ha detto Galli - la proposta di candidatura di Bersani perché il Pd ha dimostrato serietà, pragmatismo e una grande attenzione per i problemi reali dell'economia e per le prospettive dell'industria manifatturiera che per me è, e deve rimanere in futuro, il pilastro dell'economia italiana e delle nostre esportazioni".

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