Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Partiti sull'orlo del crac senza il finanziamento pubblico: "Bilanci in rosso per 80 milioni"

Deputati e senatori dem hanno versato complessivamente 5 milioni e mezzo di euro al partito. Forza Italia "sopravvive" grazie una "donazione liberale" di 15 milioni di Silvio Berlusconi

E' un brutto periodo per i partiti politici italiani. Il motivo è presto detto: il taglio del finanziamento pubblico "si fa sentire". E' infatti calato dai 290 milioni del 2010 ai 40 del 2014. Repubblica scrive che "l'ex-Eldorado della 'Partiti Spa' è sull'orlo del crac". Scopriamo come stanno davvero le cose.

BUCO - I bilanci non lasciano spazio a molti dubbi: quelli relativi al 2013 si sono chiusi in rosso per 82 milioni, 70 in più di due anni fa. I partiti arrancano, non basta per ora il raddoppio a 35 milioni della raccolta di contributi individuali che i partiti hanno "preteso" dai loro parlamentari. Non stupisce inoltre che le donazioni con il 2 per mille non decollino e che le campagne di tesseramento non facciano più presa come un tempo.

PD - Destra e sinistra, non sorride nessuno. E il solo pensiero che lo Stato chiuderà del tutto i rubinetti nel 2017 fa tremare chi tiene i conti dei partiti. Il taglio del tetto ai rimborsi spese individuali da 670mila a 170mila euro l'anno (scenderà a 80mila nel 2014) imposto dal Pd a senatori e deputati non è servito a molto: il bilancio mostra un rosso per 10,8 milioni. Deputati e senatori dem hanno versato complessivamente 5 milioni e mezzo di euro al partito: 21mila euro Pierluigi Bersani, 18mila Rosy Bindi, 14.250 Maria Elena Boschi). Ma nel 2014 arriveranno solo 12 milioni di finanziamenti pubblici, pochi se confrontati ai 57 di tre anni fa.

FORZA ITALIA - Se possibile a destra le cose vanno anche peggio. Emblematica la vicenda di Forza Italia: il partito, in rosso per 25,5 milioni, "sopravvive" grazie una "donazione liberale" di 15 milioni di Silvio Berlusconi, il quale come se non bastasse garantisce con fideiussioni personali gli 83 milioni di disavanzo. In casa Lega Nord nel 2013 le perdite sono pari a 14,4 milioni di euro.

CINQUE STELLE - Più incerta, ma senz'altro meno drammatica, scrive Repubblica, la situazione del Movimento Cinque Stelle: "Hanno rinunciato a 42 milioni di euro di finanziamento pubblico e i parlamentari pentastellati hanno versato 7 milioni al Fondo garanzia per le Pmi, rinunciando a parte dello stipendio. I gruppi di Camera e Senato hanno percepito 6,2 milioni come contributo omnicompresivo del Parlamento e le pure spese di finanziamento della rappresentanza parlamentare hanno regalato un bilancio in attivo per 2,7 milioni di euro. Manca però all’appello (a parte le auto-certificazioni nel blog dell’ex comico) una reale fotografia certificata di tutti gli altri costi elettorali e per le attività fuori dal Parlamento".

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