Domenica, 25 Luglio 2021
Politica Milano

Milano, scontro per i controlli sugli immigrati: "Dov'è finita la città che accoglie?"

Il maxi blitz che trecento uomini della Questura hanno condotto in Stazione Centrale per fermare e identificare gli immigrati spacca le forze politiche. Il sindaco Sala: "Io avvisato solo all'ultimo"

I controlli della forze dell'ordine in Stazione Centrale a Milano | Foto MilanoToday

MILANO - Qualcuno parla senza troppi giri di parole di “rastrellamento”. Qualcun altro, nonostante a palazzo Marino sieda sugli scranni della giunta, non fa di certo festa, sindaco compreso. Più a destra, invece, si plaude all’operazione e se ne invocano altre simili, con più continuità. Ha diviso Milano e il mondo politico milanese il maxi blitz che trecento uomini della Questura hanno condotto martedì pomeriggio in Stazione Centrale per fermare e identificare gli immigrati che stazionavano in piazza Duca d’Aosta.

Lì, in un pomeriggio che fino a quel momento era “normale”, i poliziotti sono arrivati con camionette, bus, blindati, i cavalli e un elicottero. I risultati di quello che da via Fatebenfratelli definiscono un “servizio straordinario di prevenzione e controllo” sono abbastanza modesti e parlano di cinquantadue persone portate in Questura per l’identificazione: ventisei sono stati trattenuti per ulteriori accertamenti e quattro ragazzi hanno scoperto di aver ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari che da tanto aspettavano. In serata, poi, sempre in zona - ma quando il maxi blitz era terminato - sono scattate le manette per tre giovani stranieri, accusati di spaccio e tentata rapina.

Così, la città e la politica hanno iniziato ad interrogarsi sull’utilità di un'operazione così “muscolare” - di certo la prima condotta dalla Questura in questo stile -, che se da un lato ha risposto alle continue richieste di sicurezza dei residenti di zona, dall’altro ha mostrato modi e immagini probabilmente eccessivi, che hanno diviso anche il consiglio comunale. 

VIDEO | Il maxi blitz in Stazione Centrale

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Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza, è rimasta “tiepida” ma comunque d’accordo con l’operazione, che ha rivendicato: “Da tempo — ha detto — abbiamo chiesto a Prefettura e Questura una massiccia campagna di identificazione di coloro che stazionano in tutta l’area della Stazione Centrale e intorno all’hub di via Sammartini”.

Però, se da un lato l’assessore afferma di aver chiesto controlli da tempo, dall’altro il sindaco Beppe Sala, parzialmente la smentisce. “Queste operazioni è utile farle in maniera concordata. Sono stato avvisato all’ultimo momento - ha ammesso -. Un maggiore controllo va bene, ma ne parlerò con il questore per capire i risultati raggiunti. Voglio capire se è stata fatta per gli incidenti che si sono verificati o è un primo passo di una strategia diversa. Ma, ribadisco, - ha concluso - ne voglio parlare prima con il questore per capire”.

Assolutamente critico, invece, Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali e da sempre molto sensibile al tema immigrazione. “Mi piacerebbe capire che tipo di risultati portano azioni simili - ha commentato -. Mi convince di più la cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio, ma non sono un poliziotto. L'accertamento delle condizioni e dello status dei richiedenti asilo deve, accompagnarsi, sempre, con il rispetto dei diritti umani”.

VIDEO | Fuggi fuggi generale all'arrivo dell'elicottero

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I primi a protestare, verso le sette di martedì sera, sono stati i ragazzi dei centri sociali milanesi, che si sono ritrovati in Questura dietro lo striscione “No one is illegal”. Poi, è stata la volta di Sinistra X Milano, partito dell’ex sindaco Giuliano Pisapia, che ci è andato giù duro. 

“Dov’è finita la Milano che accoglie? Quanto successo in Stazione Centrale, dove un gruppo di migranti è stato accerchiato e perquisito dalle forze dell’ordine per il semplice fatto di essere lì, è lontano anni luce dalla Milano città aperta, accogliente e internazionale che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Interventi di questo tipo - l’accusa del partito - denotano prima di tutto debolezza e incapacità di includere e servono solo a regalare platea agli sciacalli e alimentare razzismo e paura”. 

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