Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica Reggio Calabria

Bombe e minacce, Calabria sotto tiro: 110 casi in un anno e mezzo

L'attentato al sindaco di Taurianova è solo l'ultimo episodio di una lunga escalation di violenza contro gli amministratori pubblici: la Calabria è stata la regione più colpita a livello nazionale. L'appello: "Non lasciamoli mai soli"

"Il sindaco è molto turbato dopo quello che è successo, in queste ore è stato convocato in Prefettura per fare il punto sull'avvio delle indagini". Dal Comune di Taurianova, paesone nella parte più meridionale della piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, c'è poca voglia di parlare. Nella notte tra lunedì e martedì una bomba "ad alto potenziale" - così viene definita dagli inquirenti - ha distrutto l'auto della moglie del primo cittadino Fabio Scionti. La vettura, una Toyota Yaris intestata alla consorte ma utilizzata dal sindaco, era parcheggiata in una stradina di campagna davanti all’abitazione: l’esplosione è avvenuta pochi minuti dopo la mezzanotte. L’auto è stata completamente sventrata e i frammenti sono stati catapultati anche a decine di metri di distanza. E’ stata la stessa famiglia del sindaco - che in quel momento stava riposando - a chiamare i vigili del fuoco dopo lo scoppio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia, oltre agli artificieri.

Fabio Scionti, del Pd, è stato eletto sindaco nel novembre del 2015 dopo il periodo di commissariamento a causa del terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose e pochi mesi dopo è stato eletto consigliere della Città metropolitana di Reggio Calabria con delega ai Lavori pubblici e urbanistica. Senza per il momento escludere nessuna pista, le indagini si starebbero indirizzando proprio nella direzione degli appalti e delle opere pubbliche, settori strategici per le cosche locali. "Una spiegazione a quanto è accaduto non riesco a darla - ha commentato a caldo il sindaco - se non quella legata al fatto che amministro il Comune come un buon padre di famiglia. Stiamo lavorando per la rinascita di questo paese che ne ha tanto bisogno".

Non è la prima bomba a Taurianova

Quanto accaduto la scorsa notte - "opera di criminali nemici della Calabria", dice il presidente della regione Mario Oliviero - è la riprova delle enormi difficoltà che comporta l'essere sindaco in un territorio ad alta densità mafiosa, in cui il soffocante controllo 'ndranghetista fa sentire costantemente la sua presenza. Non è la prima volta che il primo cittadino di Taurianova subisce minacce o intimidazioni. Scionti è da tempo sotto tutela delle forze dell'ordine: in passato aveva ricevuto lettere anonime con minacce e pochi mesi fa aveva anche subìto l’avvelenamento del proprio cane che teneva libero nel giardino di casa. Sempre a Taurianova, lo scorso mese di marzo, era stata incendiata l'auto del capogruppo al consiglio comunale Giuseppe Falleti. E altri ordigni erano stati fatti esplodere in segno di minaccia: è accaduto con il predecessore di Scionti, Mimmo Romeo, quando qualcuno collocò un ordigno in una casa con annessa stalla uccidendogli un cavallo.

Gli amministratori sotto tiro

L'episodio di stanotte, che avrebbe potuto avere conseguenze terribili, rappresenta l'ennesimo atto di intimidazioni e minacce registrato in Calabria contro sindaci, assessori, consiglieri, dipendenti della pubblica amministrazione. I dati forniti dall'associazione "Avviso Pubblico", una rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie, sono spaventosi: con 87 casi censiti, nel 2016 la Calabria è stata la regione più colpita a livello nazionale. Secondo il rapporto "Amministratori sotto tiro 2016" (qui nel dettaglio), Reggio Calabria è la provincia più bersagliata dell'intero Paese, con 32 intimidazioni, seguita da Napoli (29), Cosenza (26) e Salerno (21). Un trend confermato anche nel monitoraggio eseguito da Avviso Pubblico nei primi cinque mesi del 2017, dove la Calabria si attesta tra le regioni più "sotto tiro", con 23 casi censiti.

"Colpire un sindaco, il primo presidio di legalità sul territorio, significa attaccare un'intera comunità - ha dichiarato Maria Antonietta Sacco, vicepresidente di Avviso Pubblico e coordinatrice regionale per la Calabria dell'associazione - I tanti amministratori onesti e coraggiosi della nostra regione, molti dei quali sono finiti sotto il tiro di intimidazioni di stampo criminale, conoscono le quotidiane difficoltà del loro compito. Ma sono altrettanto consapevoli che solo reagendo con fermezza a questi gesti vigliacchi e senza onore, sarà possibile continuare a tessere quella rete di cultura, solidarietà e buona politica di cui la Calabria ha un enorme bisogno per liberarsi dal giogo mafioso. Non lasciamo mai soli gli amministratori locali sotto tiro". 
 

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