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Martedì, 7 Dicembre 2021
Il colloquio

I Paesi europei pronti a seguire l'Italia sul Green Pass: "L’obbligo vaccinale sarebbe una sconfitta"

Su vaccini e passaporto verde, il Capodelegazione Pd al Parlamento Europeo Brando Benifei dice a Today.it: "Con Draghi nella direzione giusta". L'intervista

"L’Italia è stata vista fin dall’inizio della crisi pandemica come il Paese tra i più colpiti e forse anche tra i più in difficoltà. Oggi, con la guida del Governo Draghi, che ha preso decisioni piuttosto nette, è visto come un Paese che sta facendo un lavoro efficace rispetto al contrasto alla pandemia. Questo è il giudizio che io percepisco ed è suffragato da dati positivi, da una campagna di vaccinazione che prosegue con oltre l’80% di italiani vaccinati e con l’uso del Green Pass".

Non ha dubbi che si stia andando nella direzione giusta l'eurodeputato e Capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo Brando Benifei, intervistato da Today.it a margine del "Premio del cittadino europeo 2021/2021", durante la cerimonia di consegna delle onoreficenze, tenutasi all'Ufficio del Parlamento europeo a Roma. L'eurodeputato democratico conferma come l'Italia sia un esempio sull'utilizzo del Green Pass a cui guardano tutti gli altri Paesi, mentre Bruxelles è preoccupata per le proteste e per come queste siano cavalcate da movimenti di estrema destra. 

"Lo vediamo in queste ultime settimane, quando il tema del suo uso più forte in ambito del lavoro ha creato tensioni, che però penso possano essere superate usando il buon senso, un minimo di flessibilità, ma andando incontro anche alle necessità dei lavoratori, che speriamo possano essere tutti incentivati ad aumentare il livello di vaccinazione. Ci sono fasce di popolazione, in particolare gli over50 con ancora troppe persone non vaccinate.

Brando Benifei - foto Ansa-2

Cosa intende per mediazione onorevole? Anche perché ci sono gruppi, penso ai portuali di Trieste, che di mediazione non vogliono sentire parlare. 
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Intendo dire che dobbiamo fare in modo che i tamponi abbiano un costo contenuto perché non siamo favorevoli alla totale gratuità, che rischia di essere un disincentivo a proseguire con la campagna vaccinale; sostenere le imprese nel fare il proprio lavoro di verifica e mantenere un dialogo stretto con le forze sociali, le imprese e i sindacati, che hanno una funzione di dialogo e mediazione, che deve essere svolta e che il Governo deve incentivare. Siamo in uno snodo di tensione, ma non dobbiamo smarrire l’obiettivo che sta alla base di queste scelte impegnative: far sì che l’Italia continui a vaccinarsi, arrivando a ridurre il gap, ancora tropo elevato, tra vaccinati e persone non vaccinate nelle fasce di età più rischio".

Lei dice che ci guardano come esempio in Europa, eppure siamo gli unici ad avere un uso così esteso del Green Pass.
"Sì, ma in realtà molti paesi europei stanno aumentando gradualmente, andando tutti nella nostra stessa direzione. Addirittura la Francia lo aveva introdotto nei bar all’aperto quando noi non lo abbiamo mai fatto. Ci sono diversità e c’è anche uno stop and go dei vari Paesi, tra aperture e chiusure, che sono in qualche modo un po’ di rincorsa. A me sembra che il modello scelto dal Governo Draghi, cioè gradualità ma nettezza, in una direzione chiara, sia vincente e che si stia dimostrando il migliore anche in termini di risultati". 

Definirebbe l'Italia un esempio pionieristico del Green Pass?
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Sì, credo lo possiamo dire. Viaggiando molto, posso dire anche che l’Italia ha assunto un certo rigore nel rispettare le regole che ci siamo dati. Rigore che non ho visto sempre negli altri Paesi, dove, penso al caso del Belgio, per mesi non è stato possibile riaprire bar e ristoranti proprio per la fatica nell'applicare le regole. Ripeto, credo che l’approccio graduale ma fermo sia la strada che ci permetta di evitare la spinta ad aumentare le persone sottoposte ad obbligo vaccinale. Questa scelta ci permette di evitare l’obbligo vaccinale". 

Ma lei è favorevole all’obbligo vaccinale? 
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Ma io sono favorevole a quanto è stato fatto: l’obbligo per alcune categorie. Penso che arrivare all’obbligo sia una sconfitta delle misure messe in campo, è una extrema ratio a cui noi non vogliamo arrivare e che si rivelerà necessario se non dovesse aumentare la vaccinazione nelle fasce più a rischio. Di nuovo ospedali pieni non ne vogliamo. Se va avanti come sta andando, non ci sarà bisogno di obblighi, se no il Governo ne dovrà discutere. Infatti queste settimane di obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro saranno delicate. Fra un mese vedremo se andremo ancora nella direzione e se, mi permetta di dire, le generazioni più anziane della mia impareranno a fare come i giovani, che hanno raggiunto livelli di vaccinazione sopra il 90% e quindi andrebbero imitati, invece che criticati". 

Però tensioni sull'uso del Green Pass ci sono. A Bruxelles c'è preoccupazione?
"Preoccupa, è stato oggetto di dibattito e, la prossima settimana in plenaria, sarà al Parlamento europeo quanto accaduto con l’assalto alla Cgil. Proteste legittime e comprensibili sono previste dalla nostra Costituzione, perché siamo in un Paese democratico dove giusto essere contrari a misure del Governo e poterle contestare, anche duramente, non c’è limite a libertà di manifestazione, se non una serie di condizioni specifiche. Però purtroppo abbiamo visto una infiltrazione evidente e organizzata di forze di estrema destra. Sarà necessario capire meglio le responsabilità a tutti i livelli. E’ chiaro che prima di tutto dovrà spiegarcelo il Prefetto di Roma, ma anche nel rapporto col Ministero dell’Interno perché qualcosa non ha funzionato". 

Il Pd difende la Lamorgese.
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Certo, ma io non dico nulla contro di lei. Lamorgese farà una informtiva dettagliata su base di inforazini che sta raccogliendo da forze dell’ordine. BIosgnerà capire di chi è la resposnabilità. A Bruxelles preoccupa l’infiltrazione di moviemnti di estrema destra dentro proteste legittime". 

E’ un tema che accomuna l'Italia ad altri Paesi?
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Certamente. Forza Nuova oggi è oggetto di un dibattito sullo scioglimento perché progetta di sovvertire il funzionamento delle istituzioni democratiche, colpendo i sindacati come 100 anni fa ha fatto il fascismo. La reazione deve eessere dura e senza sconti nei confronti di movimenti estremisti, che sono una minoranza tra chi è andato a protestare. Ma una minoranza che vuole usare la protesta legittima per guadagnare posizioni e spazio". 

Lei ha detto che scioglierebbe Forza Nuova. 
"Certo, l’abbiamo chiesto e proposto con una mozione del Pd al Parlamento italiano e abbiamo chiesto in passato anche al Parlamento europeo di sciogliere questi movimenti". 

Non c'è il rischio che sia una operazione simbolica più che di effettivo superamento di una certa cultura antidemocratica?
"Penso che chi compie reati debba essere perseguito. Sono contento che Castellino e Fiore siano in carcere in attesa di un giudizio perché quello che hanno fatto è gravissimo. Credo serva un messaggio chiaro. Non si può tollerare chi predica intolleranza e violenza politica". 

E se la violenza arrivasse da frange estremiste ma di sinistra, come successo a Milano?
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Vanno perseguite e incarcerati i componenti con giusto processo come sarà per quelli di Forza Nuova. Ma il benaltrismo non ha spazio nel momento in cui ci sono forze che sono andate ad assaltare una sede sindacale nazionale. Un fatto che ha un significato politico e simbolico molto chiaro. Quando ci sarà un atto analogo da parte di forze estremiste di movimenti con uguali intenti sovvertitori a sinistra, portando avanti una campagna di infiltrazione e azione violenta verso le sedi, dovranno essere perseguite nella stessa maniera. Oggi però questo è l’argomento che usano, e fanno pietà a mio avviso, le forze della destra istituzionale. Meloni e Salvini dovrebbero essere più netti e chiari, invece lasciano sempre un filo di ambiguità. Spiace perché dimostrano dei passi indietro rispetto al percorso fatto in questi anni". 
 

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