Mercoledì, 23 Giugno 2021
La retromarcia e la stoccata

Brevetti sui vaccini liberi, l’Europa cambia idea e boccia Biden

Tante le perplessità dei vertici dell'Europa che in un primo momento avevano mostrato entusiasmo e poi hanno messo in atto una vera e propria marcia indietro con tanto di staccata in direzione Stati Uniti

Ursula von der Leyen - foto Ansa

Se in un primo momento sembrava che l’Europa fosse disponibile ad accogliere l’idea arrivata dal oltre oceano di sospendere i brevetti sui vaccini anti Covid, adesso l’Europa sembra aver cambiato idea e anzi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, rispondendo così alla richiesta degli Usa, ha ricordato che "l'Unione europea è l'unica regione democratica del mondo che esporta su larga scala", che ha suonato come una stoccata nei confronti del presidente statunitense, che si fa paladino dei più poveri ma senza mandare fuori dal paese mezza dose.

"Invitiamo quanti si impegnano nel dibattito della deroga temporanea dei brevetti dei vaccini a unirsi a noi e impegnarsi ad esportare una larga parte di quanto producono” ha proseguito nel dire la Von der Leyen, che ha poi ricordato come, fino ad oggi, dal continente europeo siano partite 200 milioni di dosi. "Abbiamo bisogno di vaccini ora. La deroga sulla proprietà intellettuale non risolverà problema. Quello che serve è una condivisione dei vaccini, l'export di dosi e investimenti per accrescere" la capacità produttiva. Su quest'ultimo punto, l'invito è a guardare anche ai Paesi più poveri. "Quando parlo di investimenti nelle capacità produttive sui vaccini - ha spiegato - non intendo solo in Europa, ma intendo anche lavorare con le compagnie farmaceutiche per investire ad esempio in capacità produttive nei Paesi africani".

Brevetti liberi, retromarcia dell'Europa

Tuttavia la numero uno della commissione europea non ha chiuso definitivamente alla porta e resta possibilista, ma con una serie di remore, che sono anche quelle di alcuni capi di stato dimostratisi scettici al summit informale dei leader Ue che si è tenuto ieri a Porto. Da lì è arrivata una certa disponibilità dei 27 leader a discutere dell'iniziativa dell'amministrazione di Joe Biden, ma tutti, chi più chi meno, sono dell’idea che l'iniziativa non risolva il problema. Tra le varie perplessità, trapela da fonti diplomatiche europee, c’è anche quella che l'annuncio degli Usa possa essere una tattica per oscurare il fatto che l'Europa è l'unica democrazia ad esportare dosi su ampia scala. Inoltre bisognerà anche fare i conti con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che si è detta proprio contraria.

Insomma, come riporta anche EuropaToday, i toni sono decisamente cambiati rispetto a ieri. La piroetta più evidente è quella di Macron, che prima si diceva “del tutto favorevole” alla revoca dei brevetti sui vaccini, mentre ieri ha spiegato che “il problema non è la proprietà intellettuale”, ma che “gli anglosassoni bloccano molti dei vaccini e degli ingredienti”. Parole che confermano una generale retromarcia Ue dopo un iniziale entusiasmo per la proposta di Biden.

L'Amministrazione Biden si schiererà a favore della sospensione dei brevetti per i vaccini anti-Covid. La svolta, annunciata da vari media Usa, tra i quali il New York Times, giunge dopo che gli Stati Uniti si erano opposti in sede di Organizzazione mondiale del commercio alla proposta di sospendere la protezione della proprietà intellettuale per i vaccini. Tuttavia, il presidente Joe Biden, con il diffondersi incontrollato della pandemia in India e in Sudamerica, si è trovato sotto una crescente pressione internazionale e interna a sostegno della proposta, che apre la strada ad una produzione di massa dei vaccini a livello globale. La nuova posizione Usa è stata annunciata da Katherine Tai, rappresentante Usa presso l'Omc.

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