Giovedì, 6 Maggio 2021
L'opinione di Alberto Berlini

L'opinione di Alberto Berlini

A cura di Alberto Berlini

Il falso problema dei brevetti e i vaccini che restano in frigo

Il 27 dicembre nel nostro Paese e nel resto d’Europa è iniziata la campagna di vaccinazione, ma ora per non comprometterla irrimediabilmente dobbiamo evitare un calo delle forniture. Con una mozione depositata alla Camera il Movimento 5 Stelle ha chiesto la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini e l’utilizzo della licenza obbligatoria, per permettere ai Paesi di produrli autonomamente ed incrementare quindi la produzione, garantendo anche una distribuzione più equa tra Paesi. Con lo stesso scopo l'Unione Sindacale di Base ha indetto una mobilitazione nazionale che giovedì 11 marzo raccoglierà in decine di piazze d'Italia chi vorrà dire "No alle speculazioni sul Covid-19 e sì all’abolizione dei brevetti sui vaccini". USB rivendica vaccini liberi dai brevetti di Big Pharma, accessibili a tutti i popoli del mondo e senza scopo di lucro. Sotto attacco il sistema dei brevetti che tutelerebbe in primis i profitti delle multinazionali e metterebbe a rischio la sopravvivenza di intere popolazioni. Al Wto una riunione sul tema ha visto la contrapposizione tra Stati Uniti, Unione europea e Regno Unito alla proposta di oltre 100 Paesi in via di sviluppo di superare l’attuale monopolio detenuto dalle aziende farmaceutiche sui brevetti dei vaccini.

Ma quello dei brevetti rischia di essere un falso problema.

Primo dato: il numero dei vaccini non è scarso, almeno non in Italia. Se la prima parte della campagna vaccinale era logisticamente più facile perché riguardava la popolazione di ospedali e rsa, ora in molte regioni i vaccini restano nei frigoriferi perché non si è pensato a chi dsomministrare ovrà le dosi. Solo oggi è stato sottoscritto un accordo con i dentisti, mentre dalla nuova bozza dei piani vaccinali si legge come gran parte della vaccinazione di massa finirà sulle spalle dei medici di base, mentre sarà data la possibilità alle singole aziende di provvedere all'acquisto e alla vaccinazione dei propri dipendenti. Se allarghiamo lo sguardo abbracciando l'interno pianeta tuttavia possiamo constatare come la maggior parte dei paesi a medio e basso reddito sono rimasti sostanzialmente esclusi da questa prima fase della campagna vaccinale.

Bene, va ricordato che tuttavia le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio danno la possibilità ai singoli governi di mantenere una certa autonomia nella decisione sulla sospensione del monopolio. Un governo ha la possibilità di poter utilizzare il brevetto anche senza il consenso di chi lo ha registrato "se ciò può tradursi in un beneficio per la collettività come migliorare la salute pubblica". Lo spiega l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), prevede che durante una pandemia i governi intervenire sull’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale. Pertanto già ora i governi potrebbero produrre i vaccini senza il consenso delle aziende farmaceutiche che li hanno sviluppati. Però non possono. Semplicemente perché dietro a un singolo vaccino ci sono più brevetti per ogni singolo passaggio di produzione. Senza contare i tempi e i costi che servirebbero per avviare gli impianti. Piuttosto che di stop ai brevetti meglio parlare di collaborazione dunque per consentire alle aziende farmaceutiche di migliorare i ritmi di produzione. Pertanto basta con la demonizzazione dei brevetti: anzi questi sono la garanzia che i vaccini possano essere resi disponibili.

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