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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il lutto

È morto il senatore Bruno Astorre. Si indaga per "istigazione al suicidio"

L'onorevole eletto con il Partito Democratico era al lavoro negli uffici del Senato a palazzo Cenci. Aveva 59 anni, era segretario regionale del Lazio

Il senatore del Pd Bruno Astorre è morto: il corpo senza vita è stato ritrovato in uno degli uffici del Senato, per la precisione a palazzo Cenci. Non sono ancora chiari al momento i motivi che hanno portato alla morte del senatore democratico. Astorre, a palazzo Madama dal 2013, era segretario regionale del Pd nel Lazio dal dicembre del 2018. Era sposato con Francesca Sbardella, sindaca eletta con il Pd di Frascati. 

I rilievi del caso affidati alla polizia scientifica mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo di inchiesta. Secondo quanto si apprende, il fascicolo, come avviene in questi casi per poter fare i dovuti accertamenti, sarà aperto con ipotesi di reato "istigazione al suicidio". L'indagine affidata al pubblico ministero Fabrizio Tucci. Con il passare delle ore l'ipotesi che il senatore Astorre si sia tolto la vita appare sempre più probabile. Per esempio, dalle parole di Goffredo Bettini, la tragedia sembra prendere un contorno ben preciso: "Se ne è andato nel modo più triste, solitario, doloroso e sconcertante. Bruno Astorre è stato fino all'ultimo un dirigente importante del partito di Roma e del Lazio. Direi persino, per molti aspetti, decisivo. Senatore, segretario regionale, personalità radicata e influente, saldissimo punto di riferimento soprattutto nella provincia di Roma e per tanti amministratori e sindaci" scrive su Facebook l'esponente del Pd.

Intanto una piccola folla si è radunata sotto gli uffici del Senato di Palazzo Cenci. Il corpo dell'esponente democratico si trova ancora dentro l'edificio. In piazza tanti amici e colleghi, da Beatrice Lorenzin, in lacrime, al segretario del Pd Andrea Casu, fino a Michela Di Biase, Svetlana Celli, la presidente del I Municipio di Roma, Lorenza Bonaccorsi, Marco Furfaro, Umberto Croppi. Si è visto, visibilmente provato, anche Nicola Zingaretti. Presente poi Emiliano D'Arrigo, il portavoce del presidente del Senato Ignazio La Russa, che si trova in visita in Israele.

La procura di Roma apre un fascicolo per "istigazione al suicidio"

Attoniti i colleghi del senatore e gli staff del gruppo del Pd. Bruno Astorre - nato a Roma l'11 marzo 1963 - avrebbe tra poco compiuto 60 anni. Tanti i parlamentari che si sono radunati in piazza Sant'Eustachio dopo la notizia del decesso del senatore. Le forze dell'ordine hanno transennato la piazza mentre il portone del palazzo resta chiuso, aperto soltanto per l'ingresso della polizia scientifica che sta facendo gli accertamenti del caso.

Presente anche l'ex presidente della regione Nicola Zingaretti visibilmente commosso. In piazza anche il responsabile regionale di Fdi, Paolo Trancassini.

Il cordoglio della politica

"Voglio esprimere il mio più profondo dolore e la mia grande tristezza per la improvvisa scomparsa del senatore Bruno Astorre. Un uomo politico capace e impegnato, appassionato e leale, che ha saputo interpretare, con dedizione e passione, le migliori istanze del suo territorio e delle Istituzioni in tutta la sua carriera politica. Alla sua famiglia e alla sua comunità politica del Pd le mie più sincere condoglianze". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

"Mi spiace non aver capito prima della tragedia" twitta l'ex segretario Pd Matteo Renzi che si accoda ai tanti messaggi di cordoglio. 

renzi astorre

"Rimango attonito alla tragica notizia della morte di Bruno Astorre. Non riesco a trovare parole di fronte ad un simile dramma. C'è il silenzio. C'è la preghiera. L'abbraccio ai suoi cari". Lo scrive su Twitter Enrico Letta.

enrico letta morte astorre

Anche il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri si unisce al cordoglio per la morte del Senatore Astorre: "Sconvolto dalla notizia della scomparsa del senatore Bruno Astorre. Una persona intelligente e generosa che ha dato moltissimo al nostro territorio. Mi stringo al dolore dei suoi cari e di tutta la comunità democratica che gli voleva bene".

Si unisce al coro del cordoglio della politica anche la Presidente del consiglio Giorgia Meloni: "Sono profondamente turbata dalla notizia della scomparsa di Bruno Astorre, senatore e segretario del PD nel Lazio. Un avversario appassionato e leale, una persona perbene. A nome mio e del Governo, mi stringo al dolore della moglie, della famiglia e della sua comunità politica". Incredulo anche il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste  Francesco Lollobrigida: "Profondo dolore ed enorme tristezza per la scomparsa del senatore Bruno Astorre. Un amico e un avversario politico leale, che ha interpretato in questi anni le istanze più profonde del territorio del Lazio. "Pur se da posizioni politiche diverse - prosegue Lollobrigida - abbiamo avuto modo di condividere esperienze politiche e battaglie con l'obiettivo di sostenere le istanze dei cittadini e del territorio. Dedizione e passione hanno contraddistinto tutta la sua storia politica. Confrontarsi con lui, per me, ha sempre rappresentato un proficuo momento di dialogo. Alla moglie Francesca, alla sua famiglia e alla sua comunità politica giungano le mie più sentite condoglianze".

Addolorato il ricordo di Dario Franceschini per la morte del senatore democratico: "Ciao Bruno, amico di una vita. Ci hai insegnato cosa vuol dire amare la politica, amare la propria terra, voler bene alle persone. Ogni giorno ci hai salutato con la gioia negli occhi ridenti e noi ti ricorderemo per sempre cosi".

"A nome del Movimento 5 Stelle desidero esprimere il massimo cordoglio per la scomparsa del collega senatore del Partito Democratico Bruno Astorre. La notizia della sua morte, avvenuta negli uffici del Senato, è stata oggi un fulmine a ciel sereno e ha scioccato tutti. Bruno Astorre era un collega apprezzato per la sua umanità e correttezza. Ai suoi familiari e a tutti coloro che lo conoscevano va la nostra più sentita vicinanza". Così la capogruppo del Movimento 5 stelle in Senato Barbara Floridia.

La neo segretaria del Pd Elly Schlein ricorda così il senatore a nome di tutto il partito:  "Siamo sconvolti e profondamente addolorati dalla tragica notizia della morte del Senatore Bruno Astorre. Tutta la comunità democratica si stringe attorno alla moglie e alla sua famiglia, agli amici e a tutti i suoi colleghi".

Chi era Bruno Astorre

Una vita caratterizzata dall'inscindibile legame con il territorio dal quale veniva, Roma e il Lazio, quella di Bruno Astorre. Lo stesso territorio che ha permesso ad Astorre di scalare tutte le istituzioni, dal consiglio comunale di Colonna, ai Castelli Romani, fino alla Camera Alta del Parlamento.
Nato a Roma, l'11 marzo del 1963, Astorre compie i primi passi nella politica con la Democrazia Cristiana per essere eletto consigliere comunale a Colonna, a pochi chilometri dalla capitale, nel 1995 con il Partito Popolare Italiano. Nel 1998 approda in consiglio comunali, primo degli eletti per preferenze. Nel 2003 la prima consiliatura alla Regione Lazio, con La Margherita, per poi essere rieletto nel 2005 nelle liste de L'Ulivo, che sostengono il candidato presidente vincente, Pietro Marrazzo. Diventa cosi' assessore ai Lavori Pubblici e alla Casa nella giunta Marrazzo, incarico che mantiene fino a quando, il 16 settembre 2009, diventa Presidente del Consiglio regionale del Lazio, subentrando a Guido Milana nel frattempo eletto eurodeputato al Parlamento europeo.

Alle elezioni regionali del 2010 si candida per la terza volta con il Pd, nella coalizione a sostegno della radicale Emma Bonino, venendo eletto al consiglio regionale del Lazio, risultando primo degli eletti con il Partito Democratico; ma in quel caso la vittoria andò a Renata Polverini, la candidata del centrodestra. Quindi, il 12 maggio 2010, viene eletto vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, in quota della minoranza, in quota di minoranza. Dopo la turbolenta fine della consiliatura Polverini e alle travagliate dimissioni della presidente della Regione Lazio, Astorre nel dicembre si candida nel 2012 alle "parlamentarie" del Pd, fortemente volute dal segretario Pier Luigi Bersani. Arriva terzo guadagnandosi un posto nella lista regionale per il Senato della Repubblica. Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato nelle liste del Pd al Senato della Repubblica, nella circoscrizione Lazio, e successivamente eletto senatore per la XVII Legislatura.
Il 4 dicembre 2013 è eletto al Senato, a scrutinio segreto, membro della commissione di vigilanza della Cassa depositi e prestiti. Eletto all'Assemblea nazionale del Partito Democratico nelle primarie del Partito Democratico dell'8 dicembre 2013, è stato nominato membro della Direzione nazionale del Partito Democratico. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 viene ricandidato nella medesima circoscrizione per la coalizione di centro-sinistra in quota Pd e rieletto senatore.
Successivamente, entra a fa parte della VIII Commissione Lavori Pubblici, comunicazioni, di cui e' segretario. Il primo dicembre 2018 viene eletto segretario regionale del Pd per il Lazio. Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene candidato per il Senato come capolista nel collegio plurinominale Lazio 02 risultando eletto.

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