Sabato, 16 Ottobre 2021
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Buona scuola: cosa cambia con la riforma

Il ddl Buona Scuola è stato approvato e sarà a regime dal prossimo anno. Una vera e propria riforma che cambia molti aspetti del mondo dell'istruzione. Ecco quali

La riforma della scuola ha fatto discutere e scontrare diverse forze politiche e sociali. Se da un lato per il governo è sempre stata una priorità, dall'altro il mondo di chi a scuola ci lavora non ha mai smesso di protestare contro il provvedimento, neppure quando oramai si era a un passo dal voto finale. Ma cosa cambia la tanto voluta Buona Scuola da Renzi?

TUTTO CAMBIA DAL PROSSIMO ANNO - Il provvedimento sarà a regime dal prossimo anno scolastico e prevede, tra l'altro, la "piena realizzazione dell'autonomia" della scuola con la definizione dell'organico dell'autonomia, l'assunzione dal primo settembre di 100.701 docenti, maggiori poteri per i presidi, che potranno chiamare direttamente i docenti, assegnare premi per il merito e scongiurare la creazione di "classi pollaio", un bonus da 500 euro l'anno per gli insegnanti da spendere per l'aggioramento, la possibilità di detrarre fino a 400 euro a studente per le famiglie che scelgono una scuola paritaria. Inoltre più inglese per tutti ed educazione motoria fin dalle elementari. 

VIDEO: Il FLASH MOB CONTRO LA RIFORMA

UNA NUOVA OFFERTA FORMATIVA - Il piano dell'offerta formativa (pof) è elaborato non più dal dirigente scolastico, come in un primo momento, bensì dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi e delle scelte di gestione e amministrazione definiti dal preside, e approvato dal consiglio di circolo o di istituto. 

Nel Piano triennale per l'offerta formativa le scuole indicheranno il fabbisogno di personale docente e amministrativo-tecnico-ausiliario (Ata), oltre alle infrastrutture, le attrezzature e i materiali di cui hanno bisogno per l'espansione dell'offerta formativa. Obiettivi di quest'ultima sono, fra gli altri, il potenziamento dell'insegnamento dell'italiano e di altre lingue, delle competenze matematiche, logiche e scientifiche, di musica e arte, giuridiche ed economiche, digitali, lo sviluppo delle discipline motorie. 

NO ALLE CLASSI POLLAIO, PIU' INGLESE PER TUTTI - Nei nuovi piani dell'offerta formativa è previsto il potenziamento delle competenze linguistiche: l'italiano per gli studenti stranieri e l'inglese per tutti. In questo piano devono essere previsti anche l'apertura pomeridiana della scuola, il contrasto della dispersione scolastica e della discriminazione, l'incremento dell'alternanza scuola-lavoro. 

Tra le novità anche la riduzione del numero di alunni per classe - nuovo potere in mano al preside - l'alfabetizzazione e il perfezionamento dell'italiano come lingua seconda per alunni e studenti di cittadinanza o di lingua non italiana. Particolare attenzione deve essere volta, da parte dell'Istituto, alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, all'educazione alla parità di genere, alla definizione di un sistema di orientamento.

ISTITUZIONE DELL'ORGANICO DELL'AUTONOMIA - Sarà composto da posti comuni, di sostegno e per il potenziamento dell'offerta formativa, sarà determinato con decreti interministeriali ogni tre anni, su base regionale. 

I ruoli del personale docente saranno regionali, articolati in ambiti territoriali, la cui ampiezza dovrà essere definita entro il 31 marzo 2016. Saranno i direttori degli Uffici scolastici regionali a suddividere tra gli ambiti territoriali - che nel 2015/2016 coincideranno con le stesse province, ma nel 2016/2017 avranno estensione sub-provinciale - e tra i vari livelli di scuola i neoassunti. I docenti di ruolo rimarranno titolari nelle scuole in cui si trovano in questo momento, mentre i perdenti posto verranno assegnati all'ambito territoriale che richiederanno. Toccherà quindi al preside pescare dagli ambiti territoriali i singoli per formare il migliore gruppo di docenti possibile per realizzare le linee del Piano dell'offerta formativa, che sarà triennale e non più annuale, come adesso.

IL SUPER-PRESIDE - Il preside avrà il compito di conferire incarichi triennali, rinnovabili, ai docenti assegnati all'ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dagli stessi. Nel caso di più proposte di incarico sarà il docente a scegliere il suo indirizzo. Scongiurato il conflitto di interesse: il preside, infatti, "è tenuto a dichiarare l'assenza di cause di incompatibilità derivanti da rapporti di parentela o affinità entro il secondo grado con i docenti iscritti nel relativo ambito territoriale". L'ufficio scolastico regionale si occuperà della collocazione degli insegnanti che non hanno ricevuto o accettato proposte.

PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI - Per l'anno scolastico 2015/2016 ci saranno dal primo settembre 100.701 immissioni in ruolo di insegnanti nell'ambito di un piano straordinario di assunzioni di docenti a tempo indeterminato. Il piano è rivolto ai vincitori del concorso del 2012 e agli iscritti nelle graduatorie a esaurimento, che presentino domanda. 

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Inoltre a partire dal primo settembre 2016 saranno assunti gli idonei del concorso del 2012. E' stato poi approvato un emendamento al ddl che estende l'assunzione di tutti gli idonei vincitori del concorso a cattedre 2012 anche "per gli anni successivi" al 1° settembre 2016 "sino all'esaurimento dei soggetti aventi titolo". Quindi anche per coloro che non verranno assunti al 1° settembre 2016.

LIMITE DURATA A CONTRATTI A TERMINE - Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili la riforma prevede che il limite dei 36 mesi, anche non continuativi, si applichi solo ai contratti che saranno stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge. 

Viene istituito un periodo di formazione e prova, cui è subordinata l'effettiva immissione in ruolo. La valutazione di tale periodo sarà effettuata dal dirigente scolastico, sentendo il Comitato per la valutazione dei docenti, di cui entreranno a far parte anche genitori e studenti.

AGGIORNAMENTO DOCENTI E FONDO PER IL MERITO - Sarà obbligatoria la formazione dei docenti in servizio, sulla base delle priorità indicate nel Piano nazionale di formazione - da adottare ogni tre anni - e in coerenza con i Piani di miglioramento adottati nell'ambito della fase di autovalutazione. Inoltre, è prevista l'istituzione della Carta elettronica (con un budget di 500 euro l'anno) per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo da utilizzare per acquisti o iniziative di carattere culturale; sarà istituito un fondo di 200 milioni di euro l'anno per la valorizzazione del merito del personale docente di ruolo. Le risorse, ripartite su base territoriale, saranno assegnate dal dirigente scolastico sulla base di criteri individuati dal Comitato per la valutazione dei docenti ed effettuando una motivata valutazione.

EDUCAZIONE FISICA ANCHE ALLA SCUOLA PRIMARIA - L'educazione fisica arriva alla scuola primaria grazie a un emendamento. Dal prossimo anno scolastico si prevede, infatti, la presenza di laureati in scienze motorie alla scuola elementare.

SCHOOL BONUS E DETRAZIONI RETTE PARITARIE - Chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all'occupabilità degli studenti, avrà diritto a un beneficio fiscale con un credito di imposta al 65% al momento della dichiarazione dei redditi. Prevista, inoltre, la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria (fino a 400 euro l'anno per studente). 

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