Domenica, 13 Giugno 2021
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La Buona Scuola è legge: è "rissa" in aula, proteste a Montecitorio

Fischi e urla durante la seduta. Fuori da Montecitorio protestano i sindacati e le associazioni di insegnanti. Gli studenti minacciano dal web: "Ogni scuola sarà una barricata"

foto da Facebook

La camera ha approvato la riforma della scuola, con 277 voti a favore e 173 contrari. Ma non c'è stato un momento di calma in aula. La protesta di chi non vuole questa riforma della scuola è partita proprio durante la seduta, tanto che è stata interrotta.


LA PROTESTA IN AULA - La giornata era iniziata con le consuete polemiche e le proteste in piazza, contro un provvedimento che ha spaccato il mondo della scuola. Dopo il caos durante il voto di fiducia al Senato - dove il disegno di legge era stato votato con 159 voti favorevoli e 112 contrari - con gli onorevoli M5S che esibivano sui banchi dei ceri da cimitero e quelli della Lega che brandivano tubetti di vaselina, durante la seduta alla Camera il vice presidente della Camera Roberto Giachetti non ha esitato a espellere il capogruppo della Lega Massimiliano Fedriga e a interrompere per qualche minuto la seduta di fronte al rifiuto dei deputati leghisti di togliere i loro cartelli anti-ddl con la scritta: "Giù le mani dai bambini". Poco dopo, deputati di Sel hanno appoggiato sui loro banchi fogli con i colori della Grecia e la scritta: "Oxi alla buona scuola di Renzi". 

FUORI DAL PALAZZO - Tante sono state le contestazioni in questi mesi al ddl ma stanotte gli studenti, poco prima dell'apertura delle porte del Palazzo, hanno imvagliato numerose statue romane contro il ddl "emblema dell’autoritarismo del governo Renzi". Infine, poco dopo l'approvazione alla Camera, l'Unione degli studenti ha diffuso su internet un video in cui annuncia un autunno caldo in cui "ogni scuola sarà una barricata". 

VIDEO: "CONTRO LA BUONA SCUOLA BARRICATE"

Durante la seduta in aula davanti a Montecitorio la protesta non si è mai fermata: insegnanti, studenti e sindacati, tra cartelli e striscioni contro il premier Matteo Renzi, e appelli, tramite volantini, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella "affinché non firmi la legge di riforma della scuola". I rappresentanti dei sindacati, con bandiere e striscioni, hanno ribadito le ragioni del no e hanno scagliato libri in direzione di Montecitorio, in contemporanea con la votazione. 

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