Lunedì, 20 Settembre 2021
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Buona Scuola: il sì della Camera, studenti e sindacati in protesta

Montecitorio dice sì con 316 voti a favore, 137 contrari e un astenuto. Adesso il provvedimento passa al Senato. Fuori dall'aula il mondo della scuola che alla riforma continua a dire no

ROMA - La Buona Scuola è passata alla Camera: con 316 voti a favore, 137 contro e un'astensione il provvedimento passa ora all'esame di Palazzo Madama. Come annunciato la sinistra Pd non ha partecipato al voto finale: dai tabulati risulta che non hanno votato 40 deputati (alcuni assenti giustificati), tra cui Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Roberto Speranza, Alfredo D’Attorre, Stefano Fassina, Guglielmo Epifani. 

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Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha commentato: "Al mondo della scuola dico: abbiate fiducia di essere protagonisti dell’autonomia". Su Twitter invece la numero uno del Miur si lascia andare alle emozioni.


Soddisfazione anche dal sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone: "La Buona Scuola non è una riforma. È un cambiamento radicale della nostra identità collettiva. Non esiste in Italia istituzione che appartenga di più agli italiani della scuola. Il voto dell’aula di Montecitorio di oggi ci dice questo: gli italiani vogliono pensarsi al futuro e vogliono farlo partendo dalla scuola. Abbiamo avuto coraggio, ci abbiamo creduto e andiamo avanti. È la volta buona".

LE PROTESTE NON SI FERMANO -  Anche se l'Autorità di garanzia per gli scioperi ha escluso la possibilità del blocco degli scrutigni, proposta inizialmente dai sindacati Unicobas, Cobas e Usb, le proteste contro la riforma non si sono fermate. Fuori da Montecitorio centinaia di studenti si sono trovati in presidio in attesa del voto.

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Intanto in tutta Italia l'Unione degli Studenti e la Rete della conoscenza hanno dato vita a blitz e azioni contro la riforma nei vari istituti scolastici dello Stivale. 

Ma il blitz più eclatante è stato quello di Torino, presso la sede locale del Miur: una cinquantina di ragazzi del laboratorio studentesco Last l'hanno occupata durante la discussione del provvedimento in Parlamento. Inizialmente i giovani avevano in programma un presidio visto che qui era prevista la presenza del ministro Stefania Giannini. “Nonostante mesi di proteste e le grandi manifestazioni di dissenso di queste settimane il Governo continua l'iter legislativo senza tenere realmente conto delle rivendicazioni e delle proposte portate avanti da studenti e insegnanti - dicono gli occupanti - Volevamo ribadire queste cose al ministro che però ha preferito annullare la sua visita per evitare le proteste”.

occupazione miur Torino-2

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