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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Carceri

Il ministro Cancellieri: "Sono una persona libera e non ho debiti con Ligresti"

Il Guardasigilli al Senato: "Non ho mai sollecitato la scarcerazione della signora Giulia Ligresti. Non esiterò a fare un passo indietro se da questo dibattito venisse meno la stima istituzionale necessaria"

Dopo il polverone sollevato sul caso Ligresti, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, è attesa alla suo discorso più difficile. Quello che dovrà tenere in Parlamenta, per spiegare la verità, la sua, sul caso (e le telefonate) Giulia Ligresti. Sono “serena e piena di fiducia”, ha affermato poco prima del suo intervento in Aula. In mattinata, il Guardasigilli ha incassato il sostegno di Angelino Alfano che, a nome del Pdl, l’ha invitata a restare al proprio posto e a continuare “a fare il ministro della Giustizia, come sta facendo”, garantendole "la nostra massima fiducia”.

M5S CHIEDONO SFIDUCIALe critiche al ministro Cancellieri tuttavia non sono poche e arrivano soprattutto da Cinque Stelle e Lega, con i primi che hanno depositato una mozione di sfiducia individuale alla Camera. Il ministro, si legge nel documento, “ha abusato della sua funzione e della sua qualita' e per questo deve lasciare il dicastero di via Arenula”. Una richiesta di dimissioni che la Lega è pronta a sostenere se, come spiega Roberto Maroni, “le parole del ministro non dovessero convincere il Carroccio”.

PD – Nel Pd si chiedono parole chiare su quanto è avvenuto e il deputato Walter Verini sottolinea che anche ammettere l’errore da parte di Cancellieri “sarebbe un segno di forza”. Anche Gianni Cuperlo è tornato a chiedere “chiarezza” al ministro: “Ascolteremo la ministra e mi auguro che possa fare piena luce e che possa essere messa nella condizione di proseguire la sua attività”, ha spiegato il candidato alla segreteria del Pd. (LA LISTA DEI DETENUTI MORTI DAL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DI GIULIA LIGRESTI)

CARCERE – Parole chiare sono arrivate, intanto, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: nessun favoritismo per Jonella Ligresti. Il Dap smentisce quindi “in modo categorico che ci siano stati favoritismi nel soggiorno in carcere e, tanto meno, nel trasferimento della signora Jonella Ligresti, che è stato disposto seguendo le normali procedure e dietro autorizzazione dell’autorità giudiziaria”. Jonella Ligresti, ricorda il Dap, “dopo aver trascorso i primi giorni di detenzione presso strutture penitenziarie sarde, è stata trasferita al carcere di Torino” dove ha presentato, il 10 agosto scorso, “una prima istanza di trasferimento negli istituti milanesi”, perché madre di “figli minori”.

AGGIORNAMENTO DAL PARLAMENTO

SENATO – Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, è arrivata al Senato. Ora il Guardasigilli si trova nella Sala del governo con il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, e il viceministro allo Sviluppo, Antonio Catricalà.

CANCELLIERI – Il ministro della Giustizia, presa la parola, non ha tergiversato ed è subito arrivata ad un punto focale: “Come avrete modo di constatare, a differenza di quanto riportato da alcuni media, non ho mai sollecitato la scarcerazione della signora Giulia Ligresti, ne' ho indotto nessun altro ad assumere iniziative in tal senso”. E ancora: “La scarcerazione di Giulia Ligresti non è avvenuta in seguito a una mia sollecitazione, ingerenza o pressione che mai c’è stata, ma per indipendente decisione della magistratura torinese”.

CARCERI “Sento il peso di ogni vita spenta in carcere. Per me è una sconfitta e io ne sento il peso”. “È vero – ha continuato – non tutti i detenuti hanno possibilità di avere diretto contatto” con il ministro della giustizia e “nessuno più di me avverte questa disparità di condizioni”. “È difficile essere vicina a tutti”, ha aggiunto Cancellieri.

Da qui la precisazione: “Giulia non ha avuto trattamento privilegiato trattamento privilegiato o differenziato rispetto a quello di altri detenuti”. Il Guardasigilli poi, nel corso della sua audizione al Senato, ha sottolineato che sarebbe “arbitrario e destituito di ogni fondamento” ricondurre alla sua intromissione la scarcerazione di Giulia Ligresti tanto più che lo stesso Caselli ha ricordato che a determinarla sono state le condizioni di salute della donna e la sua richiesta di patteggiamento.

E ancora: “Le mie segnalazioni al Dap sono quotidiane". Le segnalazioni in “qualunque modo” possono arrivare e “di queste segnalazioni spesso mi faccio carico quotidianamente con i vertici dell'amministrazione penitenziaria”. Ma “mai, dico mai, mi sono occupata” della vicenda di Jonella Ligresti. “Dalle verifiche effettuate con il Dap - ha aggiunto - è emersa l'assoluta linearità delle procedure seguite per Jonella Ligresti”.

PERSONA LIBERA“Sono una persona libera e non debiti con Antonino Ligresti che ho conosciuto a Milano per ragioni del tutto estranee al mio lavoro”. E ancora: “In nessun modo la mia carriera è stata influenzata né da questi né da altri rapporti personali”.

TELEFONATA – Nella telefonata con Gabriella Fragni (compagna di Salvatore Ligresti) “esprimevo un sentimento di vicinanza e mi rendo conto che qualche espressione possa aver ingenerato dubbi, mi dispiace e mi rammarico di avere fatto prevalere i miei sentimenti sul distacco che il ruolo del ministro mi dovevano imporre”, ma “mai ho derogato dal mio dovere”.

FIGLIO – E nelle parole del ministro non è mancato un passaggio su suo figlio, Piergiogio Peluso, “trascinato indebitamente nella vicenda”. “Il suo incarico nell’ambito della società Fonsai – ha proseguito – è frutto esclusivamente della pregressa esperienza nel mondo bancario e finanziario. Tengo anche a sottolineare che mio figlio riceve l’offerta di lavoro da Fonsai il 25 maggio 2011 e, nel successivo mese di giugno, inizia il suo rapporto di lavoro con la stessa società. In quello stesso periodo avevo già cessato le funzioni di commissario straordinario presso il comune di Bologna ed ero una tranquilla signora in pensione, che mai avrebbe pensato di poter diventare ministro dell’Interno nel successivo novembre. Quanto alla valutazione del suo lavoro in Fonsai rinvio alla lettura degli atti del processo in corso presso l’autorità giudiziaria di Torino”.

DIMISSIONI – Il ministro ha concluso il suo intervento con parole già dette: “Non esiterò a fare un passo indietro se da questo dibattito venisse meno la stima istituzionale necessaria”.

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