Domenica, 20 Giugno 2021
Politica Italia

I magistrati divisi sulla cannabis: avanza la "legalizzazione intelligente"

Della Vedova contro Grattieri contro Cantone: il dibattito per la liberalizzazione della marijuana spacca l'Italia. Il promotore del intergruppo parlamentare sulla cannabis legale risponde al procuratore di Catanzaro che aveva bollato la proposta come "sciocchezza"

La discussione della legge rinviata a settembre

"Il proibizionismo sulla cannabis ha fallito da tutti i punti di vista e genera illegalità. Chi lo difende non fa i conti con la realtà". E' durissimo l'attacco del senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, che risponde via social al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che in una lunga intervista su Repubblica aveva parlato del lavoro portato avanti dall'intergruppo Cannabis Legale bollandolo come una schiocchezza. 

"Uno Stato non può legalizzare l'uso di sostanze che provocano danni alla salute dei suoi cittadini" aveva detto Grattieri da anni in prima fila nella lotta contro il narcotraffico "Come magistrato, aggiungo che se l'obiettivo è quello di eliminare uno dei business più redditizi delle mafie è una sciocchezza".

"Il magistrato Gratteri ha ribadito la sua posizione proibizionista sulla cannabis: non è una novità e, per dirla tutta, Gratteri almeno è coerente, avendo più volte detto che bisognerebbe proibire anche il consumo di alcool e tabacco, droghe legali che fanno molti più danni socio-sanitari. Però, ci consenta il magistrato, tra le tante, due obiezioni" scrive su facebook Della Vedova. 

"La prima: Gratteri afferma in un'intervista che la quota del giro d'affari della cannabis sarebbe 'ridicola', intorno al 5% del totale del traffico. Possiamo sapere quale sia la fonte di questi dati? Perché a noi, che cerchiamo di studiare e approfondire al meglio la questione da qualche decennio - sottolinea Della Vedova - risultano dati assai diversi. Come quelli forniti dalla Direzione Nazionale Antimafia, ad esempio, che però non utilizzeremo per evitare di alimentare polemiche. Prenderemo, invece, lo studio di Carla Rossi (pubblicato su Current Drugs Abuse Reviews, 2013 Vol.6, pt 122-129), in cui si stima in 22,5 miliardi il mercato complessivo degli stupefacenti in Italia, di cui 12 miliardi di cocaina e 7,1 miliardi di cannabis: un terzo del totale. Peraltro - aggiunge Della Vedova - le stime danno il mercato di hashish e marijuana in aumento. A questo si deve aggiungere che, a differenza delle altre sostanze, sempre più la criminalità organizzata controlla tutta la filiera, gestendo le piantagioni illegali di cannabis: i narcos in casa, dunque. Un fiume di denaro 'cash' tutt'altro che 'ridicolo' e che alimenta la corruzione e inquina l'economia legale".

"La seconda obiezione - prosegue Della Vedova -: dice Gratteri che in una democrazia compiuta non si può pensare di rendere accessibili sostanze dannose per i cittadini. Al di là dell'impianto proibizionista generalizzato e delle sue conseguenze per Gratteri Stati Uniti, Canada o Svizzera non sono forse democrazie compiute?".

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