Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

"Cannabis Italia social club": Giachetti guida la sfida di duecento parlamentari

Mai nella storia della Repubblica un testo aveva raggiunto una così ampia convergenza: il 25 luglio alla Camera approda la proposta di legalizzazione della marijuana: "Per lo Stato vale come una Finanziaria da 8 miliardi di euro". Ecco cosa cambierà

Foto di archivio

A Roma e Milano, come in tutte le città d'Italia, apriranno "Cannabis shop" dove tutti i maggiori di 18 anni potranno acquistare legalmente la marijuana di Stato. E' uno dei punti della proposta di legge a firma del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti che il 25 luglio approderà nell'aula di Montecitorio per la prima storica discussione tra i deputati italiani.

"Sono sempre di meno, dentro e fuori dal Parlamento, a credere all'illusione di potere ridurre la diffusione delle droghe semplicemente proibendole" commenta Benedetto Della Vedova, attuale sottosegretario del Ministero degli Esteri e presidente dell'itergruppo parlamentare che dal 2015 è al lavoro tra Camera e Senato per arrivare ad un testo unico da portare in discussione in parlamento. "Il ministro Costa ha ribadito la nota contrarietà alla legalizzazione della cannabis. Ne parleremo nell'aula della Camera a partire dal 25 luglio. Se il ministro Costa vuole fare la sua battaglia proibizionista, la faccia. Si tratta di una iniziativa parlamentare promossa da un intergruppo trasversale di deputati e senatori, della gran parte dei gruppi, anche se non del suo".

Sono oltre 220 i parlamentari che hanno sottoscritto il testo che approderà in Aula prima della pausa estiva, rappresentanti di gruppi di maggioranza e opposizione: "insieme compaiono deputati e senatori di Sinistra Italiana, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, e Forza Italia. "I soli a non essere rappresentati nella lista  - chiariscono dall'enturage dell'intergruppo - sono gli onorevoli eletti da Fratelli d'Italia, NuovoCentrodestra e Lega Nord.

L'ELENCO DEI FIRMATARI

Il cammino della proposta di legge della cannabis italiana è iniziato nel marzo 2015 con una lettera che il sottosegretario agli Affari Esteri ha indirizzato ai parlamentari italiani sottolineando i risultati della regolamentazione della cannabis negli Stati Uniti, dove la marijuana è ormai un farmaco di riferimento per trattare ansia e mal di testa, e dove a novembre gli abitanti della California saranno chiamati ad un referendum per la legalizzazione dell'uso ricreativo della cannabis sul modello di altri stati come Oregon e Washington DC. 
Tra le carte presentate dai proponenti anche i virgolettati tratti dalla relazione antimafia del 2015 e 2016 dove la Direzione Nazionale Antimafia parla di come vengano impiegate risorse eccessive nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, e come gli stessi pusher vengano additati come "ladri di merendine".

REGOLAMENTARE PER CONTROLLARE. "A differenza di quanto dice il ministro Costa - spiega Della Vedova -non c'è alcuna contraddizione tra la scelta di combattere l'uso delle droghe e di prevenire la tossicodipendenza e quella di regolamentare giuridicamente il mercato di hashish e marijuana. Succede già per altri consumi - come quelli di tabacchi e alcolici - o comportamenti - come il gioco d'azzardo - che determinano, a differenza dei derivati della cannabis, forti fenomeni di dipendenza, ma che oggi nessuno mai penserebbe proibire, proprio per non consegnarne le vittime al mercato illegale e non regalare alle mafie straordinari profitti criminali".

LA PROPOSTA DI LEGGE

L'intergruppo sulla cannabis ha uniformato l'insieme delle proposte di legge depositate durante la legislatura presentato un testo alla commissioni affari sociali della Camera. Il testo, che approderà in aula sottoscritto da 220 deputati e 75 senatori va a normare l'intera filiera della cannabis stabilendo limiti e modalità per l'autocoltivazione, la commercializzazione e il possesso di sostanze cannabis derivate. 

Il legislatore ha pensato di introdurre un regime autorizzatorio per i produttori che segue la normativa sul monopolio dei tabacchi, con la creazione di "cannabis shop" in cui potranno essere vendute esclusivamente prodotti a base di cannabis, derivati da una filiera controllata, e sottoposti ad una tassazione uguale a quella dei tabacchi. "Per lo Stato - stimano dall'Intergruppo - si stimano introiti per 8 miliardi di euro".

IL POSSESSO. Sarà lecito passeggiare in strada con una quantità di cannabis per uso ricreativo pari a 5 grammi. In casa il possesso sarà innalzabile a 15 grammi. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

L'AUTOCOLTIVAZIONE. Sarà possibile coltivare fino a 5 piante di cannabis, in forma individuale: vale a dire che in casa sono consentite 5 piante per ogni residente, previa una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. 
I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.

CANNABIS SOCIAL CLUB. Per chi non ha il tempo o gli spazi per creare il proprio orto casalingo sarà possibile creare associazioni senza fini di lucro, per coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato, fino ad un massimo di 50 soci. 

LA VENDITA. L'istituzione di un regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio sarà autorizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche a soggetti privati. Il processo produttivo sarà tracciato e sottoposto al divieto di importazione e esportazione e vincolato alla sola vendita al dettaglio in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, sotto la vigilanza del Ministero della Salute. Nei cannabis shop sarà vietata la vendita ai minori.

FUMO VIETATO ALL'APERTO. Resterà vietato il consumo in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati, così come la guida sotto effetto di stupefacenti: la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica.

IL TESTO COMPLETO

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Cannabis Italia social club": Giachetti guida la sfida di duecento parlamentari

Today è in caricamento