Sabato, 5 Dicembre 2020
Politica

Cannabis legale, cosa prevede il progetto di legge

Dal possesso all'autocoltivazione fino alla regolamentazione dei cannabis social club, ecco cosa prevede la proposta di legge firmata da 220 parlamentari di tutti gli schieramenti politici che, dal primo ottobre, è stata inserita nei lavori della Camera

ROMA - Giovedì 1 ottobre. Una data a suo modo storica. Per la prima volta alla Camera ha fatto il suo ingresso la "cannabis legale". Si tratta, ovviamente, del progetto di legge promosso dall'intergruppo "per la legalizzazione della cannabis" guidato dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Entro tre mesi, quindi entro l'anno, la Camera dovrà dare il via libera ai lavori.

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Ecco, nel dettaglio, cosa prevede il progetto di legge. (SCARICA QUI IL TESTO

IL POSSESSO - Si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo – 5 grammi "in tasca" e 15 grammi a casa – non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

AUTOCOLTIVAZIONE - É possibile coltivare fino a un massimo di 5 piante di cannabis "di sesso femminile". È inoltre consentita la detenzione del prodotto ottenuto dalle piante coltivate. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.

CANNABIS SOCIAL CLUB - Per la coltivazione in forma associata è necessario costituire un'associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato. È possibile iniziare a coltivare decorsi trenta giorni dall’invio della comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. Anche in questo caso le comunicazioni sono protette dalle norme previste per i “dati sensibili” dal Codice Privacy.

LA VENDITA - È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali. La violazione delle norme del monopolio comporta, in ogni caso, l’applicazione delle norme di contrasto alla produzione e al traffico illecito di droga.

LUOGHI PUBBLICI - Si stabilisce un principio generale di divieto di fumo di marijuana e hashish in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto.

DIVIETO DI GUIDA - Come per l’alcol, la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Nel caso della cannabis, rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetroidrocannabinolo che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici, e non solo un consumo precedente che abbia esaurito il cosiddetto effetto “drogante”.
 

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