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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica

Cannabis, da Salvini solo "fumo": non può chiudere gli shop 'legali'

Lorenzo è un imprenditore che ha scommesso sul commercio della cannabis legale e ai microfoni di Today lancia un appello al ministro dell'Interno: "Salvini non combattere chi lavora"

"Salvini non combattere chi lavora, i veri problemi sono altri!". Ai microfoni di Today, parla Lorenzo, un imprenditore di Roma che ha scommesso sul commercio della cannabis legale: "La dichiarazione di guerra del Ministro degli interni sui ‘cannabis shop’ è solo fumo negli occhi per distrarre l’opinione pubblica dal caso Siri". 

Dopo la promessa di battaglia di Salvini contro tutti i negozi di cannabis light in Italia, arrivano le risposte dei piccoli commercianti che non si considerano spacciatori: "Il nostro è un lavoro legale che non c’entra niente con la droga". 

"Uno a uno, li chiuderemo tutti", ha detto il vice premier ma più che ultimatum sembra uno slogan elettorale in vista delle elezioni europee.  La direttiva ufficiale del Viminale non prevede la chiusura generalizzata dei "Cannabis shop" ma un giro di vite sui requisiti. Un più capillare monitoraggio delle rivendite. Una verifica sui prodotti  e in particolare sul rispetto dei limiti imposti dalla legge sulle quantità effettive dei principi attivi psicotropi. 

Ma chi sono i clienti tipo? Quali sono i prodotti a base di canapa che si vendono di più? È vero che l’accesso alla cannabis anche se legale avvicina i più giovani alle droghe? E le mafie, ci perdono o ci guadagnano? È un mercato in crescita che non coinvolge solo le attività commerciali ma anche quelle produttive del settore agricolo italiano. 

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