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Domenica, 28 Novembre 2021
Il dossier

Cento milioni di euro per tre cannoniere volanti: le folli spese della difesa italiana

Un progetto già accantonato dieci anni fa è stato riesumato dal ministero della difesa che chiede al Parlamento di approvarlo entro i primi di dicembre

Il ministero della Difesa ha riesumanto un vecchio progetto – già accantonato anni fa – chiedendo al Parlamento di approvare entro i primi di dicembre uno stanziamento da circa cento milioni di euro per portare avanti la trasformazione di tre C-27 nella versione MC-27J Praetorian, le cannoniere volanti.

Si tratta di veri e propri bombardieri tattici armati non solo di cannoni a ripetizione ma anche di bombe e missili. Attualmente le possiedono solo le forze aeree statunitensi, che ne fecero largo e indiscriminato uso in Vietnam, e quelle colombiane, che le hanno usate per bombardare i guerriglieri delle Farc. Recentemente se ne erano dotate anche le forze aeree giordane, salvo rivenderle pochi anni dopo. 

Dieci anni fa, in piena campagna afgana, lo Stato Maggiore della Difesa aveva pensato di trasformare alcuni aerei cargo dell’Aeronautica Militare, i C-27, in cannoniere volanti da destinare al supporto delle operazioni delle forze speciali. Nel 2013 (governo Letta, Mario Mauro alla Difesa) fu siglato un accordo con l’allora Alenia Aermacchi (oggi Leonardo) per lo sviluppo di un prototipo, dotato di solo cannone a ripetizione, che l’anno successivo fu consegnato alla 46^ Brigata aerea di Pisa e sottoposto ai primi test. Il progetto venne poi accantonato perché ritenuto non più prioritario.

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Stando alla documentazione ministeriale sottoposta alle Camere i velivoli non sarebbero solo armati dei micidiali cannoni a ripetizione Gau-23 Bushmaster prodotti dall’americana Alliant Techsystem (ATK) che sparano proiettili calibro 30 lunghi 17 centimetri a un ritmo di tre al secondo, ma anche di bombe e missili a guida integrata satellitare/laser (le bombe plananti Gbu-44/B Viper Strike della MBDA e i missili Agm-176 Griffin della Raytheon).

"È legittimo chiedersi quale sia oggi il requisito operativo che spinge la Difesa a volersi dotare di una macchina da guerra di cui nessun altro Paese al mondo avverte l’esigenza" si chiedono dall'osservatorio Milex sulle spese militari italiane.  

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