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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Il M5S vuole abolire il Canone Rai, la Lega approva ma ci va cauta: “Non smantellare il servizio pubblico”

Presentato un ddl abolire il canone Rai e eliminare il tetto pubblicitario. Dalla Lega fanno sapere di non essere contrari ma prendono le distanze: "Non asseconderemo mai nessuna operazione mirata a smantellare il servizio pubblico"

Abolire il canone Rai per “aiutare le famiglie italiane” ed “eliminare anche il tetto pubblicitario dando il via a una vera e propria concorrenza”. Questo il senso della proposta di legge presentata dal Movimento 5 stelle, spiegato in una nota da Gianluigi Paragone che l'ha presentato al Senato.

L’abolizione del canone, ha chiarito Paragone, “comporta l’inevitabile scelta di eliminare anche il tetto pubblicitario dando il via a una vera e propria concorrenza, che oggi non c’è, tra il servizio pubblico, Mediaset, La7 e tutti gli attori privati del mercato radiotelevisivo”.

Ritengo che il canone sia una tassa ingiusta e per questo vada abolita”, ha spiegato Maria Laura Paxia, che ha presentato il ddl alla Camera, e la proposta di legge “modifica anche i limiti di affollamento pubblicitari, equiparandoli a quelli delle televisioni private. In questo modo la Rai potrebbe essere competitiva nel mercato, mantenendo sempre però la sua funzione pubblica”.

Il M5s vuole abolire il canone Rai, la risposta della Lega

Posizioni simili a quelle della Lega, che però mostra una certa freddezza circa l’iniziativa degli esponenti del Movimento 5 Stelle. "L'operazione di togliere il canone agli italiani è una rivendicazione storica della Lega che però attualmente deve fare i conti con il piano industriale dell'ad Rai indicato dal Movimento Cinque Stelle, Fabrizio Salini, che immaginiamo sia stato coinvolto nel cantiere di questo progetto di legge”, ha spiegato all’Adnkronos il segretario in quota Lega della commissione di Vigilanza Rai Massimiliano Capitanio. “È naturale che la riduzione o l'abolizione del canone ci troverà sempre a favore. Siamo disponibili sin da subito a lavorare per raggiungere l’obiettivo – ha aggiunto Capitanio – È altrettanto evidente, però che non asseconderemo mai nessuna operazione mirata a smantellare il servizio pubblico né asseconderemo altre logiche di informazione che non siano mirate all'interesse del cittadino e del Paese. Non dimentichiamo che parte del canone è utilizzato per sostenere il fondo per il pluralismo dell'informazione".

Canone Rai, il sindacato non ci sta e snocciola i dati

Dal canto suo, il leader del sindacato dei giornalisti Rai Vittorio Di Trapani risponde al M5s elencando mettendo a confronto la situazione del canone per la tv di Stato italiana con quella degli altri Paesi Europei, lanciandosi nel factcheking con una serie di tweet.

“Quanto costa il canone a ogni cittadino? Italia (Rai) 29 euro. Germania (Ard-Zdf) 98 euro. Uk (Bbc) 72 euro. Francia (France Tv) 52 euro. Spagna (RTve) 38 euro. Dati noti a chi vuole ancora ridurre il canone?", ha scritto Di Trapani su Twitter, dove il riferimento dei 29 euro in media per ogni cittadino italiano deriva dal fatto che la Rai conta su 1,7 mld da canone e che i cittadini sono 60 milioni, mentre i 90 euro di canone sono calcolati a famiglia. Di Trapani si è soffermato poi anche sul rapporto tra incassi da canone e ricavi totali della Rai che, come noto, riceve anche soldi dalla pubblicità: “Quanto incide il canone sul totale dei ricavi? Rai 68%. Bbc 82%. Ard-Zdf 89%. France Tv 81%. RTve 89%. Dati noti a chi vuole ancora ridurre il canone?". Non solo, prosegue il leader dell’UsigRai: “Area Studi di #Mediobanca: dal canone lo Stato trattiene 340 milioni di euro. Dei 90 euro pagati dai cittadini solo 74,73 euro finiscono nelle casse della #Rai. Ovvero l'83% del totale. In Germania il 98%. In Uk il 98%. In Francia il 96%".

Il Canone Rai resta in bolletta anche per il 2019

Infine, Di Trapani ha twittato un commento sul rapporto tra lo share messo a segno e i soldi pubblici a disposizione delle tv pubbliche: “Quanto costa ogni punto di share? Rai 49 euro. Ard-Zdf 183 euro. Bbc 150 euro. France Tv 121 euro. RTve 72 euro. Dati noti a chi vuole ancora ridurre il canone?", come dire che la Rai fa in media il 36,5% di share con 1,7 mld di euro pubblici, mentre, per esempio, la Bbc fa il 31,5% di share con 4,4 mld di euro di soldi pubblici. In sostanza la Rai, con meno della metà dei soldi pubblici di cui dispone la Bbc, ottiene un risultato in termini di share più alto. Un vanto che l'Usigrai, soprattutto in giorni come questi, tiene a rimarcare.

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