Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Anac, Cantone non si dimette: nessuna rottura con il governo

Raffaele Cantone ha annunciato che non darà le dimissioni dalla presidenza dell'Anticorruzione. Previsto un colloquio con la Presidenza del Consiglio, il Viminale e Alfonso Bonafede

Raffaele Cantone. Ansa

Raffaele Cantone smentisce la notizia delle sue dimissioni dalla carica di presidente dell'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione. L'indiscreazione sul presunto addio di Cantone era stata riportata stamattina dal Corriere della Sera, che ha virgolettato anche alcune sue dichiarazioni sulla distanza dalle scelte politiche del governo M5s-Lega. Per il momento, dunque, il magistrato napoletano 55enne rimarrà alla guida dell'Autorità.

Anac, Cantone non si dimette

Nessuna rottura con il governo e nessuna intenzione di dimettersi, ma solo l'avvio di una procedura, dai tempi non brevi, in previsione del suo futuro post-Anac. E' quanto precisa Raffaele Cantone, commentando le indiscrezioni di stampa che lo volevano verso le dimissioni per gli attriti con il governo.

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"Non ho alcuna intenzione di dimettermi da presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione", ha detto infatti Cantone. "In merito ad alcune ricostruzioni di stampa, alcune delle quali mi attribuiscono concetti fuorvianti e parole che non ho mai pronunciato, tengo a precisare - prosegue Cantone - di aver presentato domanda al Csm per incarichi direttivi presso le Procure della Repubblica di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone la settimana scorsa, dopo una lunga valutazione di carattere squisitamente personale".

"Sapendo che i tempi del Consiglio superiore della magistratura non sarebbero stati brevi, era mia intenzione informare quanto prima gli esponenti dell'esecutivo con cui più intensa è stata la collaborazione istituzionale in questi mesi. Ieri sera, appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, ho chiesto immediatamente appuntamento al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Interno e della Giustizia, ai quali esporrò nei prossimi giorni le mie motivazioni. Resta inteso, ovviamente, che non ho alcuna intenzione di dimettermi da Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, come riportato da alcuni organi di stampa, tanto più che l'esito della deliberazione del CSM non è affatto scontato", conclude.

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