Domenica, 13 Giugno 2021
POLITICA E TV

Casamonica-show a "Porta a Porta": tutti contro Bruno Vespa

Tutti all'attacco del giornalista dopo la puntata in cui hanno trovato posto la figlia e il nipote di Vittorio Casamonica. Da Marino al Pd romano, passando per Grillo e Sel, il dibattito infuria anche per i corridoi di viale Mazzini. Il centrodestra invece difende e attacca

Un'ora di televisione in seconda serata ha creato un terremoto politico. Perché per sessanta minuti la famiglia Casamonica ha preso possesso delle poltrone bianche di "Porta a Porta", tradizionalmente considerato il salotto buono della tv di Stato (per non parlare di chi la definisce la "terza Camera" del Paese), per la puntata che Bruno Vespa ha dedicato al chiacchierato funerale-show del capoclan Vittorio, celebrato il mese scorso nel fasto e nelle polemiche, tra petali di rose lanciate dall'elitocottero e la musica de "Il padrino".

Una puntata che ha fatto grandi numeri, superiori persino alla precedente, quella che ha visto ospite il premier Matteo Renzi, ma anche e soprattutto una vetrina che non è piaciuta a nessuno. Non ai critici televisivi (l'antennato Riccardo Bocca su L'Espresso non usa mezzi termini: "Vergogna"), non ai telespettatori che hanno lasciato commenti di fuoco sui social network e nemmeno ai politici, a partire dal sindaco di Roma Ignazio Marino.

"Grave" e "paradossale" è infatti secondo il primo cittadino della Capitale la "partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai" della figlia e del nipote di Vittorio Casamonica (accompagnati da un avvocato). 

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Se l’indecorosa messa in scena a piazza Don Bosco aveva trovato i responsabili dell’ordine pubblico impreparati e sorpresi, per un difetto di informazione, questa volta la ‘rappresentazione’ è stata studiata a tavolino. E dunque è senza scusanti. Tutto ciò non è accettabile in un servizio pubblico, specie in considerazione della gravità del rischio mafioso che grava sulla città e delle minacce che subiscono quanti a Roma sono impegnati in prima persona contro le mafie 

Marino stavolta non è da solo. Con lui c'è tutto il Pd romano, ma anche Sel e M5S e persino il Codacons. "Presenterò una interrogazione ai vertici della Rai per chiedere immediati chiarimenti", ha annunciato il presidente della commissione parlmentare di Vigilanza, il grillino Roberto Fico. "La puntata di 'Porta a Porta' sui Casamonica lascia sconcertati - dice il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione parlamentare di Vigilanza - e configura una potenziale violazione del contratto di servizio della Rai. I nuovi consiglieri di amministrazione, che hanno anche conoscenze dirette della deontologia giornalistica a partire dalla presidente, si esprimano subito". Critico anche Nicola Fratoianni di Sel: "Se questo è il nuovo corso della tv pubblica... La presidente Maggioni dovrebbe intervenire. Di certo porterò la questione in commissione parlamentare di Vigilanza". Non meno critici i grillini: "Ospitare i Casamonica nel salotto di Bruno Vespa è un messaggio diseducativo e va contro la mission del servizio pubblico. La Rai intervenga, spiegando alla commissione di Vigilanza Rai perché è stato fatto l'ennesimo elogio di un clan criminale". Sul blog di Beppe Grillo i toni si scaldano: si parla di "oltraggio agli italiani" e la Rai viene definitiva "servizio pubblico paramafioso".

Con Vespa si schiera però il centrodestra. Fabrizio Cicchitto, Ncd, si dice "esterrefatto di fronte agli attacchi rivolti" al giornalista. "Credevo infatti che l'attività giornalistica fosse quella di far conoscere le molteplici facce della realtà e i protagonisti di essa, anche quelli più negativi e repellenti", dice l'esponente alfaniano. La Lega, dal canto suo, afferma per bocca di Davide Caparini, responsabile comunicazione del Carroccio: "I Casamonica in tv? Sono il segno evidente del fallimento dell'antimafia targata Pd, nessuno addossi colpe inesistenti a Bruno Vespa".

Si infiammano anche i corridoi di viale Mazzini. L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, si rivolge direttamente alla dirigenza: "Chiediamo ai nuovi vertici quale Rai servizio pubblico vogliano? Quali messaggi il servizio pubblico deve dare ai cittadini? Qui la questione non è censurare, ma scegliere quale Paese raccontare e come". Pronta la risposta dei vertici, da due opposti punti di vista. Guelfo Guelfi, membro del Cda vicino al Pd, punta il dito contro il ricorso alla "morbosità" per fare "ascolto", mentre Arturo Diaconale, consigliere d'amministrazione in quota centrodestra, difende Bruno Vespa e la sua decisione di ospitare i Casamonica perché "rientra nell'autonomia decisionale giornalistica" e quindi si chiede: "Perché dovrebbe essere così tanto scandalo?".

In serata, lo stesso Vespa ha replicato agli attacchi, difendendosi: "Io lavoro al servizio pubblico da quando sono nato professionalmente e io credo che il servizio pubblico debba trattare di tutto. Il problema - ha sottolineato il giornalista Rai - è come le questioni vengono trattate. Io ritengo che abbiamo trattato la vicenda Casamonica come andava trattata". E ancora: "Biagi ha intervistato Sindona e Buscetta ed erano mascalzoni di caratura ben maggiore" di Vera e Vittorino Casamonica. Così come di "Santoro che intervista Ciancimino, noto galantuomo, nessuno si è lamentato", ha aggiunto Vespa, chiosando: "Lasciateci fare il nostro mestiere".

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