Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica Bari

"Riorganizzazione del disciolto partito fascista", indagati 27 militanti di Casapound

Il 21 settembre militanti di CasaPound avevao aggredito alcuni manifestanti ad un corteo antirazzista con sfollagente, manubri da palestra, manganelli e cintura dei pantaloni. Per la procura di Bari fu un'aggressione "di ideologia fascista"

Trentacinque persone indagate e sequestro preventivo per la sede di Casapound barese: questo il provvedimento, disposto dal tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, eseguito nell'ambito delle indagini relative all'aggressione squadrista avvenuta lo scorso 21 settembre quando alcuni manifestanti che avevano partecipato ad un corteo antirazzista e antifascista furono aggrediti da militanti del movimento di estrema destra.

Le perquisizioni effettuate lo scorso 5 ottobre avrebbero consentito il rinvenimento di alcuni oggetti utilizzati per l’aggressione. Gli inquirenti avrebbero infatti ritrovato nella sede del movimento di estrema destra quattro manubri da palestra indicati dalle stesse vittime tra gli strumenti utilizzati dagli aggressori.

Casapound: 27 indagati, sequestrata la sede barese

A conclusione delle indagini condotte dalla Digos e coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, risultano indagati 28 militanti di Casapound, ai quali sono contestati i reati di "riorganizzazione del disciolto partito fascista" e "manifestazione fascista". In particolare, la Procura contesta di "aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista e di aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica". Di questi, dieci militanti sono ritenuti gli autori materiali dell'aggressione.

Indagati anche sette militanti dell'Ex Caserma Liberata per violenza e minacce nei confronti di pubblici ufficiali appartenenti alle Forze dell’Ordine: secondo le indagini, appresa la notizia dell’aggressione, "con l'obiettivo di raggiungere la sede di Casapound per entrare in contatto con gli antagonisti, non avevano esitato ad aggredire, a loro volta, le Forze di Polizia intervenute per ristabilire l’ordine".

Video: l'aggressione ripresa dalle telecamere

Nell'aggressione del 21 settembre rimasero ferite tre persone: Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista, Antonio Perillo, assistente parlamentare dell'eurodeputata Eleonora Forenza, anche lei presente al momento dell'aggressione, e Claudio Riccio di Sinistra Italiana.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, quella sera i dieci militanti di CasaPound, dinanzi alla sede di via Eritrea, "in esecuzione di un medesimo disegno criminoso giustificato dalla ideologia fascista" con "sfollagente, manubri da palestra, manganello telescopico, cintura dei pantaloni" e con premeditazione, hanno causato lesioni personali ad almeno quattro manifestanti. Dopo l'aggressione un gruppo di manifestanti antifascisti, compagni delle vittime, avrebbero minacciato e colpito con calci, pugni e spintoni poliziotti e carabinieri intervenuti per sedare gli animi e contenere il tentativo di sfondamento del cordone".

Chi sono i "fascisti del terzo millenio"

Casapound è un partito politico italiano costituito nel giugno 2008 come associazione di promozione sociale in continuità con l'occupazione abusiva di uno stabile avvenuta il 26 dicembre 2003 nel rione Esquilino di Roma e la nascita di CasaPound, primo centro sociale di ispirazione fascista. Il centro sociale ha un suo gruppo musicale di riferimento, gli Zetazeroalfa, una compagnia teatrale (Teatro non conforme F. T. Marinetti) e una web radio (Radiobandieranera).

Ulteriori occupazioni, mobilitazioni e iniziative, originariamente limitate a Roma e successivamente estese su tutto il territorio nazionale, hanno connotato CasaPound come un vero e proprio movimento politico. 

Alle Elezioni Europee 2014 CasaPound sostenne l'elezione nella Circoscrizione Italia centrale del leghista Mario Borghezio, ma il rapporto di collaborazione con la Lega Nord fu successivamente interrotto per divergenze politiche. Alle elezioni politiche 2018 Casapound ha ottenuto oltre 310mila preferenze mentre nel novembre 2017 CasaPound è entrato in consiglio ad Ostia.

La replica di Casapound

"Le accuse dei pm contro la sezione di CasaPound Bari non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti e sembrano a tutti gli effetti motivate da un pregiudizio politico". Così il segretario di CasaPound Italia, Simone Di Stefano, commenta il provvedimento del tribunale di Bari che ha disposto la chiusura della sede barese di CasaPound in seguito ai fatti del 21 settembre scorso.

"In quella giornata noi fummo gli aggrediti e non certo gli aggressori: il contatto avvenne infatti nei pressi della nostra sede, in un punto della città in cui i militanti antifascisti non avevano alcuna ragione di passare, se non quella di attaccare Cpi. Un incidente a lungo cercato dall’estrema sinistra, anche nelle settimane precedenti, e infine trovato grazie alla preponderante superiorità numerica dovuta alla manifestazione anti Salvini di quel giorno".
"Le perquisizioni hanno dato tutte esito negativo, tanto che ci si è dovuti attaccare a dei manubri da palestra per tenere in piedi il teorema del ‘covo di picchiatori’. Lo stesso dicasi per la copia del Mein Kampf sbattuta a effetto sui titoli dei giornali, ma che non è stata trovata in sede, bensì nella biblioteca personale del padre (peraltro non indagato) di un nostro militante, trattandosi del resto di un testo liberamente venduto in commercio".

Quanto all’accusa di ricostituzione del Partito fascista, Di Stefano precisa: "Si tratta di una questione già abbondantemente chiarita: CasaPound non vuole ricostituire alcunché, si presenta regolarmente alle elezioni e persegue la via democratica per far valere le proprie idee. La violenza non fa parte dei metodi politici di Cpi, che si limita a difendere la propria agibilità politica quando diventa bersaglio degli attacchi armati dell’antifascismo militante, quello sì eversivo e violento".

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