Venerdì, 22 Ottobre 2021
Ansia Carroccio

Caso Luca Morisi: la versione dell'escort e la grande paura di Salvini per il voto di domenica

L'ex spin doctor della Lega è pronto a spiegare cosa è avvenuto a casa sua nella barchessa di Belfiore tra il 13 e il 14 agosto. Il racconto del modello. Il Carroccio teme l'effetto sui risultati delle elezioni comunali del 3-4 ottobre. Le divisioni nel partito ci sono e da ben prima del caso: c'è chi parla di "congresso" all'orizzonte

Terremoto Morisi sulla Lega: è un rischio, non un dato di fatto. Ma il Carroccio teme l'effetto del caso sui risultati delle elezioni comunali del prossimo weekend. Le divisioni nel partito, come vi abbiamo raccontato in passato, ci sono e da ben prima del caso Morisi, al punto che c'è chi parla di "congresso" non così lontano in futuro. Decisivo potrebbe essere il risultato del voto di domenica prossima per gli equilibri interni.

Luca Morisi è pronto "a spiegare"

Luca Morisi è pronto a spiegare cosa è avvenuto a casa sua nella barchessa di Belfiore tra il 13 e il 14 agosto: la presenza di cocaina e le accuse dei due ragazzi romeni. 'Piena disponibilità a chiarire tutti gli aspetti', dice il legale dell'ex spin doctor della Lega, negando che sia stato lui a cedere la droga e ribadendo 'l'irrilevanza penale' della sua condotta. Una versione che contrasta con quella di uno dei ragazzi:"Quella notte mi ha distrutto la vita, la droga dello stupro era sua. Sono stato male e sono andato dai Carabinieri", dice in un'intervista a Repubblica e al Corsera.

Parla il ragazzo escort del caso Morisi

"Entrambi abbiamo profili sia su Instagram sia su Grindr, i nostri numeri sono su alcuni siti di escort gay - ha detto il giovane - Sinceramente non so quali canali abbia scelto per contattarlo. So soltanto che il mio amico a un certo punto mi chiama e mi dice che questo Morisi ci vuole incontrare". Stabliscono una cifra: "4mila euro, per andare da Milano a Belfiore e passare con lui una giornata". Prima di partire da Milano, continua, "il mio amico ha ricevuto da Morisi un bonifico di 2.500 euro. A me ne ha dati in contanti 500: aveva un debito da saldare con me perché ho sulla mia partita Iva il contratto del suo telefono. Dopo il bonifico, andiamo a Belfiore. Il secondo bonifico non è mai arrivato".

L’ex guru dei social della Lega viene definito come "molto gentile" e il ragazzo racconta di aver trascorso con lui "circa 12 ore insieme o forse qualcosa di più". Non ricorda con precisione perché, aggiunge, "di quella notte ho ricordi annebbiati, ho perso in parte la memoria per ciò che è successo…". Poi i dettagli della serata: "All’inizio ci siamo divertiti tutti, e ci siamo drogati. La roba ce l’ha offerta Morisi. Non era la prima volta che lo facevo, ma non mi è mai capitato di sentirmi così male…". Il modello definisce le sue condizioni di quella notte come "strafatto" e aggiunge: "Mi ha preso male e a un certo punto, non so dire dopo quanto tempo, volevo andare via perché non mi sentivo bene. Ma gli altri due mi hanno detto di no…".  Poi l'intervento dei carabinieri: "Sono scappato! Mi hanno visto tutti. Lo possono testimoniare i filmati delle telecamere di sorveglianza. Sono fuggito e ho chiamato col cellulare i carabinieri". 

Stava male, è "corso fuori" e "prima il mio amico romeno e poi Morisi mi hanno seguito". Spiega di "non ricordare bene" se a piedi o in macchina: "Ho visto l’auto nera dei carabinieri che veniva incontro a me. I carabinieri si sono fermati: c’eravamo io, il mio amico e Morisi. Ho raccontato cosa era successo, ho detto che da Morisi avrebbero trovato della droga e che ero disposto ad accompagnarli lì. Gli ho anche mostrato la boccetta con il Ghb, la droga dello stupro". Un flacone che, spiega ancora il 20enne, "era nel cruscotto della macchina con cui siamo arrivati". Sostiene di non averla portata lui, di "non sapere" se l’avesse portata l’amico: "A me l’ha data Morisi e non so dire perché fosse finita in macchina”. Il racconto è confuso. Poi la perquisizione: "C’erano i piatti con la cocaina sopra. Sono stato io a indicare ai carabinieri la libreria al primo piano dove Morisi la teneva: lo sapevo perché durante la serata più volte era andato lì a prenderla". Ora è tornato in Romania e quella sera gli ha "rovinato la vita", sostiene.

Ci sono due Leghe?

Si stanno creando due Leghe distinte, una di Salvini e una di Giorgetti, sullo sfondo di una vicenda che lascerà inevitabilmente qualche strascico? "Mi risulta poco credibile che Giorgetti prenda una strada diversa da quella di Salvini, che è stato eletto con la stragrande maggioranza dei voti" dice lo storico dirigente della Lega, ex ministro e senatore, Roberto Castelli.

"La Lega si misura sulle cose e non sugli schieramenti, se ragioniamo sul fatto che i governatori siano più favorevoli al green pass rispetto a Salvini questa è una cosa che ci sta, siamo in un grande partito. Io stesso - ha proseguito a Rai Radio1 Castelli - da vecchio leghista vorrei che la Lega combattesse di più per la questione settentrionale e per l'autonomia". Quanto alla vicenda Morisi, "stando a quanto apprendiamo dai giornali questa cosa nasce il 15 agosto, allora perché viene fuori ora a pochi giorni dalle elezioni?", si chiede Castelli. Da dove sono uscite queste notizie secondo lei? "E' chiaro che è uscito da qualcuno che aveva in mano gli atti, da qualcuno che aveva accesso agli atti".

Luca Morisi: il caso scuote la Lega prima del voto

I distinguo in casa Lega dei giorni scorsi danno il polso di una certa sindrome di “accerchiamento” che si respira, e di fatto hanno messo in una posizione complicata il partito. Se dopo la grande avanzata alle scorse elezioni europee il voto dovesse consegnare al Carroccio un risultato negativo, tramonterebbe forse l’obiettivo di una forza a dimensione nazionale sognata da Salvini.

Alle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre non c'è in gioco la Lega e il risultato non cambierà le gerarchie nel centrodestra. E' questo il senso di quanto raccontato ieri da Matteo Salvini a margine di un incontro con gli abitanti del quartiere San Siro a Milano. A chi gli ha chiesto se qual è la posta in gioco per la Lega alle Comunali, Salvini ha replicato: "Non c'è la Lega in gioco, ma le città in cui si vota. io ho una certezza: che da settimana prossima avremo più sindaci rispetto a quanti ne abbiamo oggi. Nelle elezioni amministrative chi vince e chi perde lo si giudica contando i sindaci che uno aveva prima e quanti ne ha dopo.
Banale ma lapalissiano". Alla domanda se il risultato potrebbe cambiare le gerarchie del centrodestra, Salvini si è limitato a replicare con un secco: "No".

"Aspettiamo lunedì 4 ottobre e i ballottaggi - ha aggiunto il leader leghista - Spero di portare a casa già al primo turno alcuni sindaci che adesso sono in mano alla sinistra, come Varese, e alcune città che non sono state mai governate dalla Lega, come Torino. Come milanese è quello di avere un ottimo risultato come Lega e centrodestra al primo turno e poi i milanesi decideranno al ballottaggio tra Bernardo e Sala". Ma gli occhi sono puntati su Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli: un risultato della Lega inferiore al 20 per cento, magari non di poco, aprirebbe nuovi scenari, a prescindere da eventuali vittorie in altre città più piccole. Va sottolineato come il centrodestra, secondo tutti i principali istituti di sondaggi, già prima del caso Morisi, rischiasse batoste in tutti i suddetti centri metropolitani più grossi al voto.

Matteo Salvini avverte chiaramente il problema ed è quindi tornato a lamentarsi del fatto che "da alcuni giorni si parla nella vita privata di un ragazzo di 48 anni che non ha commesso reati, stando al suo avvocato". Sulla coincidenza fra le elezioni amministrative in programma in questi giorni e le notizie sull'inchiesta per droga, ospite di Zona Bianca su Rete4, chiosa: "Lei ha fatto una domanda intelligente che in sé contiene la risposta, l'analisi la lascio a chi sta davanti al televisore al di là delle simpatie politiche". "Non esistono droghe buone - ha aggiunto - lo voglio urlare fuori dal televisore e mi arrabbio con i miei colleghi parlamentari di sinistra o con quei cantanti con quegli attori che vogliono legalizzare le droghe liberalizzare le droghe distribuire le droghe. No, mai, mai col mio consenso la droga è morte. La mia battaglia contro ogni tipo di droga è ancora più forte dopo questi giorni" . La sua prima reazione, quando ha appreso della vicenda che ha coinvolto il suo ex collaboratore, è stata di "dispiacere per lui perché si è fatto del male, se è vero quello che si legge", ha affermato Salvini. "Nei confronti dei venditori di morte - ha aggiunto - io sono una bestia, sono cattivo. Da papà, chi vende la droga a ragazzini di 12 anni, perché purtroppo a questo siamo arrivati, è un criminale. Chi abusa di alcol o di droga fa del male a se stesso e quindi cerco di capire, cerco di aiutare nei liimti del possibile. Ma queste sono vicende personali, non capisco gli attacchi alla Lega, a Salvini, se a sinistra sono messi così male... mi ricorda gli attacchi che ha subito una persona che oggi ha fatto 85 anni, un grande, Silvio Berlusconi, su di lui ne hanno fatte e dette..."

La doppia morale dei moralisti al potere

Caso Morisi, il rapporto tra politica e morale

"Morisi non deve scusarsi per quello che é emerso negli ultimi quindici giorni ma per tutto quello che ha fatto prima: perché c'è un rapporto tra politica e morale, perbacco! Non si possono avere doppie o triple morali. E tutta questa destra deve metterselo in testa" commenta Pierluigi Bersani (Articolo 1), commentando a Otto e mezzo su La7 la vicenda giudiziaria che ha investito l'ex social media manager della Lega.

"Morisi non è il leader della Lega. E' Salvini che risponde della linea politica della Lega. E la sua incorenza politica non è la prima volta che viene fuori. Ho lavorato oltre un anno con lui e ho notato incorenza su vari fronti". Così il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha commentato ieri sera il caso Morisi. "A me interessa parlare e discutere di politica, Non voglio strumentalizzare questa vicenda", ha aggiunto Conte che ha precisato: "La vicenda Morisi è una vicenda personale, vedremo a cosa porteranno gli accertamenti della magistratura. Mi dispiace se sarà confermato che Morisi ha problemi con la droga, in questo caso gli auguro di uscirne".

Secondo Alessandro Zan, relatore del ddl contro l'omotransfobia, riguardo al caso che coinvolge Luca Morisi, è da evidenziare "la doppia morale. L`ipocrisia.
La paura di essere sé stessi". "Il sovranismo reazionario e il patriarcato sono macchine di infelicità. Ma qui ciò che conta è il dato politico", afferma in un'intervista a Repubblica. "Contro il mio ddl è stata fatta una campagna ideologica. I leghisti hanno presentato 700 emendamenti per bloccare la legge che punisce i crimini d`odio: l`ostruzionismo ora perde di credibilità", sottolinea Zan. Si può essere gay e avere dubbi contro la sua legge, o no? "Verissimo", conferma. "Ma quando sei costretto a nasconderti, perché il tuo partito fa battaglie contro la comunità Lgbt, non sei libero di esprimerti".

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