Domenica, 11 Aprile 2021

I ristoratori scrivono a Castelli: "Mai chiesto clienti al governo, ma aiuti concreti e promesse mantenute"

Lettera aperta di numerosi operatori del settore dopo le polemiche suscitate dalle dichiarazioni della viceministra dell'economia: "In questo momento non abbiamo bisogno di sentirci dire nulla di tutto questo, abbiamo bisogno che turismo e mobilità torni a vivere nelle nostre vie"

La viceministra dell'Economia Laura Castelli durante una seduta alla Camera ANSA/FABIO FRUSTACI

Non si placa la polemica dopo le frasi sui ristoratori della viceministra dell'Economia Laura Castelli. Nel corso di un intervento al Tg2Post Castelli aveva ascoltato lo sfogo di un ristoratore in crisi sottolineando però come la nuova situazione creata dalla pandemia di coronavirus mettesse tutti di fronte a uno spostamento di domanda e offerta, compresi gli operatori di quel settore che dovrebbero quindi mettere in conto di poter anche cambiare attività qualora non ci fossero più le condizioni.

"Se la gente non va più al ristorante bisogna aiutare l'imprenditore a fare un'altra attività" e sostenerlo anche nella sua creatività" per muoversi su "nuovi business". Dichiarazioni che hanno fatto sollevare più di qualche sopracciglio e a cui ora hanno risposto numerosi ristoratori italiani con una lettera aperta.

"Se si sbagliano i tempi e i modi si fa danno. Per noi il commento del viceministro al servizio mandato in onda dal TG2 è bocciato. Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare", dicono i ristoratori. "Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto. Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un importante colonna economica italiana ( 13% del Pil)".

Castelli era stata subito attaccata dal centrodestra, con Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia che ne hanno chiesto le dimissioni. Dopo le polemiche lo staff della viceministra ha smentito alcuni virgolettati a lei attribuiti da alcuni giornali per sintetizzare il suo pensiero ("I ristoranti? Chiudano", "Pochi clienti, trovino un altro lavoro", "Non hanno più clienti? Allora cambino mestiere", "Siete in crisi? Cambiate lavoro", secondo la nota dell'ufficio stampa). 

Ristoratori scrivono a Castelli: "Non abbiamo mai chiesto clienti al governo"

"I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture", si legge nella lettera. "Molte attività, hanno riaperto con la consapevolezza di ricominciare in una situazione emergenziale, dove gli incassi non coprono i costi".

"Con il coraggio e lo spirito di sacrificio che sempre contraddistingue la nostra categoria - scrivono i ristoratori - abbiano scelto di voler continuare a regalare una serranda alzata in città, di voler essere vicini ai nostri collaboratori, per sopperire ad uno Stato che ha lasciato nell'incertezza centinaia di migliaia di lavoratori del settore. Nonostante tutto troviamo la positività e la dignità di non mollare e tentare di preservare occupazione e conservare la tradizione enogastronomica, elemento trainante del Made in Italy", proseguono i ristoratori, tra cui Gianfranco Vissani, che già ieri aveva duramente criticato Castelli: "Dovrebbe cambiare mestiere lei", aveva replicato.

"Abbiamo chiesto aiuti concreti e sufficienti a salvaguardare le nostre attività, disposti a farci carico di ulteriori indebitamenti non voluti e non previsti che toglieranno altri anni nostra volontà di crescita, sviluppo ed innovazione. Ci siamo solo ritrovati con un pacchetto di promesse su promesse ancora non mantenute. A tutto ciò cosa si aggiunge l'incapacità della comunicazione politica. Mai ci saremmo aspettati una dichiarazione del vice ministro Castelli totalmente fuori focus", ribadiscono i firmatari della lettera Gianfranco Vissani con gli aderenti a numerose associazioni come Treviso Imprese Unite, Ristoratori Milanesi, Associazione ristoratori valle Camonica e Associazione pubblici esercizi alta valle Camonica, Associazione ristoratori Gussago Franciacorta, Associazione Palazzolese Enogastronomica, Movimento impresa Lombardia Liguria Riparte, Ristoratori Emilia Romagna, Ristoratori Toscana, Futuro Ho.re.ca Pisa, RistorItalia, Horeca Ciociaria, Associazione Commercianti per Salerno, Movimento Impresa Puglia, Aios , ARTHoB.

"La politica ha la responsabilità di dire cose giuste, nel modo giusto e con le parole giuste"

"Da quando è cominciata l'era dell'impresa 4.0 avete propinato alle aziende digitalizzazione, robotica, e-commerce, app tecnologiche, ecologia, monopattini, delivery e tanto altro, ma nulla di tutto questo - dicono i ristoratori - rappresenta l'essenza dei principi fondamentali della ristorazione fatto di ospitalità, accoglienza e relazione. Ci volete vedere mangiare tutti davanti al Pc in smartworkig? Così siete liberi di ingabbiarci a casa e negli uffici e lasciare le città in balia del degrado e delle attività clandestine".

"Senza lavoratori, senza studenti, senza turisti migliaia di alberghi, musei e pubblici esercizi a breve abbasseranno le proprie serrande per non rialzarle più. La politica non è show ma ha la responsabilità di dire cose giuste, nel modo giusto e con le parole giuste. Gli chef ed i ristoratori, dopo gli artisti sono la categoria più creativa che ci sia", affermano. 

"Caro ministro Castelli - concludono infine rivolgersi direttamenti alla viceministra - non abbiamo bisogno di aiuti per cambiare modo di fare le nostre attività. Non si risolve il problema invitando aziende non convertibili a convertirsi in altro. Non sforzatevi ad analizzare il mercato che cambia nella domanda ed offerta, lo sappiamo fare bene anche noi. In questo momento non abbiamo bisogno di sentirci dire nulla di tutto questo, abbiamo bisogno che turismo e mobilità torni a vivere nelle nostre vie. Abbiamo bisogno che portiate a termine le vostre promesse poi parleremo se vorrete della Ristorazione 4.0". 

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