Giovedì, 24 Giugno 2021
Il caso

Mafia Capitale, la Camera "salva" il sottosegretario Castiglione

Castiglione è indagato per turbativa d'asta nell'inchiesta sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo. Sel: "Il Pd salva Castiglione per salvare il governo"

Il sottosegretario all'Agricoltura Giuseppe Castiglione (Infophoto)

ROMA - Respinte le tre mozioni di sfiducia presentate da Sel, Movimento 5 Stelle e Lega: la Camera ha "salvato" Giuseppe Castiglione, sottosegretario all'Agricoltura. L'esponente del Nuovo centrodestra è indagato per turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo.

La mozione del Movimento 5 Stelle ha avuto 108 voti favorevoli e 304 contrari; quella di Sel 92 sì e 303 no; infine quella targata Lega ha avuto 86 voti favorevoli e 306 contrari.

"Per salvare Castiglione (e quindi Alfano) il Pd ha sotterrato la questione morale. Sono passati da Berlinguer a Carminati!", ha commentato su Twitter Alessandro Di Battista (M5S). Prima della votazione il capogruppo del Partito democratico alla Camera, Ettore Rosato, aveva invitato i colleghi a mantenere l'unità.

"Il Pd – dichiara il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto – salva Castiglione per salvare il governo. Lo fa ignorando il lavoro della magistratura che sta squarciando il velo di un sistema affaristico sull’utilizzo criminale di risorse pubbliche destinate all’accoglienza dei richiedenti asilo". "Una vergogna – aggiunge – che contribuirà ulteriormente a rafforzare il populismo di chi specula sulla pelle dei migranti e dei richiedenti asilo. Tutto questo perché il partito di Alfano, di cui Castiglione è il plenipotenziario per la Sicilia, è uno degli azionisti di maggioranza del governo Renzi". 

LE ACCUSE - Da marzo il nome di Castiglione è iscritto sul registro degli indagati della procura di Catania: il reato contestato è turbativa d’asta e s’inserisce nella complessa inchiesta sull’appalto da quasi cento milioni di euro per la gestione del Cara di Mineo. Un’indagine nata da Mafia Capitale, che da Roma arriva a svelare la rete di rapporti sorti intorno agli affari del centro richiedenti asilo in provincia di Catania. Prima di essere nominato sottosegretario, Castiglione era il presidente della provincia etnea e quindi ricopriva il ruolo di soggetto attuatore del centro richiedenti asilo più grande d’Europa, ora commissariato dalla prefettura, dopo che il presidente dell’Anticorruzione Cantone aveva bollato quella gara d’appalto come “illegittima”. 

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