Il cdm riservato di Conte "in volo" per evitare la procedura d'infrazione

I conti pubblici preoccupano il governo ma la manovra correttiva slitta a lunedì. Intanto Tria presenterà a Moscovici, in via informale, la proposta dell'Italia per evitare la procedura in vista della riunione della Commissione Ue del prossimo 2 luglio

Lasciare la partita aperta fino all'ultimo minuto utile. Inserendo nuove poste, se necessarie, in assestamento di bilancio - slittato a lunedì prossimo - con interventi ad hoc da inserire nel consiglio dei ministri che si terrà alla vigilia della riunione della Commissione Ue fissata per martedì e chiamata a pronunciarsi sul debito italiano.

Questa la strategia che il premier Giuseppe Conte ha deciso rinviando il cdm a lunedì, con l'obiettivo di presentarsi a Palazzo Chigi con nuovi spazi di manovra da assicurarsi nel giro di incontri che terrà ad Osaka, a margine del G20.

Sono queste le settimane più calde del governo legastellato: l'apertura di una procedura di infrazione getterebbe il paese in territorio inesplorati. Stasera il premier ne discuterà con il ministro dell'Economia Giovanni Tria sullo stesso volo Roma Osaka.

Debito pubblico, "fardello" da 39mila euro a testa 

Insieme Conte e Tria avranno tempo per studieranno le mosse necessarie ad evitare il temuto cartellino rosso sui conti pubblici. Resta la convinzione di poter scongiurare in extremis la procedura di infrazione. Il responsabile di via XX Settembre, riferiscono fonti del Mef, venerdì presenterà, in via informale, la proposta dell'Italia per evitare la procedura a un incontro che si terrà ad Osaka tra i ministri finanziari europei, a margine del G20. Incontro a cui parteciperà anche il commissario Ue, Pierre Moscovici.

Incontri al G20 di Osaka per cercare di chiudere la trattativa con Ue. Secondo quanto si apprende, infatti, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria incontrerà in Giappone i suoi omologhi e il Commissario Ue, Pierre Moscovici per cercare di trovare un accordo in vista della riunione della Commissione Ue del prossimo 2 luglio.

Tasse mai così alte dal 2015, e cresce il debito: Istat e Corte dei Conti picconano il Governo

Intanto oggi la Corte dei Conti ha fatto luce sulla  gravità della "malattia italiana". Come ha spiegato il procuratore generale Alberto Avoli il debito pubblico attuale finirà col colpire le generazioni future "forse addirittura tre o quattro, violando quel patto intergenerazionale che la Corte costituzionale ha avvertito essere un preciso valore tutelato dalla medesima Carta".

Stabilità finanziaria e riassorbimento del debito: questa la via maestra tracciata dai giudici contabili nella Relazione sul Rendiconto Generale dello Stato 2018 in cui si pongono particolari attenzioni alle nuove politiche di spesa del Governo. Il tutto nel giorno in cui l'Istat conferma un sentore comune: la pressione fiscale aumenta ancora, di 0,3 punti percentuali rispetto ad un anno fa. Un dato preoccupante che pone l'accento sulla necessità di percorrere una strada di diminuzione delle tasse che oggi hanno portato ad una pressione fiscale pari al 38%.

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