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Domenica, 19 Maggio 2024
Il caso

"Questo il prezzo del pensiero": il messaggio di Scurati che rompe il silenzio dopo la censura Rai

Non c'è Antonio Scurati in studio a CheSarà su Rai3. Ma il suo monologo sul 25 aprile bloccato dalla Rai a 24 ore dalla messa in onda viene letto integralmente, in apertura di puntata, dalla conduttrice Serena Bortone

Serena Bortone, che avrebbe dovuto ospitare lo scrittore Antonio Scurati nel suo programma su Rai3 "CheSarà", ha letto in diretta il monologo scritto dal pluripremiato scrittore e giornalista dedicato al 25 aprile e al centesimo anniversario dell'omicidio Matteotti. Un testo che sarebbe stato valutato come inappropriato dalla dirigenza Rai poiché ritenuto fortemente schierato in un momento di campagna elettorale. 

"La parola che Meloni non vuole pronunciare": cosa c'era nel testo di Scurati censurato dalla Rai 

Nel monologo scritto per il programma di Serena Bortone, Scurati afferma che Meloni si è sempre rifiutata di citare la parola 'antifascismo': "Finché chi governa non lo farà, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana" si legge nell'intervento poi letto in diretta da Bortone (qui il video).

Alla fine del programma Bortone ha letto (video sotto) anche il messaggio che Scurati le aveva mandato per replicare all'intervento social della premier Meloni che - pubblicando il testo del monologo - aveva chiarito di non essere a conoscenza dei motivi della censura dell'intervento: "Questo è il prezzo per esprimere il proprio pensiero?" scrive Scurati esponendo la sua posizione sul compenso che sarebbe stato pattuito per la partecipazione al programma: "Era concordato con la Rai e in linea con gli altri".

Proprio la richiesta economica sarebbe stata tirata in ballo dalla tv pubblica: il compenso - che sarebbe stato di 1.800 euro - e il rischio di fare indirettamente pubblicità alla serie di Sky tratta da M. Il figlio del secolo, il libro premio Strega 2019 di Scurati. La Rai avrebbe pensato di ospitare lo scrittore gratis poi avrebbe provato a chiudere a 1.500 euro. Una nota interna all'azienda pubblicata ieri da La Repubblica riporta però che la partecipazione era stata annullata 'per motivi editoriali'. 

Scrive Scurati: "Il mio pensiero su fascismo e postfascismo, ben radicato nei fatti, doveva essere silenziato. Continua a esserlo ora che si sposta il discorso sulla questione evidentemente pretestuosa del compenso. Pur di riuscire a confondere le acque, e a nascondere la vera questione sollevata dal mio testo, un capo di governo, usando tutto il suo straripante potere, non esita ad attaccare personalmente e duramente con dichiarazioni denigratorie un privato cittadino e scrittore suo connazionale tradotto e letto in tutto il mondo. Questa, gentile presidente, è una violenza. Non fisica, certo, ma pur sempre una violenza. È questo il prezzo che si deve pagare oggi nella sua Italia per aver espresso il proprio pensiero?".

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