Domenica, 20 Giugno 2021
Politica Roma

"Re della gaffe sul web": chi è Stefano Esposito, nuovo assessore ai trasporti di Roma

Juve, Tav e social network le sue passioni. Poi le dichiarazioni senza mezzi termini, le querele, tutto ciò che si addice a un "omo de core". Ecco tutti i suoi "scivoloni" fatti dai social network

È stato lui stesso ad annunciarlo: "Sono il nuovo assessore ai Trasporti, anche se sto ancora aspettando la chiamata ufficiale di Marino. Sarà un lavoro duro, ma se fosse stato semplice ci sarebbe stata la coda". Così Stefano Esposito, classe 1969, ha diffuso la notizia. Lui, piemontese trapiantato a Roma per questioni di partito, non ha mai smesso di parlare direttamente a pubblico e media e per questo è famoso per le numerose "dichiarazioni" (o meglio gaffes) che sono spesso partite dai suoi account Facebook e Twitter

L'UOMO D'AZIONE - Dice di odiare i salotti, di non essere un intellettuale e spesso ricorda le sue umili origini definendosi un "ragazzo di strada". Di strada ne ha fatta da quando militava nei ds e poi nel Pd veltroniano, poi bersaniano e infine renziano, vicino a Orfini. Si è sempre occupato di lavoro (dopo tutto è originario di Moncalieri, sede dello storico stabilimento Fiat) e delle grandi opere. Non a caso tutti lo ricordano come il senatore Pro Tav, sempre in prima linea in difesa della Torino-Lione e in continua polemica con il movimento valsusino che non la vuole. Ma non solo: quel suo modo "incondizionato" di amare quel treno, il suo essere così "fedele a quella linea" e adorarla quasi come una divinità, ha attirato diverse critiche anche dal suo partito. Provocatore, senza peli sulla lingua, a molti suoi compagni democratici non sono mai piaciuti i suoi modi. C'è invece chi non ha apprezzato i suoi contenuti: dopo che aveva definito gli attivisti NoTav "figli di papà" "terroristi", "violenti" adesso è a giudizio per diffamazione. 

ESPOSITO ADORA I SOCIAL NETWORK - Su Facebook e Twitter, che il politico usa molto, Esposito critica tutti, ma in primis i No Tav e invita la magistratura ad intervenire contro di loro con "la mano pesante". Ha ricevuto più volte, a casa, buste con proiettili e sacchi di letame. Ha suscitato scalpore soprattutto il caso di alcune molotov lasciate sotto lo zerbino dell’appartamento torinese del parlamentare. Non sono mai stati scoperti i responsabili. Secondo i No Tav, sarebbe stato lo stesso politico a far nascere il caso soltanto per gettare discredito sul movimento

TIFOSO JUVENTINO - Ma forse la sua sparata più clamorosa dai social l'ha fatta sull'altra sua fede, che non è la Tav ma la Juventus. Ha fatto insorgere il mondo dei tifosi del Torino dopo aver scritto su Twitter, in seguito alla sconfitta della Juve a Berlino: 

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