Arriva il decreto anti-Netflix: “Film prima al cinema e poi in streaming”

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha annunciato: “Firmerò un decreto che regola le uscite dei film, che dovranno andare prima nelle sale e poi sulle piattaforme di streaming”

Il ministro Bonisoli

Sta per arrivare quello che in molti hanno già ribattezzato il “decreto anti-Netflix”. Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha infatti annunciato che a breve firmerà “un decreto legge che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme che si vuole. Penso sia importante assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme”.

Detto in parole povere, i film dovranno arrivare prima nelle sale cinematografiche e poi sulle piattaforme di streaming on-line. Discorso valido non soltanto per Netflix, ma anche per i suoi competitor, come Prime Video o Tim Vision. Tale decreto dovrebbe quindi vietare quello che è avvenuto, tanto per fare un esempio, con il film su Stefano Cucchi “Sulla mia pelle”, uscito lo scorso 12 settembre in contemporanea sia su Netflix che al cinema. Secondo Bonisoli, il decreto consentirà così "ai gestori dei cinema di sfruttare appieno l'investimento per migliorare le sale e offrire un'esperienza di visione sempre più emozionante".

L'annuncio dell'imminente firma sul decreto anti-Netflix è arrivato in un videomessaggio inviato da Bonisoli alla presentazione in Camera di Commercio a Roma della ricerca Agis/Iulm "Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto sull'economia del territorio", il ministro ha anche aggiunto: "Stiamo lavorando con produttori e distributori affinché la prossima sia la vera prima estate del cinema italiano con grandi blockbuster che escono già da agosto. È la prima volta che accade, consentirà di avere una programmazione distribuita in più mesi, e di superare il buco gestionale che c'è ora in estate per la presenza di pochi titoli nelle sale".

Fontana (Agis): “Una proposta per rilanciare il cinema”

''Evitare la concorrenza sleale e rilanciare il cinema come elemento di promozione della cultura è una richiesta che facciamo da tempo e finalmente si è trovata una soluzione che salutiamo con grande piacere''. Così Carlo Fontana, presidente Agis e Impresa Cultura Italia-Confcommercio commenta la posizione di Alberto Bonisoli che sta per firmare il decreto che regola le finestre in base alle quali i film dovranno essere distribuiti prima nelle sale e dopo sulle piattaforme. ''Proprio oggi -prosegue Fontana- abbiamo presentato una ricerca che fa comprendere quanto ogni euro investito in cultura si trasforma in ricchezza economica per i territori. Mi pare di poter affermare che la stagione in cui la cultura era considerata un elemento residuale sta volgendo al termine''.

Anac: "Ci avviciniamo all'Europa"

Il decreto che regolerà la cronologia dello sfruttamento dei film, annunciato oggi dal ministro dei Beni Culturali, l'Italia si avvicina alle normative vigenti nel resto d'Europa. E' quanto afferma, in estrema sintesi l'Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici).

"A conclusione della Mostra di Venezia con un comunicato ufficiale l'Anac aveva chiesto al Ministro Alberto Bonisoli di intervenire prontamente sulla cronologia dei media. Con la firma del decreto che stabilisce che i film dovranno essere prioritariamente proiettati nelle sale, sembra esserci la volontà di porre regole precise in nome di un sistema che si basa, coerentemente con l'architettura della legge, sulla centralità della sala. È chiaro che per avere un'opinione più precisa sul provvedimento va conosciuta la durata delle diverse finestre tra un'uscita e l'altra e vanno valutati gli effetti sulla frequentazione in sala, ma il fatto nuovo è che con una legge si affermi il ruolo prioritario della visione su grande schermo. Con questa norma l'Italia non arriva ancora ad eguagliare il sistema che vige in Francia ma si avvicina alle altre legislazione europee", scrive l'Anac.

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