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Venerdì, 3 Dicembre 2021

Perché si può essere contro la circolare di Lamorgese senza essere No Green Pass

Alla fine è arrivata anche la circolare del Ministro Luciana Lamorgese a limitare le manifestazioni contro il Green Pass. Con la stretta, il Governo ci dice dove si può manifestare, in quali giorni, in quali zone della città e anche, a discrezione della Questura, se ci si potrà muovere o se la manifestazione dovrà essere fissa. Sì, esatto. “Per assicurare la più efficace tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, determinate manifestazioni potranno tenersi esclusivamente nel rispetto di specifiche modalità di carattere restrittivo, per le quali, ad esempio, potrà essere disposto lo svolgimento in forma statica”. Ci manca solo che sia il Governo a decidere slogan e coreografie. La circolare del Viminale di fatto sterilizza la protesta dei No Pass. Se qualcuno è contrario al passaporto verde e lo vuole esprimere pubblicamente, lo potrà a fare, ma alle condizioni di Questori e Prefetti, che ora hanno il potere di relegarli in un qualsiasi parcheggio della più remota periferia. 

La decisione di Lamorgese è stata accolta molto bene dai più, in primis dai sindaci, che condividono le motivazioni alla base di questa presa di posizione. Da una parte lo si fa “in ragione dell’attuale situazione pandemica"; dall’altra per difendere il commercio: le manifestazioni "ci fanno perdere il 30% del fatturato, inaccettabile" era stato il grido d’allarme del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.

Cosa dice la direttiva del ministero sulle manifestazioni no green pass 

Benissimo. Non aspettavo altro. Io, da vaccinato e munito di Green Pass, non posso più sopportare l’idea di dover ancora attendere per tornare ad una vita normale (fare tre metri per andare al bagno del ristorante senza dover indossare una mascherina, per intenderci). Non sopporto di dover aspettare per colpa di quattro gatti convinti che il vaccino sia la chiave per la dominazione dell’umanità da parte di un Matrix in stile fratelli Wachowski. Allora io, che sono favorevole al Green Pass e lo tengo nel mio cellulare sempre pronto all’uso, avrei accettato un giro di vite alle manifestazioni tout court. Ma un conto è vietare tutte le manifestazioni per ragioni di sicurezza o ordine pubblico, un altro è impedire solo quelle che non piacciono a qualcuno. 

Non esiste. Si fanno due pesi e due misure su un tema, quello della libertà d'espressione, delicatissimo e sul quale non si dovrebbero mai prendere decisioni con leggerezza. Così non solo si crea un pericoloso precedente, ma si sposta il problema delle contestazioni politiche, rinunciando a farsi carico della responsabilità politica dell’ordine pubblico in questo tipo di cortei. Insomma, in un colpo solo si silenzia una protesta e si evita di dover sudare per far in modo che avvenga all’interno del recinto della legalità. Per non parlare del fatto che la circolare lascia in sospeso la possibilità di essere applicata ad altri ambiti. Quali? Studenti? Sindacati? Diritti civili? A chi tocca domani?

Mentre scrivo, fa capolino il dubbio che tuttavia possa essere la cosa giusta da fare per evitare la risalita dei contagi e per salvare le attività commerciali in un momento delicato. Poi penso agli anni in cui nessun Governo si era mai sognato di limitare le manifestazioni per difendere il commercio dalle orde di barbari travestiti da rivoluzionari che mettevano a ferro e fuoco i centri città. Penso a come questo stesso Governo abbia chiuso un occhio, anche due, sulle “esigenze sanitarie” quando ha fatto scorrazzare l’autobus della nazionale italiana per il centro di Roma, all’indomani della vittoria degli Europei. Penso a tutto questo e il dubbio si trasforma in una convinzione: per questi signori e signore, ogni scusa è buona per fare i propri comodi.     
 

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