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Venerdì, 24 Maggio 2024
L'intervista

Cittadinanza italiana, lo spiraglio dello ius scholae per i minori stranieri

La proposta di legge sarà discussa alla Camera a fine giugno. “E’ la strada più giusta per tutti”, ha dichiarato in un'intervista a Today.it il promotore Giuseppe Brescia (M5s)

L'Italia apre le porte della scuola a tutti i bambini, italiani e stranieri, ma poi non offre loro gli stessi diritti ponendoli in una situazione di sostanziale disuguaglianza e disparità per un problema di cittadinanza. Senza la cittadinanza italiana, infatti, per i minori stranieri è difficile ottenere tutta un serie di diritti importanti, come ad esempio le certificazioni di disabilità. I figli di cittadini stranieri, inoltre, si trovano spesso a dover rinunciare a gite scolastiche, Erasmus e tirocini, nonostante siano nati e cresciuti in Italia frequentando per anni la stessa classe dei loro compagni.

Il problema della cittadinanza per i minori stranieri interessa circa un milione di bambini e ragazzi (dati Istat 2021), due terzi dei quali nati in Italia, le cosiddette "seconde generazioni". Praticamente oggi nelle classi delle scuole italiane circa 1 alunno su 10 non ha la cittadinanza italiana. Da qui la proposta di legge sulla riforma della cittadinanza, presentata dal presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera e deputato del Movimento 5 stelle, Giuseppe Brescia, che arriverà il 24 giugno alla Camera. Cos’è lo ius scholae e perché è così importante? Ce lo ha spiegato direttamente il promotore della proposta di legge, in un'intervista a Today.it. "Il testo è molto semplice e chiaro, fatto di due articoli - ha chiarito Brescia - Con questa proposta potrà acquistare la cittadinanza italiana il minore straniero:

  • nato in Italia;
  • arrivato nel nostro Paese prima di aver compiuto 12 anni e scolarizzato in Italia.

Questa riforma "serve a unire e a raggiungere un obiettivo atteso da troppo tempo, è una idea di società, non una proposta di partito", ha dichiarato Brescia. Peccato però che in commissione lo ius scholae abbia diviso la maggioranza di governo e non solo quella. Favorevole alla proposta di legge il centrosinistra mentre il centrodestra si è spaccato in due, con Fratelli d’Italia e Lega contrari mentre Forza Italia si è detta pronta a sostenerla. L'obiettivo è far approvare una nuova legge sulla cittadinanza entro la fine della legislatura (marzo 2023). Ci riusciremo?

Cos’è lo ius scholae e perché è così importante?

"Lo ius scholae è una risposta pragmatica alla conclamata esigenza di aggiornare la legge sulla cittadinanza, ferma a trent’anni fa. Il testo è molto semplice e chiaro, fatto di due articoli. Non c’è nessuno ius soli in discussione. Con questa proposta potrà acquistare la cittadinanza italiana il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro i 12 anni che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia e che abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, almeno cinque anni di scuola. Per avviare la pratica servirà una dichiarazione di volontà che dovrà essere presentata da entrambi i genitori legalmente residenti in Italia. È una legge insomma che fissa criteri precisi. Oggi chi nasce in Italia da genitori stranieri deve aspettare la maggior età per poter fare richiesta e con le lungaggini burocratiche rischia di avere la cittadinanza troppo tardi".

Nelle classi delle scuole italiane 1 alunno su 10 non ha la cittadinanza italiana. A livello pratico questo cosa comporta?

"Al suo dato aggiungo che il 65% degli studenti con cittadinanza non italiana è rappresentato dalle seconde generazioni, sono cioè nati in Italia e magari non hanno mai conosciuto il Paese d’origine dei loro genitori. Per capire perché serve una legge basta ascoltare le storie dei tanti giovani che si stanno mobilitando a favore dello ius scholae. Su questo devono parlare più loro dei politici. Ci sono degli ostacoli che incidono nel percorso di crescita individuale di ogni ragazzo e ragazza, ostacoli determinanti nella fase delle scelte. Si pensi ad esempio alle difficoltà di mobilità che impattano sulle gite o sulla partecipazione ai progetti Erasmus o all’impossibilità di partecipare ai concorsi pubblici. Alcuni giovani atleti non possono gareggiare per la nostra nazionale. A chi chiede lo ius soli sportivo dico che è un privilegio. Lo ius scholae è la strada più giusta per tutti, perché mette al centro la scuola e il lavoro dei nostri insegnanti".

L'obiettivo è far approvare una nuova legge sulla cittadinanza entro la fine della legislatura. Ci riusciremo?

"Il 24 giugno la legge arriverà in aula alla Camera e questo è un primo passo in avanti che fissa una chiara volontà e un orizzonte di speranza. La mobilitazione di studenti e associazioni sta funzionando e a loro dico di non mollare e di combattere insieme questa battaglia di civiltà fino alla fine. Ho volutamente presentato un testo puntuale. Non è una mega riforma, ma è la riforma possibile con il tempo che abbiamo a disposizione. Lo ius scholae serve a unire e a raggiungere un obiettivo atteso da troppo tempo, è una idea di società, non una proposta di partito".

Lega e Fratelli d’Italia sostengono che la priorità in questo momento è il lavoro. Cosa risponde?

"Il Parlamento si è occupato di tutto nel corso di una guerra, anche della proposta a firma Meloni sul presidenzialismo. Alla Camera ci sono 14 commissioni che possono lavorare su temi diversi ed è giusto discutere e soprattutto votare su tutto. Fratelli d’Italia si schierò contro lo ius soli con lo slogan "L'Italia a chi la ama", ma sullo ius scholae è davvero difficile dire che chi studia e cresce con i nostri figli non è cittadino italiano e non ama l'Italia".

Giuseppe Brescia-2

Cos'è e come si ottiene la cittadinanza italiana

La cittadinanza è il rapporto che lega un individuo allo Stato, è lo strumento grazie al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. In Italia, secondo la legge 5 febbraio 1992, n. 91, la cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis, cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani.  Esiste una possibilità residuale di acquisto iure soli, se si nasce sul territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza.

Si può diventare cittadini italiani anche se si contrae matrimonio con un italiano o se si dimostra di avere la residenza in Italia da almeno 10 anni. In tal caso, però, il richiedente deve possedere una serie di requisiti, come avere redditi sufficienti al sostentamento, non avere precedenti penali, non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.

Lo ius sanguinis si contrappone allo ius soli, ossia all'acquisizione della cittadinanza di un Paese per il solo fatto di essere nati sul suo territorio. E’ bene sapere che quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni, compresi gli Stati Uniti, il Canada e l'America latina (in blu nella cartina). In Europa, invece, solo alcuni paesi concedono la cittadinanza grazie allo ius soli condizionato (in azzurro nella cartina), come Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito.

Lo ius scholae non ha nulla a che vedere con lo ius soli, in quanto punta a concedere la cittadinanza solo ai minori stranieri scolarizzati in Italia, a prescindere dal Paese in cui sono nati.

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