Giovedì, 25 Febbraio 2021
Genova

Genova, il commissario che non c'è

Lunedì mattina l'annuncio del premier su Facebook: "Nelle prossime ore formalizzerò la nomina del commissario per la ricostruzione" del Ponte Morandi di Genova. Ma a 48 ore di distanza tutto tace. Sfumato Claudio Gemme, si fa strada il nome di Marco Bucci, il sindaco

Ansa

Lunedì mattina l'annuncio del premier su Facebook: "Nelle prossime ore formalizzerò la nomina del commissario per la ricostruzione" del Ponte Morandi di Genova. Ma a 48 ore di distanza tutto tace. E il nome di Claudio Gemme, il manager di Fincantieri che nei giorni scorsi veniva dato per certo, all'improvviso sembra decisamente in bilico: il suo nome con ogni probabilità potrebbe saltare, complice il conflitto di interesse per il ruolo rivestito in Fincantieri, che lo stesso Gemme aveva assicurato di essere pronto a lasciare in caso di nomina.

A spingere sul nome del manager genovese era stata soprattutto la Lega, che aveva tuttavia ottenuto l'ok dei 5 Stelle. Ma un altro nome sarebbe già sul tavolo, quello di Marco Bucci, sindaco di Genova. Su di lui si stanno concentrando le attenzioni delle diplomazie di Lega e M5s

Pd: "Intervenga Conte"

"Ora basta, Genova non può più attendere. Il governo e, in primis, il presidente Conte, devono dimostrare che stanno seriamente occupandosi della tragedia che sta vivendo la città. Fino a qualche giorno fa il premier Conte ha continuato ad assicurare che la nomina del commissario era cosa fatta, ora sembra proprio che si torni in alto mare". Lo dichiara la senatrice del Pd Roberta Pinotti.

"E' un balletto iniziato il 14 settembre - spiega - quando il premier Conte è venuto a Genova dicendo di avere in mano un decreto e non fogli bianchi. Si è visto che non era così. Dopo ben due settimane è stato finalmente reso noto il testo che si è rivelato totalmente deludente poichè non assicura le modalità di ricostruzione del ponte, è deficitario nel sostegno economico al tessuto produttivo della città e non assicura i necessari interventi sociali. Ora la situazione si ripete sul nome del commissario: annunci ad horas ai quali non corrispondono decisioni".

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"Genova è una città ferita - conclude Pinotti - che si è rimboccata le maniche; è increscioso che il governo non senta la responsabilità di dare risposte chiare e nette invece di fare inutili passerelle".

Toti: "Decreto Genova fallace e molto rischioso"

Sulla nomina del commissario per la ricostruzione "non vogliamo raccogliere alcuna responsabilità, ritenendo non le persone indicate ma l'impianto complessivo del decreto piuttosto fallace e molto rischioso". Lo ha detto il governatore della Liguria e commissario per l'emergenza di Ponte Morandi, Giovanni Toti, a margine di una conferenza stampa.

"Qualsiasi curriculum tra quelli che abbiamo visto sulla stampa e di cui abbiamo parlato con il presidente del Consiglio - ha sottolineato Toti - a noi va bene, ma sia chiaro che una cosa è la responsabilità degli enti locali, una cosa è la responsabilità di quanto stiamo facendo come commissario per il superamento dell'emergenza, altra cosa è la responsabilità su un decreto e su una nomina di cui esprimiamo solo un parere".

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"Con Conte - ha spiegato il governatore ligure - c'è un dialogo fitto e costruttivo perché il premier, che pure non è in una situazione facile, stretto tra due partiti importanti di governo, è una persona seria, perbene. Detto questo, senza bisogno che ci parliamo, sa già benissimo - ha concluso Toti - la nostra posizione sulla nomina del commissario e il nostro favore per qualsiasi nome proveniente da Genova e dalla Liguria".

L'esperto: "Monitoraggio avrebbe evitato tragedia"

"Con un monitoraggio interpretato da chi è capace di farlo non so se si sarebbe riusciti ad evitare il crollo ma, ed è una mia idea personale di cui mi assumo la responsabilità, molto probabilmente si sarebbe evitata la tragedia che c'è stata". Lo ha detto il professore Carmelo Gentile, docente del Politecnico di Milano che firmò nel 2017 lo studio sullo stato di Ponte Morandi che evidenziò delle anomalie sulla pila 9, parlando con i giornalisti davanti al Palazzo di Giustizia di Genova dopo essere stato ascoltato come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del viadotto.

"Quando ho appreso la notizia -ha ricordato Gentile- sono rimasto molto turbato anche perché mi era già capitato in passato di segnalare problemi su varie strutture e si era riusciti a intervenire più o meno in tempo". Secondo il docente del Politecnico di Milano, "tutte le persone che sono state sentite, tranne chi ha firmato il progetto strutturale, non avevano un quadro generale della situazione. Infatti -ha concluso Gentile- la commissione ministeriale dice che le verifiche di sicurezza non tornavano, non sugli stralli ma sull'impalcato. A voi le conclusioni".

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