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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Beffa Imu, furia dei Comuni: "Governo approfitta della pazienza dei cittadini"

Rapporti tesissimi fra governo e Comuni dopo che l'esecutivo ha "obbligato" a pagare i cittadini dei Comuni con un'aliquota Imu "extra". Fassino:" Perché non si mantiene la parola data?"

ROMA - Da un lato, tutti quelli per cui l'Imu da ieri è solo un brutto ricordo. Dall'altro, i residenti di circa seicento comuni italiani per cui l'Imu è ancora una bruttissima realtà. In mezzo, lo scontro accesissimo fra i sindaci e il governo. 

Ad accendere la miccia è stata la decisione del governo, arrivata nella serata di mercoledì, di abolire definitivamente la seconda rata dell'imposta sulla casa prevista per il 2013. Un addio che, però, non è arrivato per tutti. I cittadini dei Comuni che avevano deliberato un'aliquota più alta di quella standard, fissata al quattro per mille, dovranno infatti pagare metà della maggiorazione a gennaio 2014. 

Da qui allo scontro frontale il passo è stato brevissimo. "Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell'Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I Sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si può abusare della pazienza dei cittadini".

Duro il commento del Presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Piero Fassino, che ha continuato: "'Da troppe settimane e ancora nelle ultime ore si susseguono da parte di singoli esponenti governativi dichiarazioni contraddittorie e addirittura antitetiche. E' tempo che cessi questo assurdo balletto di parole che hanno il solo esito di alimentare confusione e sconcerto nei cittadini ed esasperazione negli Amministratori locali. All'atto della decisione di superare l'Imu sulla prima casa - ha ancora aggiunto il Presidente Anci - il Governo assunse due espliciti impegni: i contribuenti non avrebbero più pagato l'Imu nel 2013 e ai Comuni sarebbe stato garantito l'identico importo onde poter assicurare l'erogazione di essenziali servizi ai cittadini. E' troppo chiedere che finalmente si dia corso a impegni così esplicitamente assunti?".

Ancora più duro il sindaco di Bologna, Virginio Merola, secondo cui la decisione del governo sull'abolizione dell'Imu "è una beffa per i comuni e per i cittadini. Il governo e il presidente del Consiglio - ha denunciato - non hanno accolto la richiesta di un incontro preliminare da parte dei Comuni. Si è scelta una soluzione che scarica su cittadini e sindaci il costo della mancata copertura integrale della seconda rata imu. Così l'Imu sulla prima casa non è abolita e i cittadini  pagheranno, non sappiamo però  ancora chi e quanto, occorre leggere il testo definitivo".

Per il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, coordinatore delle Anci regionali e membro dell'ufficio di presidenza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, "siamo sull'orlo della rottura dei rapporti istituzionali. Rispetto alle cifre c'era stato un impegno serio da parte del governo nei nostri confronti e quel patto doveva essere rispettato - ha recriminato Cosimi - I Comuni italiani sono stati molto seri, qualcuno dice che hanno provato a fare i furbi, ma non è vero: fino al 30 novembre c'era tempo per aumentare le aliquote e i Comuni che lo hanno fatto, lo hanno fatto in funzione del bilancio che dovevano approvare. La confusione l'ha generata proprio il governo posticipando i pagamenti".

E ora la confusione regna sovrana. 

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