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Lunedì, 22 Aprile 2024
Il dibattito

Balneari, gli occhi di Bruxelles sull'Italia: "Meloni rispetterà la legge europea"

La Corte di Giustizia dell'Ue boccia i rinnovi automatici delle concessioni. La portavoce Ue: "La autorità nazionali procederanno ad allineare la legislazione". Cosa succede adesso

Gli occhi dell'Europa sull'Italia e la presidente del Consiglio regisce assicurando che l'Esecutivo intende allinearsi "molto rapidamente" alla norme Ue. Il tema è quello dei balneari. La Corte di Giustizia dell'Ue con una sentenza ha ribadito che le concessioni di occupazione delle spiagge italiane "non possono essere rinnovate automaticamente", ma devono essere "oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente".  Cosa succede ora? Succede che l'Italia deve adeguarsi e su questo si è impegnata la stessa premier.

Giorgia Meloni nell'incontro con il commissario Thierry Breton la scorsa settimana "ha assicurato che le autorità nazionali in Italia applicheranno molto rapidamente la legislazione europea" e che "le autorità nazionali procederanno ad allineare la legislazione nazionale italiana alle norme europee", sottolinea una portavoce della Commissione europea nel corso del briefing quotidiano con la stampa. In casa Ue la promessa non basta. "Naturalmente - ribadisce la portavoce - effettueremo un monitoraggio diretto e molto rigoroso della situazione e saremo in costante contatto con le autorità italiane a questo proposito".  

Balneari, la Corte Ue inguaia Meloni: "No ai rinnovi automatici delle concessioni"

Dall'Ue il richiamo a "procedure di selezione imparziali e trasparenti per i potenziali offerenti" ricordando che le "concessioni devono essere limitate nel tempo" e "non possono essere rinnovate automaticamente". "I tribunali nazionali e i servizi amministrativi nazionali devono applicare questi obblighi e abrogare qualsiasi disposizione nazionale che possa essere contraria a tali obblighi - ricorda la portavoce -. Siamo in stretto contatto con le autorità nazionali per monitorare e seguire questo aspetto". 

"Diciamo che ce l'aspettavamo, non è che sia una sorpresa. Si farà la mappatura e le cose che si devono fare", il commento del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, interpellato al termine della audizione sul Def a Palazzo Madama.

 "La sentenza di oggi  - precisa Gianluca Caramanna, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Attività produttive e responsabile del Dipartimento Turismo del partito - è da leggere attentamente. Se da un lato ribadisce alcuni principi già noti, dall'altro conferisce piena legittimità e rafforza l'utilità del lavoro impostato dal governo con il tavolo tecnico, che sarà chiamato a breve a predisporre la mappatura delle aree demaniali. Su questa base, siamo certi, il governo potrà continuare il dialogo in corso con la Commissione Ue, al fine di arrivare in tempi brevi a una normativa che definisca una volta per tutte la questione, garantendo un quadro certo agli operatori e alle amministrazioni coinvolte".  

"Il governo deve decidere di decidere. Non sono ammessi più rinvii. Non è più possibile tergiversare e continuare a lasciare nell'incertezza tutti gli operatori e i territori. È giunto il momento di definire una disciplina della materia organica, strutturale e compatibile con il diritto Ue", sollecitano dal Pd  Piero De Luca e Andrea Gnassi

Dopo la strigliata dell'Ue Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe/Confcommercio chiede che "Il governo acceleri nella ricognizione delle concessioni demaniali marittime vigenti, sia convocato con urgenza il tavolo istituito con la recente legge del febbraio scorso, si emani una nuova legge che superi le disposizioni del precedente governo effettuando un corretto bilanciamento fra l'esigenza di una maggiore concorrenza con la tutela dei diritti dei concessionari attualmente operanti". 

Si chiede che venga emanata "nel più breve tempo possibile, una nuova legge che superi le disposizioni fissate dal precedente governo, effettuando un corretto bilanciamento fra l'esigenza di una maggiore concorrenza con la tutela dei diritti dei concessionari attualmente operanti". "Lo Stato - aggiunge il sindacalista - non tradisca gli imprenditori balneari che hanno avuto l'unico torto di aver creduto nelle sue leggi".

"Come Lega - interviene il senatore Roberto Marti - ci battiamo da anni per quello che oggi trova riscontro nella sentenza della Corte di Giustizia europea: l'eventuale applicazione della direttiva sulla concorrenza, anche alle concessioni balneari italiane, passa per la verifica della ‘scarsità della risorsa’. È evidente che ‘questa scarsità’, relativamente alle nostre coste, è insussistente. Abbiamo, quindi, colto nel segno la profondità della portata normativa e gli effetti distorsivi della direttiva Bolkestein. Ci sembra, inoltre, corretto che i sindaci abbiano la possibilità di non andare a gara fino al 2025, estendendo così il tempo necessario a recepire e chiarire tutte le informazioni. Oggi, si compie un passo avanti importante per accelerare, come la Lega chiede da tempo, con la mappatura delle spiagge”.

Il tema balneari però, per essendo tornato tra i primi posti dell'agenda Meloni, non sarà inserito ne ddl concorrenza in discussione oggi in Consiglio dei ministri. A confermarlo è  il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della presentazione del salone Samoter. "Non riguarda questo provvedimento, riguarda un' altra cosa", spiega il ministro.

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